
TOSCANA: SCARAMELLI, ‘CASA RIFORMISTA ANDRA’ IN DOPPIA CIFRA NEL SENESE’Siena, 9 ott. - (Adnkronos) - ''Siamo pronti a un risultato storico: Casa Riformista andrà in doppia cifra''. A dirlo Stefano Scaramelli, capolista per Eugenio Giani presidente Casa Riformista a Siena e Grosseto. ''Il crescente consenso che la lista sta registrando in tutto il territorio dimostra - spiega Scaramelli - che le persone apprezzano il nostro progetto politico. Una casa ampia e inclusiva nata per dare voce ai moderati, ai riformisti, ai civici e a chi crede nelle misure concrete. I cittadini stanno riconoscendo in Casa Riformista la forza seria, competente e libera che può portare equilibrio e concretezza nell'azione di governo regionale.'' Scaramelli sottolinea inoltre un aspetto decisivo per il territorio: ''Il Sud della Toscana sarà determinante per fare di Casa Riformista la seconda forza politica della coalizione di centro sinistra. Questo può aiutare ad avere non solo presenza in Consiglio regionale ma anche in Giunta. L'obiettivo di avere 5 consiglieri regionali e due assessori riformisti oggi sembra essere a portata di mano. Siena sarà protagonista della prossima stagione di governo regionale''. ''Il nostro impegno è teso a costruire - conclude Scaramelli - una Toscana moderna, dinamica e giusta, in cui il merito e la competenza sono al centro dell'azione politica. Il vento del riformismo soffia forte, il 10% dei consensi è alla nostra portata''.
«Cure palliative per tutti i toscani» La battaglia di Stefano Scaramelli
Stefano Scaramelli è capolista a Siena e Grosseto all’interno di ‘Casa Riformista per Eugenio Giani presidente’
SIENA «Le cure palliative sono un diritto da vivere con dignità e serenità. Sono l’espressione massima che la scienza mette a disposizione dell’uomo per consentire alle persone di ovviare alla sofferenza del dolore. Nell’ultima legislatura, grazie all’approvazione dell’Ordine del Giorno a mia prima firma, e all’inserimento nel Piano Sociale e Sanitario, le cure palliative sono diventate centrali nelle strategie sanitarie della nostra Regione». Cosi Stefano Scaramelli, capolista di ‘Casa Riformista per Eugenio Giani presidente’ a Siena e Grosseto, nonché vicepresidente uscente del Consiglio regionale: «Ogni struttura sanitaria, ospedaliera e territoriale si dovrà adeguare alla nuova norma e dotarsi di personale formato – spiega -. Nel contempo sarebbe opportuno predisporre percorsi di studio specialistici. Le cure palliative devono accompagnare tutta la vita delle persone e non solo le fasi terminali». «Nella prossima legislatura mi farò carico – annuncia Scaramelli – di vigilare e sollecitare le Cure palliative nei differenti setting quali domicilio, hospice, Rsa e reparti ospedalieri, affinché siano effettivamente somministrate e proposte. Le cure palliative devono poter essere per tutti i toscani un livello essenziale di assistenza. Ecco perché questi servizi devono essere disposti sul territorio in modo omogeneo e accessibile, e attivabili anche tramite medici di medicina generale usufruendo delle competenze degli infermieri di famiglia specializzati in queste cure». E infine: «La Toscana nella prossima legislatura dovrà essere in grado di assicurare a tutte e tutti queste cure che riconoscono la centralità della vita in quanto tale», conclude Scaramelli.
Nazione Siena di mercoledì 8 ottobre 2025, pagina 7
Scaramelli: “Sicurezza e sanità”
SIENA Infrastrutture, trasporti, a sorpresa la sicurezza, e poi la sanità, “di cui mi chiedono di tornare a occuparmi”. Sono le questioni principali nell’agenda politica di Stefano Scaramelli, capolista per Casa Riformista. Intervista al capolista di Casa Riformista nel collegio di Siena: “Serve una guida politica vicina alle Scotte” Infrastrutture, trasporti, a sorpresa la sicurezza, e poi la sanità, “di cui mi chiedono di tomare a occuparmi”. Sono le questioni principali nell’ agenda politica di Stefano Scaramelli, capolista nel collegio di Siena per Casa Riformista in vista delle elezioni del 12 e 13 ottobre.
– Stefano Scaramelli, quali sono gli argomenti al centro della sua campagna elettorale?
Intanto vorrei segnalare un grande entusiasmo e molta partecipazione attorno al progetto di Casa Riformista, che è un’area politica moderata capace di unire e di dare equilibrio alla coalizione. Sto girando tanto il territorio, parlo con i cittadini e sento un grande bisogno di sicurezza. Temi centrali della campagna elettorale sono poi le infrastrutture, la sanità, il lavoro, il mondo dell’impresa, l’agricoltura, il settore venatorio.
– E’ un po’ inusuale sentire da un esponente del centrosinistra che la sicurezza sia un tema prioritario.
Questi sono i fatti. C’è tra i cittadini una generale percezione di insicurezza, una questione sulla quale il Governo Meloni non dà risposte adeguate. Le forze dell’ordine già compiono un lavoro straordinario. E’ necessario che le aree urbane vengano sempre coperte e tutelate, anche con sentinelle di supporto che potrebbero essere dei volontari adeguatamente formati e che operino in collaborazione con le forze dell’ordine. Servono telecamere che sorveglino il territorio e io credo che si potrebbero ipotizzare anche degli incentivi ai cittadini per sistemi di allarme.
– Cosa può attendersi il territorio senese dalla Regione nei prossimi anni?
Guardi, in questa legislatura, con emendamenti a mia firma, sono arrivate moltissime risorse nel territorio senese per impianti sportivi, scuole, asili, per iniziative sociali e culturali. Servirà ancora tanta attenzione per il territorio.
– Sanità e infrastrutture sono due temi ai quali lei è storicamente legato.
Ho percepito calore e affetto nei miei confronti all’ospedale delle Scotte. Serve una guida politica vicina alle Scotte, e a questo proposito la mia disponibilità è massima. Mi si chiede di tomare a occuparmi di sanità. Per quel che riguarda le infrastrutture dovremo portare a compimento vari progetti: il treno Siena-Roma, poi si devono velocizzare gli interventi sulla Siena-Firenze, sulla Siena-Grosseto, ci sono i lavori da realizzare sulla Cassia. Io ritengo che una svolta ci sarà se oltre agli interventi sul sistema viario riusciremo a realizzare un nuovo modello ferroviario, che è fondamentale per il territorio. Non c’è grande impresa che non chieda interventi significativi in tal senso, questo è il momento di realizzarli.
– Questa volta il centrosinistra si presenta alle elezioni con un campo veramente largo: cosa ne pensa?
Noi di Casa Riformista vogliamo essere determinanti e puntiamo al 10% dei voti.
– Quale Toscana sogna per il futuro?
Una Toscana dove ci siano nuove imprese, e opportunità per giovani e studenti. Sogno una Regione che sappia dare risposte al bisogno della casa, una Toscana dove ogni luogo possa offrire opportunità lavorative e dove in ogni area ci siano medici, pediatri, negozi.
Corriere di Siena di lunedì 6 ottobre 2025, pagina 4, di Groppa Gennaro
L’allarme delle Misericordie «Servono più risorse e ascolto. Burocrazia freno quotidiano»
Dalla questione economica a quella della vocazione, il dibattito sul tema della gestione delle Misericordie è riuscito a mettere d’accordo quasi tutti su quelli che sono i problemi e le possibili soluzioni. «II modello strutturato a Siena non è simile a quello del resto della regione. In passato abbiamo difeso questo modello con forza, modificando un assetto completamente schiacciato su Firenze – spiega Stefano Scaramelli di ‘Casa Riformista’, a sostegno della ricandidatura di Eugenio Giani -. E dobbiamo modificare anche la ripartizione di costi e remunerazioni. In futuro penso e spero di poter entrare in regione con un incarico governativo». Al centro del discorso anche la peculiarità del modello e della situazione senese. «1 punti focali sono due: uno è quello economico, l’altro è la crisi della vocazione del volontariato – dice la capolista di Forza Italia Lorenza Bondi -. Quante ambulanze vediamo con la scritta ‘ottenuta con la collaborazione di Fondazione Mps’… ma non c’è stata una visione nell’erogazione dei fondi e oggi ne paghiamo le conseguenze». Per l’attuale assessore Simone Bezzini, capolista Pd, «la Toscana ha una normativa che considera le organizzazioni del volontariato parte inteTra confronto tecnico, proposte e variazioni su prospettive più ampie: gli interventi della serata grante del sistema sanitario per la gestione dei trasporti. La grande questione è fare battaglia affinché aumenti il finanziamento al fondo sanitario nazionale. Per il futuro va rifatto un accordo triennale in conferenza permanente, per dare un quadro di riferimento stabile; bisogna lavorare sui percorsi, sulla sburocratizzazione, sulla motivazione dei volontari, e trovare nuove fonti di finanziamento». Sulla stessa linea, su alcuni punti, il capolista di Fratelli d’Italia Enrico Tucci: «II presidente Giani ha dovuto mettere 600 milioni oltre al fondo sanitario nazionale – ha detto -. L’anno prossimo la sanità toscana andrà in default, chiunque governi. Sono d’accordo sul fatto che il trasporto sanitario vada tenuto dentro il volontariato, cosi come sulla programmazione con cadenza triennale». Molte le soluzioni messe sul piatto dai candidati: «Abbiamo pensato, per quel che riguarda il reddito di cittadinanza – commenta Lorenzo Bellucci, candidato del movimento 5 stelle -, di inserire chi percepisce il reddito all’interno di istituzioni come queste». «Emerge la necessità di sostenere questa vocazione al volontario – dice la candidata di Avs Serena Cortecci -, magari snellendo la formazione, perché fare corsi che durano tante ore richiede molto impegno. Ma bisogna fare anche un lavoro a monte di maggiore sensibilizzazione». II focus sulla crisi della vocazione ha riguardato soprattutto i giovani: «Vorrei che la Regione facesse un ulteriore sforzo per incentivare i giovani – dice Pier Luigi Bacconi di ‘Noi moderati’ -. Un’idea potrebbe essere quella di fare uno sconto sulle tasse universitarie, o l’acquisizione di crediti, odi avere detrazioni fiscali». Un’altra proposta interessante a riguardo arriva dalla Lega: «La fascia più ricettiva va dai 14 ai 19 anni – spiega il candidato Moreno Giardini -. Forse è il bacino su cui dovremmo investire risorse ed energie importanti di tipo formativo, ad esempio lavorando sulla ‘scuola-lavoro’». Alcuni dati: «II numero dei volontari è sceso del 16% negli ultimi 10 anni, la maggior parte sono over 60 – spiega Michela Guerrini, candidata per la lista civica ‘E’ ora Tomasi Presidente’, anche referente della Misericordia di Rosia -. Oggi il tempo a disposizione è sempre meno. Pensare di introdurre i nostri corsi in un percorso formativo può dare forse un nuovo appeal». Chiude la trafila di interventi l’unico rappresentante della candidata Antonella Bundu: «Vorrei vedere il discorso dal punto di vista diverso – dice Loriano Checcucci di Toscana Rossa -: noi abbiamo una società cambiata vertiginosamente, negli anni 90 l’italia era un’altra. Quando uno deve portare il pane a casa non gli viene da pensare prima agli altri, siamo diventati troppo individualisti. II terzo settore tiene in piedi questo malandato Paese».
*** Dieci candidati alle regionali sul territorio di Siena si sono confrontati su alcuni dei più scottanti temi e problemi che interessano la gestione delle Misericordie senesi, affrontando da un lato la questione economica, dall’altro quella della vocazione. «Per il trasporto sanitario abbiamo la necessità di un aumento delle risorse per coprire i costi effettivamente sostenuti, superando l’attuale sistema che finanzia l’aumento delle risorse dell’emergenza riducendo quelle del trasporto d’urgenza – spiega il presidente di Siena soccorso Fabrizio Tofani -. È necessario iniziare un processo di valutazione sulla necessità di superamento della legge regionale 70 e introdurre un processo di amministrazione condivisa anche sul trasporto sanitario. La necessità di un processo di sburocratizzazione e semplificazione, ci sono norme regionali che appesantiscono inutilmente la gestione quotidiana». A questo si aggiunge la presa d’impegno ad ascoltare le problematiche delle Misericordie e creare un sistema di relazioni per far sentire la presenza e la vicinanza delle istituzioni regionali. «Auspichiamo anche la semplificazione dei corsi formativi per i volontari per l’àmbito del trasporto sanitario e per quello sociale, della protezione civile e antincendio boschivo – spiega Tofani -. Rileviamo inoltre la necessità di esentare gli Ets non commerciali dall’Irap, come già accade in altre diverse regioni. Sarebbe un aiuto non indifferente».
Nazione Siena di giovedì 2 ottobre 2025, pagina 4
«Una legge sulla sicurezza e un assessore regionale»
La proposta arriva da Stefano Scaramelli capolista per Eugenio Giani
«La sicurezza non è né di destra né di sinistra. La sicurezza è un diritto che rende piena la cittadinanza sociale. La destra anche a Siena ha fallito sulla sicurezza perché l’ha affrontata solo per slogan. E un tema molto importante, che riguarda soprattutto gli anziani, le donne, chi vive in quartieri popolari come nel centro delle città, ma tutti a vario titolo siamo vulnerabili». A dirlo Stefano Scaramelli, capolista per Eugenio Giani presidente Casa Riformista, che annuncia: «Se sarò eletto lavorerò a una ‘Legge speciale sulla sicurezza’.
La sicurezza non si affronta con la propaganda, ma con idee e investimenti seri. Bisogna metterci risorse e creare un assessore regionale specifico». Per Scaramelli anche Siena come altre città della provincia vivono situazioni di “aree urbane fuori controllo”. La Regione Toscana secondo Scaramelli «deve diventare un modello nazionale che mette insieme prevenzione, giustizia sociale, presenza sul territorio e collaborazione istituzionale. Bisogna affiancare figure specifiche e volontari alle forze dell’ordine che ogni giorno svolgono un lavoro encomiabile. Chi lavora nelle forze dell’ordine e garantisce sicurezza deve guadagnare meglio e avere strumenti a tutela delle proprie azioni di polizia giudiziaria. Serve un aumento di organico che non può essere legato al numero dei residenti ma al grande afflusso sia di stranieri che di turisti presenti nei nostri comuni. Serve una legge speciale. Verrà fatta a mia firma e lavorerò in questa direzione».
La Nazione Siena, 1 ottobre 2024, pag 4.
Stefano Scaramelli: “Serve un assessore regionale alla sicurezza”
«La sicurezza non è né di destra né di sinistra. La sicurezza è un diritto che rende piena la cittadinanza sociale. La destra a Siena, come nel Paese, ha completamente fallito sulla sicurezza perché l’ha affrontata solo per slogan. E’ un tema molto importante, che riguarda soprattutto gli anziani, le donne, chi vive in quartieri popolari come nel centro delle città, ma tutti a vario titolo siamo vulnerabili». A dirlo Stefano Scaramelli, capolista per Casa Riformista, che annuncia: «se sarò eletto lavorerò a una ‘Legge speciale sulla sicurezza’. La sicurezza non si affronta con la propaganda, ma con idee e investimenti seri. Bisogna metterci risorse e creare un assessore regionale specifico».
Corriere di Siena, 1 ottobre 2025, pag 5.
La Casa riformista «II nostro peso decisivo per tutta la coalizione»
SIENA «Dobbiamo essere la seconda forza della coalizione, non è impossibile fare il 7,5-8 per cento per la lista del presidente. Spetta ai cittadini decidere in che direzione potrà andare la prossima legislatura». Stefano Scaramelli, capolista di Eugenio Giani presidente – La casa riformista, capogruppo di Italia Viva e vicepresidente del consiglio regionale, sa che il tema cruciale è questo. Affiancato dagli altri candidati Paola Piomboni, Giorgio Del Ciondolo, Stefania Bracciali, Fabrizio Valleggi, Emma Licciano e con Giani in ritardo per le mille incombenze della campagna elettorale, tocca il tema dei temi per chi ha l’ambizione di rappresentare l’ala centrista di una coalizione sbilanciata a sinistra. «Non si torna indietro rispetto a quanto fatto in questi cinque anni – ribadisce Scaramelli -. Senza una forte presenza della componente riformista, si aprirà una stagione più difficile». È la posizione intorno alla quale ruotano le posizioni dei candidati della lista. «L’area riformista si rilancia non solo per le regionali ma anche in vista delle politiche – afferma Giorgio Del Ciondolo, membro della segreteria nazionale Psi ed ex assessore provinciale -. Siamo impegnati a sostenere un’azione riformista che incide sulla vita quotidiana delle persone e delle imprese. Lo sforzo comune è per far scattare un seggio in provincia di Siena.
IL CAPOLISTA Stefano Scaramelli Vice presidente Consiglio regionale «La decisione è in mano dei cittadini, se arriveremo secondi, con quattro-cinque consiglieri determineremo gli equilibri».
le nostre posizioni». Tra i temi principali della campagna, ovviamente la sanità, che occupa buona parte del bilancio regionale. «Dopo la fase dei grandi e proficui investimenti sulle strutture – dice Paolo Piomboni, docente di biologia e presidente della Scuola di medicina – ora serve quello sul capitale umano, per sostenere lo sforzo sul territorio che deve essere accompagnato anche da adeguati investimenti strutturali». E Stefania Bracciali, responsabile di Unità operativa Diagnostica per immagini dell’ASI Toscana sud est, ha sottolineato la necessità di «supportare la sanità territoriale, pensando anche alle cronicità che saranno sempre più diffuse nei prossimi anni».
Scaramelli fissa gli obiettivi elettorali “Arrivare all’8% e cinque consiglieri” – Corriere di Siena
Scaramelli fissa gli obiettivi elettorali “Arrivare all’8% e cinque consiglieri” Il capolista ha illustrato la Casa riformista che sostiene Giani 18 Settembre 2025, 08:03 I candidati di Giani Presidente guidati da Stefano Scaramelli Obiettivo raggiungere il 7,5-8%, far eleggere 4-5 consiglieri, e fare da baricentro, verso il centro, della coalizione di centrosinistra. Con una missione precisa: confermare e proseguire il lavoro avviato nel primo mandato dal presidente Eugenio Giani. Si è presentata ieri a Siena, in vista delle Regionali, la lista “Giani presidente – Casa riformista”, la lista “del presidente” guidata da Stefano Scaramelli.
Eugenio Giani se la vedrà con Alessandro Tomasi. In corsa ci sono anche Antonella Bundu e Carlo Giraldi Che ha le idee molto chiare. “Vogliamo – ha detto Scaramelli, che ha anche voluto ringraziare Giani per l’opportunità – difendere tre pilastri, ovvero le infrastrutture, la sanità e il mondo venatorio. Su Siena la spinta è data dalle infrastrutture, quindi il treno Siena-Roma, il completamento dell’Autopalio e l’investimento sull’aeroporto di Ampugnano”.
Scaramelli, presente insieme ai candidati Giorgio Del Ciondolo, Paola Piomboni e Stefania Braciali, ha affrontato i principali temi del territorio. “Su Beko – ha premesso – sono favorevole alla reindustrializzazione e ben venga anche Leonardo, ma sono fondamentali le infrastrutture, faremo una battaglia su Ampugnano. È un progetto importante per dare lavoro, per il turismo, per la questione stessa di Beko, per Gsk, non possiamo più vivere di rendita”.
Il vice presidente del Consiglio regionale: “In questi ultimi anni si è progressivamente reso più resistente alle ingerenze politiche che, in passato, ne avevano causato crisi e ridimensionamento” In conclusione una rivendicazione: “Sono l’unico politico di centrosinistra che ha accolto con forza l’operazione Mediobanca di Mps – ha sottolineato – l’ultimo aumento di capitale ha salvato la banca e Giani ha avuto il coraggio di dire che doveva essere autonoma”. “Siamo la novità – ha aggiunto socialista Del Ciondolo – Siena ha bisogno di essere rappresentata in Regione, non dobbiamo perdere l’occasione, il territorio va reinventato dopo Mps”.
Casa Riformista per Eugenio Giani presidente Scaramelli: «Io, forza politica per la coalizione»
Italia Viva, +Europa, Pri e Psi «per riequilibrare la presenza di alleati scomodi»
Grosseto Casa Riformista, che ha raccolto in un’unica lista Italia Viva, +Europa, Pri e Partito socialista e personalità civiche, ha presentato il capolista del collegio di Grosseto, Stefano Scaramelli, vicepresidente uscente del consiglio regionale, accompagnato da Luca Ceccarelli, presidente provinciale di Italia Viva, e da Valerio Pizzuti, capogruppo dei Liberali, Riformisti e Socialisti. «Sono il capogruppo uscente di Italia Viva, una delle due forze che ha sostenuto il presidente Giani», premette Scaramelli, e spiega: «Sono quindi legittimato a rivendicare il lavoro svolto. Per 48 volte, in cinque anni, grazie ai miei voti, questa maggioranza si è tenuta in piedi. Grosseto, oltre che Siena, il luogo in cui vivo, ha voluto con forza la mia candidatura e io ho risposto”presente” alla richiesta dei cittadini. Avere un capogruppo uscente che ha sostenuto Giani — aggiunge — dà forza politica al centrosinistra di Grosseto. Casa Riformista è un porto aperto chi vuole può venire a ormeggiare su questo porto, a patto che si consideri riformista». Scaramelli anticipa anche la prossima mossa: «Ho pronta la legge che avrei presentato se fossi stato eletto in Parlamento, una legge speciale a mia firma sulle città del mare: il portato dei cittadini e dei turisti determina un carico di ricchezza, ma hanno il diritto e il dovere di erogare servizi specifici di risorse speciali. Le città di mare hanno il diritto alla sicurezza, perché la contaminazione con tante persone rischia di ledere il quieto vivere delle persone, delle aree urbane. Bisogna avere misure speciali sulle forze dell’ordine, ma anche sulla gestione dei rifiuti e dei cittadini che durante tutto l’anno vivono quel territorio e che hanno diritto a un beneficio economico rispetto all’accoglienza che viene dataaglialtri». Ricordando la legge sulla Toscana diffusa, il candidato spiega le intenzioni di Casa Riformista: «È un contenitore che deve riequilibrare la presenza di alleati scomodi. Noi per loro saremo i migliori nemici. Bene allargare la coalizione, deve essere vincente, ma evidente che noi non possiamo tomare indietro sulle nostre idee rispetto a tre settori principali: il mondo venatorio e l’agricoltura che vivono ormai in simbiosi, abbiamo la certezza che sulle infrastrutture si deve andare avanti. E la dimostrazione è la strada che ho fatto per essere presente: se c’è un cantiere sulla Siena-Grosseto, l’abbiamo fatto perché ci fu un governo guidato da Matteo Renzi che stanziò le risorse». Ultima ma non ultima la sanità: «Io sento che c’è bisogno di occuparsene, non solo al Misericordia, ma anche nelle aree interne. Abbiamo fatto una battaglia con gli amici di Massa Marittima sui distretti e torneremo ad occuparci di questo, perché siamo convinti che l’entroterra abbia bisogno di una governance come distretto sanitario e che l’ospedale se, periferico, ha bisogno di politiche specifiche rispetto anche alla capacità potenziale di attrarre pazienti fuori regione, dare redditività e remunerazioni speciali a chi lavora, come me, nelle zone di confine».
Scaramelli raddoppia Corre a Siena e Grosseto
II vicepresidente del consiglio regionale capolista nelle due circoscrizioni I grossetani per la lista Giani: Beatrice Ramazzotti, Tullio Tenci ed Elisa Del Bolgia di Orlando Pacchiani GROSSETO Ieri sono state depositate le liste nei tribunali e quindi non ci sono più dubbi: Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale e capogruppo di Italia Viva nella legislatura che va a finire, sarà alla testa a Siena e Grosseto della lista Eugenio Giani presidente – Casa riformista, il contenitore che – oltre al partito guidato da Matteo Renzi – raccoglie anche+Europa, Pri e Psi. Accanto a lui, nelle vesti di capolista, a Siena avrà al suo fianco Paola Piomboni, Giorgio Del Ciondolo, Stefania Bracciali, Fabrizio Valleggi, Emma Licciano, mentre a Grosseto la lista si ferma a quattro componenti con Beatrice Ramazzotti, Tullio Tenci e Elisa Del Bolgia. Sempre con Scaramelli capolista. «La Toscana del sud ha sempre più bisogno di avere una rappresentanza forte», ha dichiarato nei giorni scorsi, presentando il libro ‘Mi ricordo il futuro’ che traccia un bilancio di questi cinque anni in Regione. II suo secondo mandato, dopo quello 2015-2020 quando ricoprì il ruolo di presidente della commissione sanità (eletto con il Pd.
poi passato a Italia Viva dove ha centrato il bis in Regione). A Siena sarà affiancato da Paola Piomboni, docente di Biologia, delegata del rettore alla didattica e presidente della Scuola di medicina, dal medico Fabrizio Valleggi, da Emma Licciano, ex assessore a Sinalunga ed espressione del mondo dell’associazionismo, dai due nomi indicati dal Psi Giorgio Del Ciondolo e Stefania Bracciali. A Grosseto insieme a Scaramelli sono in lista Beatrice Ramazzotti, responsabile ufficio stampa Unicoop Etruria, il sindaco di Castell’Azzara Tullio Tenci, Elisa Del Bolgia, odontoiatra all’ospedale Misericordia di Grosseto.
«Tra i punti centrali della mia campagna elettorale – ha detto Scaramelli – ci saranno le infrastrutture che proprio nel sud della Toscana sono una nota dolente, la sanità e la difesa del mondo venatorio». Se dieci anni fa Scaramelli fu uno dei consiglieri Pd eletti con oltre 15mila preferenze, cinque anni fa fu una mezza impresa riuscire a conquistare un seggio in Regione con Italia Viva. Questa volta la partita appare ancora più complicata, ma lui raddoppia la sfida correndo su due collegi.
Scaramelli: “Siena è al centro dello scenario bancario italiano”
La soddisfazione del vicepresidente del Consiglio regionale Scaramelli:
“Siena è al centro dello scenario bancario italiano” II tributo II merito è anche di tutti i dipendenti che non hanno mai mollato l’azienda
“Monte dei Paschi di Siena non è più solo il primo azionista ma conquista il controllo di Mediobanca, storica banca d’affari milanese. Un risultato che mette Siena al centro dello scenario bancario nazionale”. A dirlo il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Scaramelli. “Il Monte in questi ultimi anni si è progressivamente reso più ‘resistente’ alle ingerenze politiche che, in passato, ne avevano causato crisi e ridimensionamento – ha evidenziato Scaramelli -. Da rappresentante istituzionale del territorio senese non posso che esprimere apprezzamento per l’operazione che consolida Mps a livello nazionale come player bancario e finanziario. Una banca, la più antica, in grado di essere autonoma e forte anche in un contesto internazionale in costante cambiamento. La forza e il coraggio mostrati negli anni in cui il suo salvataggio non era scontato stanno portando i frutti attesi. Ricordo come per primo, non senza critiche, proposi ai vecchi azionisti, in primis la Fondazione Mps, di aderire all’ultimo aumento di capitale. In passato, situazioni similari alle quali mi ero opposto, ma senza essere ascoltato, ne avevano determinato l’indebolimento. Merito va anche ai dipendenti che non hanno mai mollato, dimostrando dedizione al lavoro e attaccamento all’azienda, guidati da un management che, negli ultimi anni, si è consolidato e oggi vede la Banca solida e forte”.
Corriere di Siena di mercoledì 10 settembre 2025, pagina 2
Regionali Italia Viva «Candidare Scaramelli»
Il gruppo provinciale di Grosseto di Italia Viva rinnova l’appello per la candidatura di Stefano Scaramelli alle prossime elezioni regionali della Toscana, nella lista dei Riformisti a sostegno del Presidente Eugenio Giani. Già candidato nella provincia di Grosseto alle elezioni politiche del 2022 per il Terzo Polo, Scaramelli aveva ottenuto un risultato significativo, sfiorando il 10% dei consensi, “a conferma della fiducia – scrive Italia Viva Grosseto – che il territorio ripone nella sua figura. Nel novembre 2024, il gruppo provinciale di Italia Viva Grosseto ha approvato all’unanimità un documento ufficiale con cui si chiedeva al partito regionale di sostenere Stefano Scaramelli come coordinatore regionale della Toscana. Una richiesta motivata dalla sua costante presenza sul territorio, dalla sua competenza e dalla sua capacità di rispondere concretamente ai bisogni della comunità. In qualità di vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Scaramelli è stato negli ultimi anni una figura istituzionale di riferimento per Grosseto e per l’intera area sud della regione. La sua azione politica ha portato alla risoluzione di diverse problematiche locali. Per queste ragioni, chiediamo con forza che Stefano Scaramelli sia candidato nella lista dei Riformisti a sostegno di Giani, rappresentando non solo il nostro territorio, ma anche un’idea di politica moderna, concreta e orientata alle riforme. Grosseto ha bisogno di una voce forte, capace e già radicata nel territorio.
Il Tirreno 9 settembre 2025
Nazione Siena di domenica 7 settembre 2025, pagina 3
Intervista a Stefano Scaramelli – «Capisco la nuova alleanza, ma quanto fatto non si cancella»
di Pacchiani Orlando
Scaramelli torna in pista «Capisco la nuova alleanza, ma quanto fatto non si cancella» II vicepresidente del Consiglio regionale, leader di Italia Viva, correrà con la lista ‘Avanti’ «Infrastrutture, sanità, difesa del mondo venatorio le priorità. Banca Mps, sono orgoglioso» di Orlando Pacchiani SIENA «Era giusto allargare la coalizione, ma sulle scelte fatte non si torna indietro». Stefano Scaramelli è da dieci anni in consiglio regionale: prima con il Pd (presidente della commissione sanità), poi con Italia Viva (vicepresidente dell’assemblea, elezione affatto scontata). Ora ci riprova con la lista ‘Avanti’ che mette insieme Italia Viva, Psi, +Europa, Pri, dopo l’addio di Azione in seguito all’accordo Pd-5 Stelle. E Proprio questo è uno dei nodi che affronta, a margine della presentazione del suo libro ‘Mi ricordo il futuro’, che traccia un bilancio della legislatura regionale che si va a concludere. Scaramelli, non sarà facile convivere, se tornerete alla guida della Regione. «lo rivendico di essere stato capogruppo con l’attuale maggioranza e di aver spesso Svolto un ruolo decisivo. Capisco la dinamica politica, ma certo non si cancella quanto fatto finora». Il famoso accordo Pd-5 Stelle in realtà apre alcune crepe sul passato, non crede? «Intanto lo decideranno gli elettori e noi puntiamo a essere la seconda forza della coalizione. E poi servirà molta politica per governare questa fase». Ma alla fine lei scioglie le riserve sulla candidatura?
«Mi sono confrontato con Renzi e Giani e ho deciso di mettermi a disposizione. Intanto per il mio territorio, Siena, poi se in altre realtà nasceranno esigenze analoghe, ne parleremo». Si era parlato di Arezzo e Grosseto, è così? «Ancora è prematuro, di certo credo che la Toscana del sud abbia bisogno di essere sempre più rappresentata per risolvere i propri problemi». Lei su cosa punterà? «Intanto sulle infrastrutture, problema comune appunto alle tre province. Poi sulla sanità. E anche sulla difesa del mondo venatorio, indispensabile per garantire equilibrio nel mondo rurale». E come intende muoversi in questa campagna elettorale lampo? «Alla vecchia maniera, ascoltando tutti, parlando con le persone, con il mondo del lavoro e delle imprese. Dai mercati alle cene anche nelle case se mi chiameranno, andrò ovunque ci saranno cittadini con cui parlare». A sinistra c’è anche una netta divisione su Banca Mps, lei da che parte sta? «Come Giani, che ebbe il merito di lottare anche contro il suo partito per evitare la vendita a Unicredit, sono orgoglioso di questa operazione e del lavoro straordinario di management e dipendenti. II Monte è tornato a fare il Monte e non possiamo che esserne contenti».
Corriere di Siena di domenica 7 settembre 2025, pagina 3
Scaramelli vuole il bis in Regione
di Sugarelli Andrea Bianchi
II consigliere di Italia Viva in un libro ha raccontato i cinque anni di mandato: “Il territorio protagonista nel progetto di Giani” Scaramelli vuole il bis in Regione II vicepresidente dell’assemblea toscana di nuovo in pista: “Rappresentiamo la vera novità” di Andrea Bianchi Sugarelli SIENA Stefano Scaramelli, vice presidente uscente del Consiglio regionale della Toscana, si candida nella lista civica a sostegno di Eugenio Giani alle prossime elezioni del 12 e 13 ottobre. Dovrebbe anche esserne il capolista. L’annuncio segna un deciso cambio di passo nella strategia del centrosinistra sul territorio senese e che vede in Scaramelli una figura di riferimento per la nuova stagione politica regionale. La presentazione ufficiale è avvenuta in occasione del lancio del suo libro “Mi ricordo il futuro”, che ripercorre i cinque anni di lavoro in Consiglio regionale. Scaramelli ha spiegato così la sua scelta. “Ho sentito il bisogno di raccontare l’impegno profuso in questi anni, durante i quali ho rappresentato Siena, difeso gli interessi del nostro territorio e lavorato su molte questioni legate ai diritti e ai doveri dei cittadini”. Il volume mette in luce le principali battaglie condotte, dalla legge sul fine vita alle iniziative per la sostenibilità ambientale, passando per il sostegno a impianti sportivi e scuole. La decisione di candidarsi come nella lista Giani rappresenta, come sottolinea lo stesso Scaramelli, una svolta significativa: “Questa nuova sfida è all’insegna della lealtà e dell’impegno che mi ha contraddistinto, ma è anche un’occasione per dare voce al territorio in una lista riformista che vuole essere la vera novità delle prossime elezioni regionali”. Scaramelli rivendica il rapporto di fiducia con Matteo Renzi – “mi ha sempre definito un `cavallo di razza” – e sottolinea come la sfida abbia anche una forte dimensione civica e riformista: “Siena oggi diventa protagonista, anzi coprotagonista del progetto del presidente Giani”. L’ex sindaco e attuale consigliere regionale si dice pronto a portare in Consiglio la concretezza di chi conosce il territorio, non solo per il passato da amministratore locale ma per la capacità di ascolto e presenza costante: “Mi sono sempre impegnato per rappresentare le esigenze di Siena e dei suoi comuni”.
Scaramelli cala il tris, pronta la discesa in campo
II consigliere regionale di Italia Viva: «Lista riformista è elemento di garanzia. Infrastrutture, Piano rifiuti, legge Marson: non torneremo indietro»
Stefano Scaramelll, vicepresidente del Consiglio regionale, pronto a ricandidarsi con Italia Viva?
«Mi prendo ancora qualche giorno, il 6 presenterò il mio libro bilancio dell’attività in Regione, poi scioglierò le riserve». Tatticismi a parte, si dice che potrebbe correre a Siena, Arezzo e Grosseto: non b coal? «Mi è stato chiesto un impegno importante. Ringrazio chi lo ha fatto, sono convinto che il sud della Toscana abbia bisogno di una rappresentanza forte».
Anche in giunta, magari alle infrastrutture visto il suo focus su Cassia, Tirrenica e treni?
«Questo è un altro discorso, ora non corriamo troppo». Ci sarà da dirlo ai 5 Stelle e a una coalizione che ha spostato la barra a sinistra, non crede? «Decideranno i voti dei cittadini. Per questo è importante che la lista riformista abbia un buon risultato. Siamo e saremo un elemento di garanzia per evitare che l’alleanza sia sbilanciata».
Azione non la pensa così e ha sbattuto la porta…
«I modelli sono Salis a Genova, Tommasi a Verona, Manfredi a Napoli. Siamo qui anche perché rivendichiamo il buon governo di Giani in questi cinque anni».
Però i temi inseriti nel famosi 23 punti sottoscritti con 1 5 Stelle non sono indigesti anche per voi?
«Contano il programma e l’esito elettorale. E sono convinto che su infrastrutture e piano dei rifiuti andremo avanti sulla strada tracciata, così come non sarà riesumata la legge Marson sull’urbanistica».
Che risultato avrà la lista?
«Puntiamo a essere la seconda forza della coalizione, possiamo arrivare a eleggere quattro consiglieri».
Cinque anni fa la sua rielezione fu un’impresa, ora?
«Intanto devo ancora decidere. Nel caso, penso di aver dimostrato affidabilità politica e credibilità in tanti anni di esperienza. E i cittadini possono valutarlo serenamente».
La Nazione, 29 agosto pag. 8. Intervista di Orlando Pacchiani
Meritiamo strade vere di Stefano Scaramelli
– La Toscana del sud Arezzo, Siena e Grosseto, 11.557 chilometri quadrati e metà della superficie regionale, merita infrastrutture adeguate e sicure.
Vanno reclamate sicurezza stradale e infrastrutture adeguate
– La Toscana del sud Arezzo, Siena e Grosseto merita infrastrutture adeguate e sicure: 11.557 chilometri quadrati, metà della superficie regionale, territorio turistico d’eccellenza, 90.949 imprese attive e quasi un milione di abitanti devono rivendicare sicurezza viaria e infrastrutture adeguate anche per la tenuta economica. Sostengo la richiesta di infrastrutture sicure ed efficienti. Devono essere prioritarie le azioni di governo di questa ultima fase di mandato e anche delle future azioni della nostra Regione. Partendo dalla Tirrenica, passando per l’aeroporto di Siena, il completamento della Siena – Grosseto, il passante di Siena, gli interventi sulla Cassia, quelli tra la Val d’Elsa e l’area geotermica, per arrivare all’area Aretina, con l’urgenza della Statale Regionale 71, progettazione per collegare Arezzo con il Casentino e varianti strutturali ai centri abitati e sbloccare il progetto relativo alla variante del Corsalone Tutto il sud della Toscana ha bisogno di progettazione, investimenti, azioni decise di sblocco dei cantieri. Penso anche alla terza corsia dell’A1 in tutto il tracciato toscano. Ma senza dimenticare i collegamenti diretti fra i capoluoghi di provincia Siena e Arezzo, compreso Grosseto.
Corriere di Siena di giovedì 28 agosto 2025, pagina 5
II vicepresidente del consiglio «Non so se mi ricandido Intanto ho scritto un libro» «Non so se mi ricandido»
Dalla sanità alle infrastrutture, dall’ambiente alle leggi per la montagna «Proseguire nelle istituzioni non è un diritto acquisito, il futuro ha fantasia»
SIENA «Sono sempre presente al Palio, da quando ricopro ruoli istituzionali sono sempre stato invitato in palazzo Pubblico o a Palazzo Sansesoni. Partecipare è un onore oltre che un piacere. Forse questa volta la presenza con me di mia moglie ne ha dato risalto». Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale con i colori di Italia Viva parte toccando le corde tanto care ai senesi. Anche lui è in piena corsa per le prossime elezioni regionali. «In questi anni rappresentare Siena in Regione è stato un onore – dice Scaramelli -. Nel primo mandato da Presidente della commissione sanità ho lavorato per dare nuova linfa e centralità alle Scotte, attrarre professionalità, valorizzare i nostri giovani e programmare tantississimi investimenti sia su Siena che su Nottola, Abbadia e Campostaggia. Molti di quegli interventi oggi stanno facendo la differenza». Nel secondo mandato ricoprendo ruolo di Vicepresidente del Consiglio Scaramelli ha avuto più presenza istituzionale sostenuto molte iniziative culturali, sportive e sociali, progetti per giovani e università. «Siena – continua – ha instaurato con la Regione Toscana una relazione virtuosa anche grazie al mio ruolo. Ho favorito investimenti importanti per il territorio. Si pensi a Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore, Colle Valdelsa, Chiusi, Monteroni, Castellina in Chianti, Radicofani, Poggibonsi, Castelnuovo Berardenga, Sinalunga Torrita, su tutte Chianciano il grande finanziamento per le Terme le la città. Piazze, strade impianti sportivi. Tanto è dipeso dal mio lavoro in consiglio regionale». E poi l’aeroporto di Siena: «Una mia intuizione ha portato a parlare del rilancio di questa infrastruttura. Si sta completando la Siena Grosseto grazie ai Commissari che volevamo noi di Italia Viva, e ipotizzato i collegamenti ferroviari Siena Arezzo e sopratutto Siena Roma. Non tutto ancora è stato realizzato ma abbiamo messo le basi perché entro fine anno si possa partire. Forte l’impegno sulla riaperta della galleria le Chiavi, e per trovare risorse per il ponte in Valdorcia come per la Cassia. Bene l’approvazione del nuovo progetto Monteroni Monsindoli». Dalle infrastrutture all’ambiente e ai rifiuti, eccoil bilancio dl lavoro fatto da Scaramelli: «Innovative le leggi per Amiata e montagna e sopratutto zone diffuse. Cosi come per nostri impianti di rifiuti». Scaramelli annuncia: «In merito a questo impegno e a questa passione ho appena terminato di scrivere un libro. Di fatto tranne che l’editore, senese, non lo sa ancora nessuno (almeno fino ad ora, ndr). È stata l’occasione per raccontare tutto il mio impegno. Entro fine mese uscirà». Perchè il ferro va battuto quando è caldo: «Non ho ancora deciso se mi ricandiderò Sono onesto – confessa l’esponente di Italia Viva -. Intanto credo sia corretto raccontare quanto ho fatto. A mio avviso rendicontare il proprio impegno è un dovere di un rappresentante dei cittadini. Proseguire nelle istituzioni non un diritto acquisito. II futuro ha molta fantasia. Diamogli modo di esprimersi».
“Patto senese” per l’alta velocità Scaramelli: «Proposta unitaria»
II vicepresidente del Consiglio regionale: «O Tre Berte o potenziamento della stazione di Chiusi» SIENA «Siena deve entrare in pieno in questa partita, serve un patto per rivendicare con orgoglio la nostra stazione in linea». Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale e capogruppo di Italia Viva, lancia un appello alle istituzioni, alle forze politiche e sociali della provincia per battere un colpo sulla questione alta velocità, dopo l’intesa tra le Regioni Toscana e Umbria, che punta all’opzione Rlgutino. Fin qui Siena sembra fuori gioco e a rimorchio delle decisioni altrui, non crede? «E cosi perché il territorio nel suo complesso non è stato capace di rivendicare una propria proposta. Dico allora: mettiamoci a sedere e usciamo con una linea condivisa». E la sua proposta quale sarebbe? «Continuo a essere convinto che la soluzione migliore per una nuova stazione in linea sia quella alle Tre Berte». Ma la proposta sembra ormai archiviata. «E allora, se non ci saranno ripensamenti, l’alternativa è un’alleanza tra Siena e Arezzo per potenziare le attuali stazioni esistenti, cioè Chiusi e Arezzo stessa. È possibile prevedere le fermate dei treni veloci, adeguando le strutture con una spesa contenuta rispetto alla nuova mega stazione». Sarà difficile convincere Arezzo, ora che vede la possibilità Rigutino all’orizzonte. «lo credo che si debba pensare a soluzioni realistiche. Dopo il pronunciamento delle Regioni, Creti è una soluzione che non esiste più. Ma serve una discussione alta, non una lotta di campanile che rischia di non approdare a niente. Per questo penso al potenziamento delle due stazioni esistenti». Intanto, però, non si riesce nemmeno a far partire il famoso Siena-Roma diretto. Archiviato anche quello? «E un progetto ancora in piedi e fattibile. C’è l’ipotesi di portarlo a compimento entro l’anno». Come potrebbe Siena convincere gli altri della soluzione Chiusi, se non Tre Berte? «Con un’azione unitaria, non guardando all’interesse politico ma a quello del territorio. II dibattito non deve essere rinunciatario, ma basato sulla forza di una proposta autonoma. Mi dispiace che fin qui Siena sia stata sostanzialmente irrilevante, serve un’iniziativa identitaria convinta e allargata il più possibile».
Nazione Siena di lunedì 28 luglio 2025, pagina 2
Dalla Regione Toscana cinque milioni di euro per il territorio senese
Dalla Regione Toscana arriveranno 5,1 milioni di euro nel territorio della provincia di Siena per interventi strategici. Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e capogruppo di Italia Viva, commenta in questo modo gli stanziamenti previsti all’interno del bilancio di previsione 2025-2027, che saranno discussi, integrati e approvati nei prossimi giorni: “Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso i Comuni senesi, con risorse che andranno a rafforzare infrastrutture, servizi e patrimonio pubblico”. Nel dettaglio, i contributi straordinari inseriti in bilancio sono i seguenti: fino a 1,7 milioni di euro saranno destinati alla Provincia di Siena per l’anno 2026 per la riqualificazione della Strada provinciale 541 Traversa Maremmana, importante arteria tra la Valdelsa e l’entroterra maremmano. Fino a 700 mila euro andranno al Comune di Monteriggioni per la realizzazione della sala della Protezione Civile comunale, dei nuovi uffici della Polizia Municipale, autorimessa e archivio cartaceo del Comune. Poi 500 mila euro saranno stanziati al Comune di Colle Val d’Elsa per il restauro della Casa Torre di Arnolfo, simbolo architettonico e storico della città. Al Comune di Casole d’Elsa andranno fino a 200 mila euro per la valorizzazione della Rocca di Casole d’Elsa, con la creazione di un percorso di collegamento tra le due torri delle mura storiche, per migliorarne la fruizione culturale. Un importante stanziamento riguarderà poi il Comune di Abbadia San Salvatore: fino a 2 milioni di euro per la realizzazione del nuovo plesso scolastico in Via Hamman, che ospiterà la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado. “Questi investimenti – conclude Scaramelli – sono la prova concreta di una Regione che ascolta e sostiene i territori. La terza variazione di bilancio rafforza la coesione e la qualità dei servizi pubblici, contribuendo allo sviluppo equilibrato della Toscana e delle sue aree interne. Ringrazio il presidente Eugenio Giani per l’attenzione che continua a dimostrare nei confronti della Toscana diffusa, delle sue comunità locali e delle realtà che spesso vivono ai margini dei grandi centri, ma che rappresentano l’anima autentica della nostra regione”.
Corriere di Siena di martedì 22 luglio 2025, pagina 9
La Regione dà una mano ai comuni. Un investimento da oltre 5 milioni
Cinque opere pubbliche di primaria importanza potranno contare sul generoso e fontamentale contributo
Cinque progetti, cinque opere pubbliche di primaria importanza per un totale di oltre 5 milioni di euro di investimento. Soldi che la Regione Toscana destinerà alla provincia di Siena e ad alcuni dei suoi Comuni con la terza variazione di bilancio che, annunciata dal vice presidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli, sarà discussa e approvata nei prossimi giorni. «Questi investimenti, sostegno concreto a viabilità, scuole, cultura e protezione civile – afferma lo stesso Scaramelli – sono la prova concreta di una Regione che ascolta e sostiene i territori. La terza variazione di bilancio rafforza la coesione e la qualità dei servizi pubblici, contribuendo allo sviluppo equilibrato della Toscana e delle sue aree interne. Ringrazio il presidente Eugenio Giani per l’attenzione che continua a dimostrare nei confronti della Toscana diffusa, delle sue comunità locali e delle Conto alla rovescia realtà che spesso vivono ai margini dei grandi centri, ma che rappresentano l’anima autentica della nostra regione». Entrando nel dettaglio del corposo investimento, il programma prevede 1.700.000 euro per l’anno 2026 alla Provincia per la riqualificazione della strada provinciale 541 Traversa Maremmana, importante arteria tra la Valdelsa e l’entroterra maremmano, soprattutto per quanto riguarda il completamento della riasfaltatura della devastata tangenziale Gracciano di Colle. A Colle saranno destinati anche 500mi1a euro per il restauro della Casa Torre di Arnolfo di Cambio, simbolo architettonico e storico della città, proprietà del Comune da due anni e al centro di un grande progetto di potenziamento del sistema museale colligiano. Settecentomila euro saranno, invece, destinati al Comune di Monteriggioni per la realizzazione della sala della Pro Nei prossimi giorni la variazione di bilancio sarà prima discussa e in seguito approvata dalla protezione Civile comunale, dei nuovi uffici della polizia municipale, di un’autorimessa e dell’archivio cartaceo del Comune. Con 200.000 euro, la variazione regionale finanzierà anche il progetto del Comune di Casole d’Elsa per la valorizzazione della storica Rocca, sede municipale e attrazione turistica, con la creazione di un percorso di collegamento tra le due torri delle antiche mura per migliorarne la fruizione culturale ed evitare gli incroci dei flussi tra funzione amministrativa e movimento turistico. A completare il programma del maxi finanziamento regionale, lo stanziamento di 2 milioni di euro a favore del Comune di Abbadia San Salvatore per realizzare il nuovo complesso scolastico di via Hamman, destinato ad ospitare la scuola elementare e la scuola media.
Nazione Siena di martedì 22 luglio 2025, pagina 11
Scaramelli: “Il merito politico è di Italia Viva”
Il vicepresidente del Consiglio regionale parla da anni della necessità di migliorare le infrastrutture Scaramelli: “Il merito politico è di Italia Viva”
di Gennaro Groppa
SIENA Stefano Scaramelli si prende dei meriti per la grande operazione, in atto, di rilancio dello scalo aeroportuale senese di Ampugnano. Il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana ricorda quanto nel corso degli anni il suo partito abbia insistito sulla necessità di potenziare e far ripartire Ampugnano. Ora Scaramelli afferma: “Dobbiamo riconoscere il buon lavoro fatto in questo caso dal governo, e le risorse che verranno messe a disposizione per l’aeroporto senese. Quando le cose vengono fatte bene dobbiamo riconoscerlo. Tuttavia devo dire che io nel corso degli anni sono stato uno dei primi a riaprire il discorso relativo al nuovo sviluppo di Ampugnano. Quindi a mio avviso vanno ugualmente riconosciuti quelli che sono stati i meriti politici e di visione di Italia Viva”. Il territorio senese continua a pagare dazio in termini di infrastrutture e di collegamenti. Proprio due giorni fa, nel giorno dell’annuncio del nuovo grande progetto per Ampugnano, un report della Confindustria ha riproposto le criticità, le difficoltà e le forti problematiche esistenti su questo tema, sia che si parli di collegamenti stradali sia che si tratti invece di ferrovie. L’aeroporto potrebbe fornire buone risposte. “Noi andremo a monitorare gli interventi che saranno realizzati e gli investimenti”, dichiara ancora Scaramelli, che poi torna sull’aspetto della gestione: “Intanto pensiamo ai lavori e al potenziamento dello scalo. Io resto convinto che una gestione di Toscana Aeroporti sarebbe cosa buona e positiva. A mio avviso questa sarebbe un’opportunità”. Quello del miglioramento dei collegamenti è uno storico pallino per Stefano Scaramelli, che tanto insiste anche per un ammodernamento della linea ferroviaria. “Abbiamo ben presente l’obiettivo di attivare la linea diretta Siena-Roma entro la fine di quest’anno, mentre il SienaArezzo dovrebbe partire entro l’estate. Sono tutti tasselli importanti che possono aiutare a combattere l’ormai storico fenomeno e problema dell’isolamento di questo territorio. Nel frattempo arrivano notiziee interessanti e positive anche per la Cassia e 3er i lavori, attesi da decenni, per realizzare il :ratto Monteroni-Monsindoli”. Il vicepresi3ente del consiglio regionale non interviene invece nella querelle tra il sindaco di Siena Ni:oletta Fabio e l’omologo di Sovicille Giuseppe Jugliotti: “Le polemiche non mi interessano e non aiutano a far crescere un territorio. Servoio i fatti e gli investimenti”.
Corriere di Siena di domenica 20 luglio 2025, pagina 5
Aeroporto di Ampugnano: “Finalmente! Buona notizia. Ma nessuno mi ha invitato”
Il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli fa da pontiere “Le istituzioni devono essere coinvolte. Con Michelotti ho parlato a lungo”.
Il sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti non è stato il solo a non essere stato invitato al sopralluogo e conseguente conferenza stampa in Comune a Siena sul futuro dell’aeroporto di Ampugnano. Iniziativa che porta il marchio di Fratelli d’Italia che ha avuto il merito di portare a Siena i big di Enac. Senza di loro non c’è progetto che tenga, l’aereo non decolla. La precisazione è d’obbligo visto che, all’indomani del sopralluogo, anche il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli ha deciso di intervenire. “Ho letto una notizia positiva – dice Scaramelli – ovvero che ha vinto la Siena che vuol fare investimenti e vuole tornare centrale nei collegamenti internazionali. Una comunità che non si rassegna all’isolamento dato per scontato negli ultimi anni. Sull’aeroporto ho fatto una battaglia in Regione e credo sia corretto, da persona delle istituzioni quale sono, ringraziare chi destina risorse per investimenti sul nostro territorio”. Però anche lei, come il sindaco di Sovicille, non è stato invitato. Non è per mettere il dito nella piaga, ma… “Faccio la politica da tanto tempo, ho visione e non sono permaloso. L’iniziativa di ieri (venerdì, ndr) era molto politicizzata, è stato uno sgarbo istituzionale non invitare i rappresentanti di altre istituzioni come Regione e Comune di Sovicille. Io mi prendo il merito di aver tenuto alta l’attenzione su questo tema. Non nascondo di averne parlato con l’onorevole Michelotti, il giorno del Palio di luglio. Con lui ho condiviso la necessità di investimenti finanziari per adeguare l’aeroporto, ferme restando due visioni diverse sulle possibili modalità di gestione, una volta terminati i lavori”. Ci ricordi la sua idea? “Sono convinto che Toscana Aeroporti sia il gestore migliore per integrare gli scali toscani, e non Enac. Ma questo non è il problema da affrontare oggi”. C’è chi pensa, però, che dare in mano Ampugnano a Toscana Aeroporti significhi non farlo decollare perché in questa regione ci sono Pisa e Firenze. “Con l’onorevole Michelotti abbiamo condiviso che gli investimenti vanno fatti. Io ho aperto una breccia perché c’era forte resistenza politica e anche nell’opinione pubblica. Ora è il momento di stringerci la mano. Poi, (ride) fra tre anni tanto governeremo sempre noi in Toscana e quindi decideremo la gestione… Mi passi la battuta”. Per fare questo percorso però serve dialogo tra istituzioni, non sembra ce ne sia. “Si parla con il Governo e non con Fratelli d’Italia. Non si confonda il partito con le istituzioni. Fdi ha preso lo stesso vizio del Pd: confonde il partito con le istituzioni. Al sopralluogo con Enac avrebbe dovuto essere invitato il sindaco di Sovicille e anche la presidente della Provincia. Non è stato invitato nessuno della Regione, non va bene perché anche in questa fase le relazioni servono”. Ma siamo in campagna elettorale… “Ma qui siamo in perenne campagna elettorale! Allora non si farebbe niente e invece io sono per fare”. Con il sindaco Gugliotti c’erano alcuni cittadini di Sovicille. Quando l’interesse pubblico prevale su quello privato? “Se vuoi amministrare, vuoi essere riformista e dare un futuro alle comunità l’interesse pubblico viene sempre prima, altrimenti non sei un amministratore. La visione politica deve essere di lungo periodo. Capisco le resistenze locali ed è per questo che forse sul progetto che ho depositato in Regione la comunità di Sovicille poteva starci perché la tutelava. Sia chiaro: ad Ampugnano non si può fare un campo di fiori. Gugliotti non solo è un amico ma è anche uno dei migliori amministratori della provincia di Siena e sono convinto che insieme sapremo tutelare il territorio e troveremo punti di caduta a favore dello sviluppo”.
Nazione Siena di domenica 20 luglio 2025, pagina 2
Consiglio regionale Toscana Finanziati 19 progetti. Alla provincia 200mila euro
Riguardano i diritti della persona e la promozione dell’identità territoriale
«Dal Consiglio regionale della Toscana risorse a 19 Comuni della provincia di Siena per la realizzazione delle finalità statutarie in materia di diritti della persona e di promozione culturale. Nel complesso 191.777 euro». A dirlo il vicepresidente Stefano Scaramelli, tra i promotori della legge 10 del 2025 che ha permesso di contribuire con 1.100.000 euro su tutto il territorio regionale. Ad Abbadia San Salvatore vanno 12.159,04 euro per un concorso di teatro comico e di commedia dedicato alle compagnie teatrali amatoriali italiane. A Buonconvento 4.764,07 euro per promuovere la lettura e il teatro come esperienze quotidiane, accessibili, condivise. A Castelnuovo Berardenga 7.842,58 euro per ‘Connessioni d’arte’, progetto di teatro danza che esplora attraverso il movimento storie ideate e raccontate da ragazzi in età scolare. A Castiglione d’Orcia assegnati 14.438,87 euro per ‘Alba e Tramonto festival’, kermesse multidisciplinare di teatro, danza, performance, arte e promozione alla lettura. A Chianciano Terme 15.198,81 euro per un progetto culturale e formativo sperimentale che unisce arti performative, formazione interdisciplinare e rigenerazione territoriale, attivando un processo partecipato di co-creazione artistica. A Chiusi vanno 12.159,04 euro per ‘Leggere, recitare, creare: promozione ed educazione alla lettura e al teatro’. Colle ottiene 7.599,40 euro per rendere il libro e l’esperienza della lettura un bene accessibile a tutti. A Montalcino assegnati 15.198,81 euro per ‘Di Borgo in Borgo’, progetto diffuso che tocca tutto il territorio promuovendo il teatro. A Monteriggioni 3.039,76 euro per favorire l’approccio alla lettura dei bambini da 3 a 13 anni. A Monteroni D’Arbia 4.559,64 euro per un progetto di teatro di comunità. A Pienza 15.198,81 euro per proposte culturali che hanno quale tema conduttore il valore sociale della lettura. A Poggibonsi 14.700,28 euro per condividere e diffondere i contenuti del Piano Comunale di Protezione Civile. A Radicofani 3.039,76 euro per il Premio poetico fortezza – poesie lette ad alta voce -stagione teatrale – presentazioni di libri in biblioteca. A Rapolano Terme 12.159,04 euro per promuovere la lettura. A San Gimignano 12.159,04 euro per il progetto Babele. A San Quirico d’Orcia 15.198,81 euro Progetto che mira a rendere la lettura e il suo scambio accessibili a tutti. A Siena 11.399,10 euro per azioni contro la violenza economica. A Sinalunga 6.402,50 euro per sostenere il processo di apprendimento e diffusione della lettura. A Sovicille 4.559,64 euro per ridare valore all’atto di leggere.
Nazione Siena di mercoledì 9 luglio 2025, pagina 4
Dalla Regione risorse per 19 Comuni
Vengono erogati 191 mila euro per azioni culturali, sociali e di inclusività
“Dal Consiglio regionale della Toscana risorse a 19 Comuni della provincia di Siena per la realizzazione delle finalità statutarie in materia di diritti della persona e di promozione culturale. Dalla lettura al teatro, dalla violenza di genere all’arte, dall’inclusività alla poesia i Comuni del senese riceveranno nel complesso 191.777 euro. Ogni amministrazione comunale ha scelto autonomamente l’ambito nel quale elaborare i progetti che oggi ricevono la compartecipazione regionale alla realizzazione”. A dirlo il vicepresidente Stefano Scaramelli, tra i promotori della legge 10 del 2025. Montalcino riceve 15.198,81 euro per l’iniziativa Di Borgo in Borgo, un progetto diffuso che tocca tutto il territorio di Montalcino, realizzando una preziosa azione di promozione del teatro nei confronti della cittadinanza e stimolandone la partecipazione attiva alla vita culturale del nostro Comune. Infatti, un territorio estremamente vasto e composto da numerosi nuclei abitati, distanti dal capoluogo, come è il Comune di Montalcino necessita di capillari azioni di coinvolgimento della cittadinanza alla vita culturale. Per Pienza 15.198,81 euro per un progetto che ha come tema conduttore il valore sociale della lettura quale strumento insostituibile di accesso alla conoscenza. L’obiettivo è valorizzare la componente principale della lettura, ovvero quella di aggregare e diventare strumento di incontro e condivisione.
Corriere di Siena di mercoledì 9 luglio 2025, pagina 3
«Le Chiavi, riapertura entro ottobre»
L’intervento di Scaramelli «Le Chiavi, riapertura entro ottobre» ntro ottobre la galleria “Le Chiavi” lungo la Cassia verrà riaperta. E quanto afferma Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva e vicepresidente del Consiglio regionale. «Grazie all’atto che ho presentato per sollecitare Anas è arrivata la risposta ufficiale da parte dell’assessore ai trasporti Stefano Baccelli: Anas proseguirà i lavori h24 per riaprire a senso unico alternato la galleria (senza la chiusura notturna) entro il mese di ottobre 2025». Scaramelli osserva che «a oggi l’avanzamento dell’intervento è fermo al 38%. La riapertura a senso unico alternato con chiusura notturna entro fine giugno non potrà essere rispettato a causa di problematiche tecniche sopraggiunte durante i lavori».
Nazione Siena di mercoledì 28 maggio 2025, pagina 1
Galleria riaperta entro ottobre
Abbadia San Salvatore Arriva la comunicazione da parte di Anas: prima della fine dell’anno il termine dei lavori Galleria riaperta entro ottobre
ABBADIA SAN SALVATORE L’ufficio stampa Anas comunica con una breve nota che allo stato attuale l’avanzamento dei lavori della Galleria Le Chiavi sulla Ss Cassia nei comuni di Abbadia San Salvatore e Radicofani (importo totale 11.443.794,32 euro), “corrisponde a circa il 38% dell’appalto. Il cronoprogramma iniziale prevedeva la riapertura al traffico, in regime di senso unico alternato con chiusura notturna, alla fine del mese di giugno 2025. Alcune problematiche tecniche emerse durante l’avanzamento dei lavori rendono necessario proseguire con le lavorazioni, in modalità h24 e riaprire a senso unico alternato la galleria (senza la chiusura notturna) entro il mese di ottobre 2025”. Si sono purtroppo avverate le previsioni peggiori degli autotrasportatori, degli imprenditori, degli utenti della Val di Paglia, che anche durante l’ultimo incontro online avvenuto con i responsabili Anas, avevano avuto la sensazione che il lavoro da fare fosse ancora rilevante e che difficilmente la società avrebbe rispettato il cronoprogramma che fissava a fine giugno 2025 la riapertura sebbene parziale di una sola corsia con chiusura notturna della galleria. Della questione si era interessato il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana Stefano Scaramelli, il quale ieri ha scritto: “Entro ottobre la Galleria Le Chiavi lungo la SS2 Cassia verrà riaperta. Grazie all’atto che ho presentato in consiglio regionale per sollecitare Anas è arrivata la risposta ufficiale da parte dell’assessore ai trasporti Stefano Baccelli, che ringrazio. L’interruzione della Cassia da troppo tempo costringe cittadini, imprese e aziende della Val d’Orcia e della Val di Paglia a percorsi alternativi non più sostenibili”. E sottolinea che Anas proseguirà i lavori h24, per riaprire a senso unico alternato la galleria, senza la chiusura notturna, entro il mese di ottobre 2025. E, entro fine anno, la fine dei lavori definitivi. “Grazie all’atto che ho presentato la Giunta si è impegnata – prosegue Scaramelli – a intervenire, qualora si ravvisino ulteriori difficoltà attuatine nelle più opportune sedi, con il coinvolgimento dei vari enti locali e forze economiche e sociali del territorio, per garantire una celerità di intervento e contenere i disagi”. Notizie più confortanti, invece, dal versante grossetano. Ieri si è infatti tenuta a Firenze la riunione per fare il punto sulla strada regionale 64 del Cipressino. L’importo previsto è di 65 milioni di euro, per la messa in sicurezza, la velocizzazione e l’adeguamento da strada provinciale a strada regionale.
Corriere di Siena di mercoledì 28 maggio 2025, pagina 9
Scaramelli attacca “Cassia da sbloccare L’impatto è negativo”
Intervento L’esponente di Italia Viva chiede che la Regione Toscana solleciti Anas Stefano Scaramelli Parla della Cassia
CASTIGLIONE D’ORGIA “E urgente sbloccare la Cassia. Assurdo continuare a tenere isolati i cittadini, le aziende, i turisti della Val d’Orcia e della Val di Paglia”. A dirlo è Stefano Scaramelli, esponente di Italia Viva e vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, che ha presentato un atto perentorio per discutere del perché Anas non stia facendo l’intervento di riapertura della galleria “Le Chiavi” lungo la SS2 Cassia. “Da troppo tempo i lavori sono bloccati, l’avanzamento è fermo a meno di un terzo dell’opera complessiva – spiega Scaramelli. – E’ diventato insostenibile l’impatto negativo nell’area che comprende soprattutto i territori di Abbadia San Salvatore, Radicofani, San Casciano dei Bagni, Piancastagnaio e Cetona”. Scaramelli ha chiesto in via d’urgenza che la discussione su questo tema, che sta molto a cuore dei cittadini di queste località, possa avvenire nel prossimo consiglio regionale della Toscana. “Sarà a quel punto la Regione a sollecitare ufficialmente Anas e – conclude Scaramelli – a intraprendere azioni incisive per terminare i lavori quanto prima e nel contempo ipotizzare misure compensative in attesa della conclusione dell’intervento”.
Corriere di Siena di venerdì 23 maggio 2025, pagina 9
Val D’Orcia Appello di Scaramelli “Urgente sbloccare la Cassia”
“E’ urgente sbloccare la Cassia. Assurdo continuare a tenere isolati i cittadini, le aziende, i turisti della Val d’Orcia e della Val di Paglia”, dice Stefano Scaramelli Vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, che ha presentato un atto perentorio per discutere del perché Anas non sta facendo l’intervento di riapertura della galleria “Le Chiavi” lungo la Cassia. “Da troppo tempo i lavori sono bloccati, l’avanzamento è fermo a meno di un terzo dell’opera complessiva-spiega Scaramelli- è diventato insostenibile l’impatto negativo nell’area che comprende soprattutto i territori di Abbadia, Radicofani, San Casciano, Piancastagnaio e Cetona” Scaramelli ha chiesto in via d’urgenza che la discussione avvenga nel prossimo Consiglio. “Sarà a quel punto la Regione a sollecitare Anas e-conclude Scaramelli-a intraprendere azioni incisive per terminare i lavori quanto prima e ipotizzare misure compensative in attesa della fine dei lavori”
La Nazione Siena 23 maggio 2025
Cronisti in classe Gli studenti reporter che stupiscono sempre
Alla sala Eden l’atto conclusivo del progetto de La Nazione Premi a tutte le scuole grazie anche al sostegno degli sponsor
GROSSETO II giornalismo entra in classe e gli studenti ne escono con un’esperienza che ha consentito loro di trasformarsi in cronisti veri. E ieri, nella sala Eden, gli studenti sono stati i meritati protagonisti della cerimonia finale del ‘Campionato di giornalismo’ che ha tagliato il traguardo delle 23 edizioni. Il giornalismo è parte essenziale di questo viaggio personale e La Nazione sposa l’iniziativa «Cronisti in classe« da ben 23 anni. Aver la possibilità di mettere nero su bianco i propri pensieri, trattando i temi più attuali, dando voce a chi, senza un giornalista, non potrebbe avere. Riconoscimenti speciali alla scuola ‘Vico’ di Grosseto (terza posizione), alla ‘Aldi’ di Manciano (seconda) e alla ‘Da Vinci’ di Grosseto (sul podio più alto), con premi speciali alla ‘Fermi’ di Capalbio, ‘Don Milani’ di Orbetello, Marsiliana, ‘Ungaretti’ di Grosseto, ‘Gozzano’ di Roccastrada, ‘Mazzini’ di Porto S.Stefano, ‘Orsini’ di Castiglione, ‘Bandi’ di Gavorrano, ‘Galilei’ di Grosseto, ‘Madonna delle Grazie’ di Grosseto, ‘Fattori’ di Marina, ‘Vannini’ di Castel del Piano, ‘Don Breschi’ di Massa Marittima, ‘Pascoli’ di Grosseto. Ad introdurre la giornata il caposervizio de La Nazione Luca Mantiglioni. «La nostra presenza si consolida con La Nazione e tutti voi – ha detto il vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Scaramelli – nel vostro piccolo avete realizzato un sogno: scrivere su La Nazione. Vi consegnerò il Pegaso alato, simbolo di libertà che nasce dalla lotta partigiana». Tutti hanno sottolineato l’importanza di progetti formativi per i ragazzi, come quello de La Nazione. In rappresentanza degli sponsor che hanno aderito al progetto erano presenti Dino Cibecchini funzionario Banca Tema, per Conad Emanuele Errico e Michele Giovannetti, Carlo Cagnani per il Consorzio Bonifica, Roberto Baccheschi per Adf, Michele Agostini presidente giovani Cna, Lorenzo Tilli di 6 Toscana e Mauro Ciani segretario generale Confartigianato.
Nazione Grosseto-Livorno di giovedì 15 maggio 2025, pagina 2
Scaramelli: “Due servizi importanti per i cittadini”
SIENA “E’ stata una giornata importante per la città. Il difensore civico regionale è una figura di garanzia, si tratta di un servizio utile per i cittadini che hanno delle istanze nei confronti della pubblica amministrazione. E’ un servizio che può aiutare i cittadini più fragili e più deboli, gli anziani, quelli che non saprebbero come affrontare situazioni di questo tipo. Lo stesso può dirsi per la commissione mista conciliativa dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese”. Il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, Stefano Scaramelli, plaude alle due iniziative effettuate e presentate nella giornata di lunedì. In Provincia è stato rinnovato l’accordo tra l’ente che è attualmente guidato dalla presidente Agnese Carletti e il difensore civico regionale, Lucia Annibali. Il servizio vanta già numeri interessanti: nel 2024 sono state infatti presentate 1600 richieste agli sportelli. “E’ una figura di garanzia – commenta Scaramelli, – a tutela dei diritti e delle aspettative dei cittadini. Il cittadino può avanzare richieste e istanze e il difensore civico regionale le analizza e risponde. I cittadini hanno a disposizione anche la commissione mista conciliativa delle Scotte per poter parlare delle proprie problematiche. Io credo che anche mettendo a disposizione dei cittadini servizi di questo tipo la politica dimostri di saper fare la politica e di interessarsi delle questioni e dei problemi delle persone”.
Corriere di Siena di mercoledì 14 maggio 2025, pagina 7
L’Aou Senese in campo Una tutela per i cittadini
Presentata la Commissione mista conciliativa rinnovata per verificare casi di esposto, segnalazioni e approfondire problematiche sanitarie
SIENA Un supporto per i cittadini che hanno la necessità di approfondire o risolvere problematiche sanitarie. Questo il principale compito della ‘Commissione mista conciliativa’ dell’Aou Senese, presentata, nella sua composizione rinnovata, alla presenza della Difensora civica regionale, Lucia Annibali, insieme al vicepresidente del Consiglio regionale, Stefano Scaramelli, e al dg Antonio Barretta. La Commissione è composta da tre rappresentanti del volontariato e tutela, tre referenti dell’AouS e un presidente: ha il compito di riesaminare i casi oggetto di esposto o segnalazione qualora l’utente si sia dichiarato motivatamente insoddisfatto della risposta ricevuta; esaminare i casi per i quali l’Urp non abbia dato risposta entro i termini previsti o per i quali abbia ritenuto di non essere in grado di proporre alcuna risposta. Altro punto di riferimento fondamentale è rappresentato dalla Difensora civica a cui i cittadini possono rivolgersi direttamente: questa cerca di agevolare la risoluzione di conflitti tra il cittadino e le istituzioni, favorendo un dialogo più efficace con la pubblica amministrazione. «Rinnovare l’impegno nel campo delle commissioni miste conciliative – dichiara l’avvocata Lucia Annibali, difensora civica regionale – ci permette di proseguire nell’obiettivo di avvicinare l’utente e il paziente all’ospedale e nel momento in cui una persona è particolarmente vulnerabile». «Tutela, accessibilità, trasparenza e puntualità per garantire le stesse opportunità a tutti i cittadini – sottolinea Stefano Scaremelli, vicepresidente Consiglio Regionale -. Attraverso strumenti come la Cmc la Toscana garantisce il diritto alla salute del proprio sistema pubblico universalistico. E’ necessario che questo organismo venga conosciuto di più e meglio». Presidente della Commissone mista conciliativa alle Scotte è Raffaele Cioffi: «Nella mia professione di avvocato – spiega – ho sempre creduto nella attività di mediazione e conciliazione, intese come i strumenti di gestione del conflitto e di risoluzione delle controversie che si affiancano alla difesa giurisdizionale, quella, per intendersi, che noi avvocati esercitiamo nelle aule giudiziarie. Ciò che ho apprezzato nelle sedute che si sono svolte in questi primi mesi di attività della nuova commissione è l’incredibile sinergia dei contributi offerti dai rappresentanti delle associazioni di volontariato, delle associazioni di tutela e dai rappresentanti dell’AouS, nel tentativo di comporre il conflitto e suggerire utili spunti per una migliore erogazione delle prestazioni». «L’Aou Senese – spiega Antonio Barretta, direttore genera le delle Scotte – presta una grande attenzione alla tutela dei diritti dei pazienti. Ogni anno viene redatto un documento aziendale che raccoglie le progettualità, definite con il mondo del volontariato e i pazienti, per migliorare i percorsi di cura. Per questa nostra sensibilità, l’insediamento odierno della nuova Commissione mista conciliativa costituisce un momento importante cui dare la massima visibilità, anche per rendere nota l’esistenza di tale organo».
Nazione Siena di martedì 13 maggio 2025, pagina 4
Provincia Lo sportello per la Difesa civica
La presidente Agnese Carletti e l’avvocato Lucia Annibali firmano la convenzione che istituisce la figura ‘garante’ dei servizi pubblici
SIENA «II Difensore civico è la figura di garanzia e tutela dei diritti dei cittadini nei loro rapporti con le pubbliche amministrazioni. Istituito in Regione è grazie alla mediazione delle Province che il servizio opera in prossimità sui territori», così la presidente dell’amministrazione provinciale Agnese Carletti ieri ha accolto l’avvocato Lucia Annibali, difensore civico regionale, con la quale ha rinnovato la convenzione finalizzata a garantire una presenza stabile sul territorio e a facilitare l’accesso dei cittadini alla tutela dei loro diritti. In pratica in Provincia è attivo uno sportello decentrato al quale i cittadini possono rivolgersi per avere informazioni su servizi pubblici ad esempio; ma anche presentare istanze, richiedere accesso agli atti. I settori di intervento sono quello dei tributi e sanzioni amministrative, ambiente, urbanistica e edilizia, servizi pubblici, sanità e politiche sociali, immigrazione, attività produttive, lavoro e previdenza, accesso agli atti, istruzione, cultura, formazione. «Si rinnova una convenzione che consente al difensore civico di essere raggiunto attraverso il supporto di un ente come la Provincia che è riferimento per le comunità locali», ancora la presidente Carletti. «Nel 2024 il Difensore civico ha gestito 1.600 richieste di intervento, comprese attività di conciliazione – rivela la difensora civica regionale Lucia Annibali -. Sarebbe importante avvicinare il difensore al cittadino e cercheremo di lavorare per avere in futuro anche punti di ascolto a livello comunale, in modo da facilitare il rapporto con la pubblica amministrazione». Alla firma del protocollo ha assistito anche il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Scaramelli: «La diffusione nel territorio è essenziale per la difesa civica. Bene l’apertura dello sportello presso la Provincia di Siena, che permetterà ai cittadini del territorio, in particolare ai più anziani, di poter inoltrare in modo diretto le istanze recandosi allo sportello, punto fisico di prima accoglienza perla presentazione delle vertenze». A tale competenza si affianca inoltre la possibilità di azione nei confronti delle amministrazioni locali che, come è noto, sono ormai prive di un proprio Difensore civico. In buona sostanza, ogni persona può rivolgersi al Difensore civico regionale per qualsiasi questione relativa a un rapporto con una pubblica amministrazione o con un gestore di pubblici servizi. II Difensore civico, al contrario, non ha competenza per problematiche di natura privata, per le quali è necessario rivolgersi ad associazioni di consumatori.
Nazione Siena di martedì 13 maggio 2025, pagina 4
Chiusi La Regione mette a disposizione due vetture ad alta velocità per il Festival del libro di Torino: 800 posti gratis Freccia rossa della cultura La soddisfazione di Scaramelli: “Collegamento diretto a un grande evento internazionale” di Gennaro Groppa CHIUSI Due treni ad alta velocità porteranno gratuitamente 800 toscani al Salone del libro di libro di Torino. La Toscana si collega in questo modo in maniera diretta all’evento internazionale che si svolgerà nel capoluogo piemontese, andando anche a raddoppiare l’offerta che era stata realizzata lo scorso anno. L’iniziativa è pensata e verrà concretizzata dalla Regione Toscana. Da questa mattina è possibile effettuare le prenotazioni fino all’occupazione degli 800 posti che vengono messi a disposizione. Il collegamento si realizzerà sabato 17 maggio: uno dei due treni partirà da Livorno, toccherà Pisa e poi si dirigerà verso il Piemonte; l’altro, invece, partirà da Chiusi, toccherà Arezzo e Firenze prima di dirigersi verso Torino. Commenta il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, Stefano Scaramelli: “Siena sarà in questo modo protagonista al Salone internazionale del libro di Torino. Provo soddisfazione per il treno speciale ad alta velocità che partirà da Chiusi. L’idea è nata in seno alla commissione cultura del consiglio regionale, grazie alla determinazione della presidente Cristina Giachi, sempre sensibile alle mie richieste, e nell’ambito dei progetti regionali a supporto della lettura e della filiera del libro”. Prosegue Scaramelli: “Il treno dei lettori toscani quest’anno unirà sabato 17 maggio tutta la Toscana con un servizio di trasporto ferroviario gratuito rivolto a chi vorrà partecipare alla più importante fiera dell’editoria italiana che si svolgerà a Lingotto Fiere. Essere arrivati a questo risultato è una bella soddisfazione e per le terre di Siena questo progetto è certamente motivo di soddisfazione. L’iniziativa dimostra anche come con l’alta velocità ci si possa avvicinare ai grandi centri del nord del Paese. I grandi collegamenti possono concretizzare iniziative come questa. Il territorio senese è quindi connesso a un evento di portata internazionale, qualcosa di simile non era mai successa prima. Per chi salirà a Chiusi le fermate saranno Arezzo e Firenze per poi andare a Torino”. Giunta e consiglio regionale si sono uniti per consentire gratuitamente il viaggio in alta velocità di andata e ritorno da Torino. Il posto sul treno sarà prenotabile dalle ore 9 di oggi al link https://www.capviaggi.it/landing-page/partecipa-ai-treni-dei-lettori/. “Accompagniamo la presenza della Regione Toscana al Salone del libro di Torino con la frase Leggere liberi leggere tutti – ha dichiarato il presidente della Regione, Eugenio Giani. – Si tratta di molto più di uno slogan, perché esprime una precisa convinzione: che leggere è insieme un piacere e un diritto, che leggere fa bene a ognuno di noi e fa crescere anche le nostre comunità. Ed è per questo che noi scommettiamo sulla Toscana dei lettori, oltre che sulla Toscana da leggere. Con questa consapevolezza è sempre più forte la presenza della Toscana al Salone. Con i nostri editori, i nostri autori, ma soprattutto con i progetti e le esperienze di cui sono protagonisti biblioteche, scuole, associazioni, interi territori, a dimostrazione che vogliamo essere una regione che investe in cultura e che con la cultura si rende migliore”.
Corriere di Siena di martedì 29 aprile 2025, pagina 9
Scaramelli visita la sede di Stosa cucine
Corriere di Arezzo di sabato 19 aprile 2025, pagina 16
Lo stilista Luca Piattelli premiato in Regione: «Eccellenza nell’arte»
Lo stilista Luca Piattelli premiato in Regione: «Eccellenza nell’arte» Altopasclo Non è passata inosservata la frenetica attività internazionale dello stilista altopascese Luca Piattelli. Dopo Hong Kong e altre realtà orientali, l’apertura del primo atelier italiano con il suo marchio a New Dehli ha portato la conoscenza e lo stile della Toscana in una realtà molto complessa come l’India, con una pianificazione in partnership con soggetti locali che arriverà, a fine progetto, a ben 10 atelier griffati Piattelli. Il capogruppo di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi ha proposto all’ufficio di presidenza della Regione il conferimento di un riconoscimento che è stato consegnato nei giorni scorsi con una cerimonia che si è svolta nella Sala del Gonfalone alla presenza del vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli, del consigliere regionale Federica Fratoni e del sindaco di Chiesina Uzzanese Fabio Berti. «Questo premio a Piattelli — commenta Vittorio Fantozzi- oltre a essere un segnale importante per chi ha il coraggio e la volontà di rischiare in imprese che hanno importanti ritorni di immagine per la Toscana, dimostra che ci sono tante eccellenze che riescono a emergere grazie alla qualità della loro arte e a una progettualità importante. Piattelli appartiene a questa categoria e questo premio per lui è più che meritato».
Tirreno Lucca-Viareggio-Massa-Carrara di domenica 13 aprile 2025, pagina 4
Fondazione Mps. La Regione punta su Paolo Chiappini
Deputazione generale Fondazione Mps La Regione punta su Paolo Chiappini
SIENA La Regione Toscana designa l’uscente Paolo Chiappini come proprio rappresentante nella Deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. A darne l’annuncio, il vicepresidente del Consiglio regionale e leader di Italia viva, Stefano Scaramelli: «Bene la conferma di Paolo Chiappini nella Deputazione di Fondazione Mps. La Regione con questa nomina dimostra che in questo mandato Chiappini insieme al presidente Carlo Rossi hanno lavorato bene. È importante dare continuità al lavoro svolto al servizio di Siena, della Toscana e di Banca Mps». Scaramelli aggiunge: «Tra le azioni più importanti di questa Deputazione, anche su mia pubblica sollecitazione, sottolineo la rilevanza di aver condiviso la necessità di partecipare all’ultimo aumento di capitale di Banca Mps. Un aumento di capitale che ha consentito a Rocca Salimbeni di crescere e migliorare le performance per tornare oggi protagonista degli scenari bancari nazionali. Un protagonismo possibile anche grazie all’ottimo lavoro svolto quotidianamente dal proprio capitale umano». Il presidente del gruppo Italia Viva conclude, ricordando: «La Fondazione Mps in questo mandato è tornata anche a sostenere iniziative formative, sociali, culturali ed economiche del territorio».
Nazione Siena di mercoledì 9 aprile 2025, pagina 7
“Aeroporto di Ampugnano La Regione Toscana lavori alla valorizzazione”
L’intervento di Stefano Scaramelli
SOVICILLE – “Valorizzare e riqualificare l’aeroporto di Siena attraverso la partecipazione della Regione Toscana con una quota del 5% in Toscana Aeroporti per raggiungere una gestione ottimale e l’ottimizzazione delle risorse disponibili per il rilancio dello scalo”. A chiederlo Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale e presidente del gruppo Italia Viva, con l’atto predisposto e inviato agli enti locali interessati: Comuni di Siena, Sovicille e Provincia di Siena. “A seguito del confronto con le categorie e i soggetti della società civile sul futuro dello scalo di Ampugnano ho predisposto l’atto di indirizzo – spiega Scaramelli – che si pone come punto di partenza per allargare ancora di più il confronto e a raccogliere le istanze di rilancio di Ampugnano come aeroporto dedicato a voli privati”. Nella mozione si fa riferimento alla promozione di “un ampio coinvolgimento delle istituzioni locali, delle categorie economiche, delle imprese, delle parti sociali e della comunità senese, per la condivisione di una strategia comune per il rilancio dell’aeroporto, con particolare attenzione agli aspetti legati all’occupazione, alla permanenza delle imprese sul territorio e allo sviluppo del turismo”. Ma anche alla necessità della Regione di adottare “politiche e interventi che possano favorire la crescita dell’aeroporto come hub per i voli business e privati”.
Corriere di Arezzo di mercoledì 9 aprile 2025, pagina 15
Scaramelli sull’aeroporto «Presenterò un atto di indirizzo in consiglio regionale»
La mossa di Italia Viva: «L’ho inviato ai Comuni di Siena, Sovicille e alla Provincia» L’ITER «Vorrei che il primo di maggio questo atto di indirizzo fosse a protocollo»
SIENA Un atto di indirizzo «per valorizzare e riqualificare l’aeroporto di Siena attraverso la partecipazione della Regione Toscana con una quota del 5% in Toscana Aeroporti, al fine di garantire una gestione ottimale e una piena valorizzazione delle risorse disponibili per il rilancio dello scalo». E’ il documento Stefano Scaramelli presenterà al consiglio regionale. «Ho predisposto questo atto che avevo promesso dopo il confronto con le categorie – dice – ed oggi (ieri, ndr) l’ho inviato anche al sindaco di Siena, al sindaco di Sovicille e alla presidente della Provincia. Mi ero promesso di aprire un confronto sul futuro dello scalo di Ampugnano e questo documento non è un atto blindato ma aperto anche agli enti locali». Scaramelli cerca di tenere alta l’attenzione dello scalo senese che non sembra essere in cima alla lista dei progetti della Regione ma, proprio su queste pagine, sono state tante le voci degli imprenditori che chiedono a gran voce il rilancio di Ampugnano come aeroporto dedicato a voli privati. «Vorrei – continua Scaramelli – che il primo di maggio questo atto di indirizzo fosse a protocollo, perché è una giornata simbolo, dedicata al mondo del lavoro, e questo documento è finalizzato proprio a creare sviluppo e lavoro». L’aver coinvolto gli enti locali ha uno scopo: «In queste tre settimane – continua Scaramelli – gli enti possono dare contributi, idee e proposte. Ovviamente fermo restando il mio pensiero, ovvero che sono molto convinto dell’importanza di Ampugnano e soprattutto della necessità di integrarlo con Firenze, Pisa. E’ proprio degli ultimi giorni il rafforzamento dell’integrazione dei principali scali della Toscana con l’Elba. Quindi non si alimenta una competizione ma si mettono gli aeroporti a sistema». No in competizione l’uno con l’altro ma un sistema dove Siena sia dedicato a voli business privati. Questo è un percorso da proseguire». Inutile ribadire che è fondamentale l’impegno della Regione e del Governo affinché questa infrastruttura torni a funzionare. «Vedremo, con il voto che io chiederò su questo atto di indirizzo, se la mia proposta è una volontà condivisa dal consiglio comunale. A quel punto si impegna la giunta regionale. Ne ho già parlato con l’assessore ai trasporti. In questa fase dunque è corretto raccogliere le istanze dal territorio». Fondamentale anche aprire un confronto sulla proprietà demaniale, con il pressing del comitato affinché possa diventare proprietà della Regione. Parallelamente al lavoro di Scaramelli, esponente di Italia Viva, in Regione c’è quello del parlamentare di Fratelli d’Italia Francesco Michelotti che, anche pochi giorni fa, ha ribadito l’impegno di Enac sullo scalo senese. «E’ evidente – dice Scaramelli – che la principale corresponsabilità è di chi governa. Se è vero che ci sono risorse messe a disposizione ben venga. Allora è il momento di passare dalle promesse ai fatti. Ci sono due priorità sulle quali dobbiamo lavorare: migliorare l’aeroporto di Ampugnano e poi darlo in affidamento all’ente gestore. Se il governo stanzia risorse e riqualifica area e Toscana Aeroporto si impegnasse a prenderlo in gestione sarebbe un grande risultato per questo territorio». Siamo in piena campagna elettorale e ‘verba volant’ ma con questo atto di indirizzo ‘scripta manent’ e vedremo, una buona volta, da che parte sta la Regione.
Nazione Siena di martedì 8 aprile 2025, pagina 2
Tuscany Crossing 2025 II sipario si alza in Regione
Stefano Scaramelli testimonial della manifestazione podistica sui percorsi della Val d’Orcia
SAN QUIRICO D’ORGIA La Tuscany Crossing, la corsa attraverso i percorsi naturali della Val d’Orcia, giunta alla sua dodicesima edizione, si svolgerà quest’anno dall’11 al 12 aprile e coinvolgerà i comuni di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza e San Quirico d’Orcia. La manifestazione è molto cresciuta negli anni, richiamando atleti da tutto il mondo, affascinati da una esperienza unica, come la corsa all’interno di un paesaggio magico, che si snoda tra le colline e i borghi di un territorio che quest’anno celebra i venti anni del riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Per l’occasione la presentazione dell’edizione 2025 è avvenuta il 25 marzo a Firenze, alla presenza di Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale, di Luca Rossi, sindaco di Castiglione d’Orcia, di Roberto Amaddü, il patron della Tuscany Crossing e di Maria Elisabetta Lastri, l’atleta vincitrice della Brunello Crossing. La manifestazione ha avuto fin dalla sua nascita un carattere internazionale, con una media di 150 atleti provenienti dall’estero e quest’anno saranno rappresentate ben 40 nazioni, per un totale di oltre 1.000 iscritti. Scaramelli ha dichiarato che la “bellissima iniziativa coniuga sport e cultura in uno dei luoghi più belli della Toscana”. Per il sindaco Rossi “la corsa rappresenta anche una valorizzazione turistica di un territorio di grande pregio ambientale”. Il patron Amaddii, visti i numeri, ha parlato di una macchina organizzativa molto complessa e l’atleta Lastri ha commentato che è un piacere correre in un territorio molto accogliente.
Corriere di Siena di giovedì 27 marzo 2025, pagina 10
Scaramelli: “Ottima notizia, ci credevo quando a tutti non sembrava possibile”
L’esponente di Italia Viva dopo le parole di Giani: “Ora il collegamento tra la città del Palio e Roma” Scaramelli: “Ottima notizia, ci credevo quando a tutti non sembrava possibile”
AREZZO – “Per quanto riguarda i trasporti ferroviari questa rappresenta la prima risposta concreta alle richieste che abbiamo avanzato, una sfida vinta che riempie di soddisfazione chi come me ci ha creduto quando sembrava impossibile: il collegamento diretto ferroviario Arezzo-Siena è possibile”. Sono le parole di Stefano Scaramelli (nella foto), vicepresidente del consiglio regionale della Toscana ed esponente di Italia Viva, che commentano le dichiarazioni del presidente della Regione Eugenio Giani nell’intervista pubblicata ieri sul nostro quotidiano. “E’ un’ottima notizia per la Toscana del sud – ha sottolineato Scaramelli – che vede concretizzare una ipotesi che avevo portato all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica regionale”. “Adesso, entro fine anno – commenta il vicepresidente del consiglio regionale dopo l’annuncio delle prossime novità che riguardano il treno diretto tra Arezzo e Siena – deve avvenire la stessa cosa con il collegamento diretto ferroviario Siena-Roma”.
Corriere di Siena e Arezzo di mercoledì 26 marzo 2025, pagina 3
Scaramelli spinge per i treni – “Lavori sulla Cassia nel 2025”
II vicepresidente del consiglio regionale: “Entro luglio sia attivato il treno Siena-Arezzo’
SIENA Dieci punti per migliorare le infrastrutture del territorio senese. Il tema viene affrontato dal vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, Stefano Scaramelli. Al suo fianco il sindaco di Castellina in Chianti, Giuseppe Stiaccini. Scaramelli elenca quelle che a suo avviso sono le priorità infrastrutturali del territorio: collegamenti ferroviari, completamento della Siena-Grosseto, il lotto zero, lavori sulla Siena-Firenze, la Cassia, lo sviluppo dell’aeroporto di Ampugnano. Dichiara: “Sulla Cassia entro il 2025 si deve partire con i lavori”. E sulle ferrovie: “Il collegamento diretto Siena-Mezzo può essere attivato entro luglio. Per il Siena-Roma la giunta regionale deve lavorare di più, e Trenitalia fino a oggi è stata un po’ sorda sul tema. Auspico che possa essere attivato entro dicembre”.
Dieci punti per migliorare le infrastrutture del territorio senese. Il tema viene affrontato dal vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, Stefano Scaramelli. Al suo fianco c’è anche il sindaco di Castellina in Chianti, Giuseppe Stiaccini. Scaramelli elenca quelle che a suo avviso sono le priorità infrastrutturali del territorio: collegamenti ferroviari, completamento della Siena-Grosseto, il lotto zero, lavori sulla Siena-Firenze, la Cassia, sviluppo dell’aeroporto di Ampugnano. E poi interventi sulle vie di comunicazione nelle varie aree del territorio provinciale senese, dalla Valdelsa alla Valdorcia, dalla Valdichiana all’Amiata: dalla bretella di Bettolle al ponte Nove Luci. E anche una proposta sugli impianti di risalita dell’Amiata. Perché, afferma Scaramelli, “le infrastrutture sono fondamentali per creare opportunità di crescita, lavoro e sviluppo. Le terre di Siena hanno bisogno di realizzare e portare a compimento una serie di infrastrutture stradali e di collegamenti ferroviari non più rinviabili”. A partire dai lavori sulla Cassia con il famoso, e atteso da tanti anni, intervento Monteroni d’Arbia-Monsindoli: “Entro i12025 si deve partire. Mancano 60 milioni di euro, l’ultima quota che deve essere messa dal governo”. E ancora Scaramelli: “L’auspicio è vedere conclusi gli interventi sulla Siena-Grosseto, a eccezione del lotto zero, in due anni. E va migliorata la Siena-Firenze”. Poi il tema delle ferrovie: “Il collegamento diretto Siena-Arezzo può essere attivato entro luglio. Per quel che riguarda il Siena-Roma auspico che possa partire entro dicembre. La giunta regionale deve lavorare più sulla questione, e Trenitalia fino a oggi è stata un po’ sorda sul tema. Italia Viva ha raccolto duemila firme di cittadini per l’attivazione del collegamento diretto, sono necessari due treni blues. Mi auguro che entro dicembre possa essere attivato”. E infine l’aeroporto: “Per quanto mi riguarda in questo caso si potrebbe partire anche da domani con la gestione di Toscana Aeroporti e con il segmento only business”. Nessun dubbio sulla collocazione in vista delle regionali: “Siamo sicuramente nella coalizione di centrosinistra. Siamo stati determinanti in questi anni di governo e non ci sono dubbi sul fatto che rimaniamo in quell’accordo di governo”.
Corriere di Siena di martedì 18 marzo 2025, pagina 4 di Gen. Gr.
Scaramelli: «Sblocca Siena per le infrastrutture»
SIENA Undici punti per rilanciare lo ‘Sblocca Siena’, un programma di interventi per le ‘Infrastrutture che creano sviluppo’. Non è ancora campagna elettorale ma ci siamo quasi e Stefano Scaramelli, vice presidente del Consiglio regionale e capogruppo di Italia Viva, lancia quello che sarà uno dei temi forti del confronto. Partendo da una certezza, in questi tempi in realtà ancora di attesa: «Italia Viva continuerà a essere saldamente nel centrosinistra, come è stato in questi anni quando è stato spesso determinante – afferma -. Andiamo avanti sulle cose da fare in Consiglio, come deciso a dicembre nell’accordo con il Pd. Poi inizieremo a parlare di elezioni». Quando magari ci saranno indicazioni anche sulla candidatura alla presidenza (quella di Giani non sembvra in discussione) e soprattutto sulla coalizione, con il dilemma 5 Stelle da risolvere. Intanto allora focus sulle infrastrutture, con Scaramelli affiancato da Giuseppe Stiaccini (sindaco di Castellina in Chianti e consigliere provinciale) e Pietro Savorgnan per l’area senese. L’elenco degli interventi da ‘sbloccare’ comprende l’aeroporto di Ampugnano, i collegamenti ferroviari Siena-Roma e Siena-Arezzo, le fermate dell’Alta Velocità a Chiusi. Ancora, il completamento del raddoppio della Siena-Grosseto, l’adeguamento della Siena-Firenze, la Nuova Cassia tra Monteroni e Monsindoli, il Lotto 0 della Due Mari, Siena, le nuove viabilità in Valdelsa, Valdichiana e Chianti per alleggerire il traffico dei centri abitati, il ponte Nove Luci in Valdorcia, tra Pienza e Castigion d’orcia, la realizzazione di nuovi impianti di risalita in Amiata di proprietà pubblica. «Per ognuno di questi punti – afferma Scaramelli – abbiamo risposte concrete, a partire dall’attivazione di Toscana aeroporti per Ampugnano. In generale, Siena ha bisogno di sfide competitive anche per affrontare le crisi del commercio e del lavoro». Alla Regione, Scaramelli riserva una tirata d’orecchi per quanto riguarda il collegamento diretto Siena-Roma: «Finora è arrivato un treno Blues, ne mancano altri due, ma la giunta deve lavorare di più e meglio per ottenere la fornitura completa e dare il via al servizio». II treno ibrido dovrebbe consentire di raggiungere Roma in poco più di due ore, transitando dalla linea senese non elettrificata a quella veloce, trovando il giusto inserimento.
Nazione Siena di martedì 18 marzo 2025, pagina 4 di O. P.
Sovicille Rilancia la proposta di Toscana Aeroporti
Scaramelli e Ampugnano “Felice che il dibattito stia entrando nel vivo”
Scaramelli La sua proposta piace anche a chi si oppone all’ampliamento
SOVICILLE – Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale, dove è anche e capogruppo di Italia Viva, accoglie positivamente l’apprezzamento per le sue idee manifestato, nel dibattito sul futuro dell’aeroporto di Ampugnano, da parte del comitato contrario all’ampliamento dello scalo. “E’ un bene – commenta – Bene che la discussione sia entrata nel vivo. Adesso è necessario un confronto aperto e partecipato tra istituzioni, parti sociali, partiti, mondo economico e realtà locali”. La proposta lanciata dall’ex sindaco di Chiusi in prima commissione è che Toscana aeroporti gestisca tutti gli scali della regione: non solo Pisa e Firenze ma appunto anche Siena: “Potrebbe aprire opportunità per voli emergenziali, ad esempio per i trapianti, iniziative esclusivamente business e non commerciali, ma anche progetti culturali, sportivi, energetici e di protezione civile. Parliamone”.
Corriere di Siena di mercoledì 12 marzo 2025, pagina 11
«Aeroporto di Ampugnano, è necessario un confronto aperto»
LA SFIDA «Istituzioni, parti sociali, partiti, mondo economico e comitati per progettare lo sviluppo condiviso»
SIENA «Bene che la discussione sul futuro dell’aeroporto di Siena sia entrata nel vivo. Adesso è necessario un confronto aperto e partecipato tra istituzioni, parti sociali, partiti, mondo economico e comitati locali per progettare lo sviluppo condiviso dell’eventuale scalo aeroportuale». A dirlo è Stefano Scaramelli, vicepresidente e capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale, dopo aver lanciato la proposta in Prima Commissione affinché Toscana Aeroporti gestisca tutti gli scali della regione, non solo Pisa e Firenze ma anche Siena. E’ tornato di attualità, grazie alle interviste fatte da La Nazione, il tema dell’aeroporto di Ampug nano. E tra le righe dello scritto di Scaramelli si legge la disponibilità del vicepresidente del consiglio regionale a partecipare ad un dibattito pubblico. Per Scaramelli: «Affrontare il trasferimento dell’area di Ampugnano alla Regione e lavorare a una gestione integrata da parte di Toscana Aeroporti, senza sovrapposizioni, potrebbe aprire opportunità per voli emergenziali, ad esempio per i trapianti, iniziative esclusivamente business e non commerciali, ma anche includere progetti culturali, sportivi, energetici e di protezione civile. Parliamone – aggiunge Scaramelli – se condivisa, questa progettualità, potrebbe diventare realtà». Disponibile a portare il tema in Aula del Consiglio regionale solo dopo essersi confrontato pubblicamente con vari soggetti perché per il vicepresidente Scaramelli «la chiave è condivisione e partecipazione per risolvere un tema storico e irrisolto, dare un futuro ad Ampugnano, alle terre di Siena». Una chiamata dunque per tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti in questa partita.
Nazione Siena di mercoledì 12 marzo 2025, pagina 13
Su Ampugnano piacciono le idee di Scaramelli
II comitato contrario all’ampliamento: “Ha ragione, la Regione deve acquisire il demanio aeroportuale”
SOVICILLE E’ piaciuto al comitato che si oppone all’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano l’intervento del vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli, schierato con la proposta del sindaco di Sovicille Gugliotti di coinvolgere tutte le autorità senesi nella gestione dell’area. I membri si lamentano perché la Regione non ha ancora acquisito il demanio aeroportuale, come previsto da un Decreto del presidente della Repubblica, mentre quella potrebbe essere la scelta decisiva per il futuro dello scalo. In questa direzione, come detto, l’idea di Scaramelli di gestire unitariamente gli aeroporti toscani incontra l’approvazione. Anzi, è vista come necessaria per il territorio.
Il recente intervento del vicepresidente del consiglio regionale su Ampugnano, che ha spostato la proposta del sindaco di Sovicille Gugliotti di coinvolgere nella questione tutte le autorità senesi e ha caldeggiato la possibilità che la Regione possa diventare proprietà dell’area, potrebbe segnare un punto di svolta per il futuro dello scalo. Ne è convinto il comitato che da anni si oppone all’ampliamento dell’aeroporto, che commenta:” Il suo auspicio per il confronto e il coinvolgimento più ampio possibile sul tema, a partire dal mondo delle categorie, delle imprese, gli imprenditori locali e delle parti sociali, non può non trovarci d’accordo. Noi questo confronto lo abbiamo sempre caldeggiato, anche perché riteniamo sia l’unico modo per fare chiarezza una volta per tutte sulle prospettive possibili”. E ancora:” Noi del comitato, oltre a denunciare <<lo sperpero di denaro pubblico>> abbiamo sempre insistito perché la Regione acquisisse il demanio aeroportuale ai sensi del Decreto del presidente della Repubblica del 17 settembre 2015, tuttora in vigore. Né l’istituzione regionale, né la stessa Enac ha fatto di tutto per dissuadere che ciò si realizzasse”. Dunque, piace ai passionari l’idea di Scaramelli di una gestione unificata degli aeroporti toscani, considerata la via corretta: il trasferimento del demanio aeroportuale ai vertici della Toscana rappresenta un passaggio ineludibile. Tuttavia, aggiungo quelli del comitato, “necessariamente occorre che la Regione lo richieda esplicitamente, cosa che fino ad oggi non ha fatto rimanendo sorda anche ai pronunciamenti in tal senso del consiglio comunale di Sovicille e del suo sindaco”. Insomma, l’allineamento delle istituzioni locali e regionali, insieme all’ascolto delle istanze provenienti da tutti i settori coinvolti, potrebbe finalmente porre le basi per una gestione coerente e lungimirante dell’aeroporto di Ampugnano, un’infrastruttura che potrebbe davvero tornare a essere una risorsa strategica per il territorio. C.M.
Corriere di Siena di lunedì 10 marzo 2025, pagina 1-5
Aeroporto Ampugnano Comitato su Scaramelli
II Comitato dopo le dichiarazioni dell’esponente regionale di Italia Viva. «L’unica strada è il trasferimento del demanio aeroportuale alla Regione»
SOVICILLE «L’intervento del vicepresidente del Consiglio Regionale Stefano Scaramelli potrebbe davvero aprire nuove prospettive per l’aeroporto di Ampugnano. II suo auspicio per il confronto e il coinvolgimento più ampio possibile sul tema aeroportuale, a partire dal mondo della categorie, delle imprese, gli imprenditori locali e delle parti sociali, non può non trovarci d’accordo». II Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano si mette sulla scia del vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli. «Noi questo confronto lo abbiamo sempre caldeggiato – continua la nota del Comitato – anche perché riteniamo sia l’unico modo per fare chiarezza una volta per tutte sulle prospettive possibili per Ampugnano». Poi il Comitato ricorda le parole dell’esponente di Italia Viva “Bene anche con la proposta che arriva dal Comune di coinvolgere la comunità, non solo di Sovicille, ma di tutte le istituzioni senesi e nello stesso tempo anche l’opportunità, qualora si concretizzasse che la Regione Toscana possa diventare proprietaria dell’area». E prosegue: «Noi del Comitato – si legge nella lettera – , oltre a denunciare “lo sperpero di denaro pubblico” abbiamo sempre insistito perché la Regione acquisisse il demanio aeroportuale ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 17 settembre 2015, n. 201, tuttora in vigore: cosa che la Regione, come la stessa Enac non hanno mai perseguito, anzi, Enac ha fatto di tutto per dissuadere che ciò si realizzasse». La nota prosegue: «Se l’ipotesi di una gestione unica degli aeroporti toscani avanzata da Sca ramelli si ritiene sia quella giusta, allora l’unica strada per realizzarla è quella del trasferimento del demanio aeroportuale alla Regione». Un passaggio che il Comitato commenta tirando in ballo la Regione: «Necessariamente occorre che la Regione lo richieda esplicitamente, cosa che fino ad oggi non ha fatto, rimanendo sorda anche ai pronunciamenti in tal senso del Consiglio Comunale di Sovicille e del suo Sindaco».
Nazione Siena di lunedì 10 marzo 2025, pagina 1-5
Un tempo bancomat della sinistra, oggi beniamino del governo di destra di Roma. Il Banco Monte dei Paschi di Siena sogna la grandezza di un tempo
Il Monte dei Paschi di Siena, la più antica banca al mondo ancora esistente, ha dovuto essere salvato dai contribuenti. Ora ha di nuovo grandi ambizioni e sta scuotendo la piazza finanziaria italiana.
C’era un tempo in cui la piccola Siena era un attore importante nel settore bancario. Il Monte dei Paschi di Siena (MPS) riforniva di denaro la città e la regione: l’economia riceveva abbondanti prestiti, le società sportive e le istituzioni culturali prosperavano grazie al sostegno finanziario della banca e anche la politica non ne rimaneva esclusa. Le malelingue chiamano il “Monte”, come i senesi chiamano la casa finanziaria fondata nel 1472, il bancomat della sinistra, la forza politica tradizionalmente dominante in Toscana.
NZZ, di Luzi Bernet, foto Jennifer Lorenzini (Reuters). Leggi l’intervista a questo link:
Il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli
Toscana Aeroporti si prenda carico anche di Siena
SIENA «L’aeroporto di Siena è un’infrastruttura importante che può tornare a funzionare». Stefano Scaramelli vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli torna a parlare dell’aeroporto di Ampugnano. E lo fa in consiglio regionale. «La mia proposta – dice Scaramelli – è di renderlo a servizio dei voli business e la proposta portata in campo, proprio in queste ore, è di fare in modo che la Regione Toscana incida con il proprio 5% su Toscana Aeroporti. Una società pubblico privata che già gestisce gli scali di Firenze e di Pisa e potrebbe prendersi carico anche dello scalo di Siena. In modo tale che in Toscana e nel centro Italia si possa arrivare ad avere uno scalo per voli business, voli di privati che possono portare redditività, ricchezza. In questa fase è opportuno mettere a sistema le risorse disponibili per la riqualificazione dello scalo aeroportuale senese». Poi ribadisce: «Bene anche la proposta che arriva dal Comune di coinvolgere la comunità, non solo di Sovicille, ma di tutte le istituzioni senesi e nello stesso tempo anche l’opportunità, qualora si concretizzasse che la Regione Toscana possa diventare proprietaria dell’area. Due elementi che insieme rafforzerebbero la condivisione di un progetto ma soprattutto le relazioni con il territorio, conoscendo anche le peculiarità, le caratteristiche e le opportunità». Scaramelli ci crede nella ripartenza dell’aeroporto e non vuole lasciare che a tirare le fila sia il centrodestra: «Auspico il confronto e il coinvolgimento più ampio possibile sul tema aeroportuale, a partire dal mondo della categorie, delle imprese, gli imprenditori locali, le parti sociali, per elaborare e condividere una grande strategia comune. Un progetto finalizzato al rilancio anche dell’occupazione, alla permanenza delle imprese nel territorio, al turismo. Presenterò nei prossimi giorni un ordine del giorno in Consiglio regionale, per dare sostegno pieno al presidente della Giunta e all’assessore competente su questa progettualità a partire già dalla prossima assemblea dei soci di Toscana Aeroporti. Perché a quel punto Toscana Aeroporti diventi effettivamente consapevole dell’opportunità e affinché lo scalo instauri una relazione diretta con Enac Servizi».
Nazione Siena di mercoledì 5 marzo 2025, pagina 7
Si accende il dibattito sull’aeroporto
Aeroporto di Ampugnano La sfida arriva in Regione con l’assist di Scaramelli
Aeroporto di Ampugnano. La sfida arriva in Regione con l’assist di Scaramelli
Su La Nazione si è riacceso il confronto per la riapertura del servizio Gli imprenditori lo chiedono a gran voce. Contrario lo storico comitato
SIENA E’ stato il parlamentare di Fdl Francesco Michelotti a riaccendere il dibattito sull’aeroporto di Ampugnano nell’intervista rilasciata a La Nazione il 27 dicembre. «Enac ha stanziato un milione 850mi1a euro per Ampugnano e a breve andrà a gara il progetto pilota. Vogliamo rilanciare il territorio a livello turistico. Dobbiamo attrarre investimenti. Siena sconta il ritardo infrastrutturale che ha governato negli ultimi 50 anni». Dopo di lui, gli imprenditori Giorgio Maggiorelli, Duccio Neri, Vieri Michelagnoli e Alberto Marghettini. Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale ha portato il rilancio di Ampugnano sui banchi del consiglio regionale; sua la proposta «Toscana aeroporti gestisca con visione strategica tutti gli scali della regione, non solo Pisa e Firenze ma anche Siena» lanciata su La Nazione il 21 febbraio e ripresa ieri in consiglio regionale. Netto l’assessore Enrico Tucci «l’interesse pubblico deve prevalere su quello privato. E prevarrà». Di «solo sperpero di denaro pubblico» parla invece il comitato del «no» mentre l’ex assessore Fiorenzani rilancia «sviluppo atteso da 50 anni». Il sindaco di Sovicille Gugliotti rispolvera l’idea del «centro sportivo di livello internazionale».
Nazione Siena di mercoledì 5 marzo 2025, pagina 7
II consigliere regionale ha rivolto anche un appello alla Regione per includere lo scalo in Toscana aeroporti
Scaramelli: “Ampugnano sia riferimento per i voli privati”
SOVICILLE “La Regione deve incidere su Toscana Aeroporti, tenendo insieme gli scali di Firenze, Pisa e Siena”. Stefano Scaramelli, consigliere regionale di Italia Viva, è convinto che anche Ampugnano abbia possibilità di giocare un ruolo di primo piano nel traffico aereo. Così non si risparmia dal dibattito in corso, alimentato anche dalle affermazioni del sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti. “Non voglio essere frainteso – precisa il vicepresidente del Consiglio regionale – Non penso che l’aeroporto serva per troncare l’isolamento di Siena, e su questo sono d’accordo con Gugliotti. Però credo che nel settore business, quindi dei voli privati, possa colmare un vuoto che contraddistingue l’Italia centrale, fatta eccezione per Perugia”. In questa prospettiva Scaramelli vede di buon occhio “le aperture degli imprenditori”, così come “l’impegno economico di Enac Servizi per risistemare l’immobile”. Il consigliere, a sua volta, si è detto pronto a portare un atto in Consiglio regionale per smuovere la Regione a svolgere un ruolo di primo piano nella gestione degli scali. “Ne ho parlato oggi (ieri, ndr) in prima commissione”, osserva il vicepresidente. “Sono convinto che se la Regione comprasse l’area di Ampugnano la situazione si semplificherebbe. Fermo restando come ha evidenziato il sindaco Gugliotti, che è prioritario un confronto con la comunità per decidere le modalità di azione”, evidenzia ancora Scaramelli.
Corriere di Siena di mercoledì 5 marzo 2025, pagina 9
Morti in Rsa. La Regione sarà parte civile nel processo
La Regione Toscana si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari che dovessero deriva re da II’ inchiesta legata alle recenti morti in Rsa fiorentina, «a tutela dei diritti delle vittime e della comunità regionale, in modo da sottolineare l’ importanza di fare giustizia e di prevenire situazioni analoghe». Lo prevede una mozione approvata all’ unanimità dal Consiglio regionale della Toscana. II testo sostitutivo dell’ atto è stato sottoscritto dal capogruppo lv, Stefano Scaramelli, dal consigliere regionale Fdi, Diego Petrucci e dal presidente della commissione sanità, Enrico Sostegni (Pd ). La mozione esprime anche «profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie colpite da questa tragica vicenda» e sostiene la necessità che «la terza commissione awii nel più breve tempo possibile un’indagine conoscitiva per fare chiarezza su quanto accaduto», per «stabilire se ci siano stati errori o omissioni da parte dei responsabili». Intanto l’assessora al welfare Serena Spinelli risponde alle polemiche e precisa: «La Regione Toscana non fa gare o bandi al massimo ribasso»
Tirreno Firenze-Prato-Pistoia-Montecatini di mercoledì 26 febbraio 2025, pagina 2
Nazione di mercoledì 26 febbraio 2025, pagina 19
«Toscana Aeroporti. Gestore strategico»
Nazione Siena di venerdì 21 febbraio 2025, pagina 3
Giorni di acceso confronto «Abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte davanti al dolore»
Nazione di mercoledì 12 febbraio 2025, pagina 9
Suicidio assistito, Toscana apripista
In Consiglio regionale nel Pd una sola astenuta, sì di IV e M5S. Bonino: spartiacque. Cappato: la porteremo nelle altre regioni Suicidio assistito, Toscana apripista.
Prima legge sul fine vita in Italia Il centrodestra: sarà impugnata. I vescovi: sconfitta per tutti a pagina 2 Bernardini Fine vita, la Toscana approva la legge «Primi a regolare il suicidio assistito» Nel Pd una sola astensione, oh da IN M5S. Il centrodestra sarà impugnata. I vescovi: sconfitta per tutti In aula e fuori Giani: norma di civiltà Cappato: la porteremo in tutte le Regioni Bonino: spartiacque La Toscana è la prima regione a dotarsi di una legge che regola il suicidio medicalmente assistito. Il Consiglio regionale ha approvato la norma con 27 voti favorevoli, i3 contrari e una consigliera che ha preferito non esprimersi, la dem Lucia De Robertis. Lo ha fatto, si spiega «per convinzioni personali». A parte lei, a garantire l’approvazione è stata la maggioranza toscana di centrosinistra (Pd +Iv), cui si sono aggiunti i sì delle due Consigliere del M5S e quello di un rappresentante del Gruppo misto, Andrea Ulmi. Contrari tutti i rappresentanti dell’opposizione di centrodestra: 6 leghisti, 6 di Fdi, 1 di Fi. Lacrime e abbracci in aula fra i rappresentanti dell’associazione Coscioni. L’attenzione è ora puntata sulla reazione del governo, che po- trebbe valutare l’impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale. La legge stabilisce il percorso da seguire per chi vuole accedere al suicidio medicalmente assistito: la domanda semplificata da porre al direttore dell’Asl, la formazione della commissione — medica ed etica — che avrà massimo un mese per esprimersi sulla congruità dei requisiti, l’individuazione entro io giorni di un medico e del farmaco da utilizzare, con camici bianchi volontari e con fondi extra Lea; infine l’esecuzione, entro una settimana dalla fine dei due precedenti passaggi. In tutto si tratta di massimo 37 giorni. Tutta la procedura sarà gratuita. «Il nostro apporto è stato decisivo», rivendica Italia Viva con Stefano Scaramelli. «Abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte», dicono con una voce i 5 Stelle e il Pd, che festeggia il risultato con il segretario toscano Emiliano Fossi e con il numero 2 del Nazareno, Marco Furfaro. Tra i dem il tema dei cattolici non è stato lacerante. Decisiva è stata l’opera di armonizzazione del presidente della Commissione Sanità, Enrico Sostegni (Pd). «Ho capito che c’era un elemento di verità e di aiuto per garantire un fine vita dignitoso e non doloroso — ha spiegato — alle persone che volevano farlo». Molto duro è stato invece il cardinale Paolo Augusto Lojudice, arcivescovo di Siena, presidente della Conferenza Episcopale Toscana, che ha parlato di «legge che non è un traguardo, ma una sconfitta per tutti». Decisamente di altro avviso la leader di +Europa Emma Bonino, che ha parlato di «enorme passo avanti per la libertà di scelta su come vivere e come morire» e di «norma che rappresenta uno spartiacque importante». Come del resto ha fatto Marco Cappato: «E solo l’inizio, vogliamo portare la proposta in tutte Regioni». «La norma — ha detto il governatore Eugenio Giani — non fa altro che dare atto di procedure obiettive e chiarezza. Sento che il messaggio che diamo è nazionale». La capogruppo della Lega Elena Meini auspica «che legge sia impugnata dal governo e sia il Parlamento a legiferare», un’opzione che già circola a Roma tra i banchi della maggioranza «Abbiamo dimostrato che questa materia — spiegano ai Consiglieri di FdI — non è di competenza legislativa delle Regioni. La legge fa venir meno il principio di uguaglianza tra i cittadini e non è chiaro a chi potrà applicarsi». Esprimono infine soddisfazione i medici ospedalieri dell’Anaao. Esulta invece Laura Santi, la giornalista perugina affetta da una forma di sclerosi multipla alla quale sono stati riconosciuti tutti i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale per accedere al suicidio assistito. «Il fatto di vedere finalmente dietro alle parole “fine vita” non “sentenza o tribunale” ma legge mi provoca una gioia oltre ogni limite, indescrivibile».
Corriere Fiorentino di mercoledì 12 febbraio 2025, pagina 2
Suicidio rapido in Toscana: un mese e mezzo per morire
FINE VITA Approvata la legge regionale sulle procedure sanitarie da assicurare II diritto di vivere Suicidio rapido in Toscana:
«Ai cappellani negli ospedali, alle religiose, ai religiosi e ai volontari che operano negli hospice e in tutti quei luoghi dove ogni giorno ci si confronta con la malattia, il dolore e la morte dico di non arrendersi e di continuare a essere portatori di speranza, di vita. Nonostante tutto. Sancire con una legge regionale il diritto alla morte non è un traguardo, ma una sconfitta per tutti». L’ha detto il cardinale Paolo Augusto Lojudice, presidente della Conferenza episcopale toscana, subito dopo l’approvazione della legge che da ieri sera fa della Toscana la prima regione italiana con una norma che regolamenta l’accesso al suicidio assistito e l’iter per morire. Un primato rivendicato dal governatore Eugenio Giani, che parla di «un salto di civiltà che la Regione compie per prima rispetto al Parlamento e ad altre regioni». Ma la dubbia competenza locale rispetto alle Camere espone al ricorso del Governo davanti alla Corte costituzionale per il discusso provvedimento, che introduce tempi certi (47 giorni) e gratuità per la morte intesa come «prestazione sanitaria».
Fine vita, la Toscana va in fuga
Approvata in Consiglio ragionale con i voti del centro sinistra la legge che per la prima t a introduce in Italia il suicidio assito Definiti tempi e procedure per morire con l’aiuto del Servizio sanitario. Il canale Lojudice: non un traguar>!lo ma una samffra LA DECISIONE Un ordine del giorno sulle cure palliative e gli emendamenti che spostano l’asse sulle procedure spianano la strada alla contestata norma. Inevitabile il ricorso del Governo alla Corte costituzionale RICCARDO BICI Firenze rendiamo atto della p scelta fatta dal Consiglio regionale della Toscana, ma questo non limiterà la nostra azione a favore della vita, sempre e comunque. Ai cappellani negli ospedali, alle religiose, ai religiosi e ai volontari che operano negli hospice e in tutti quei luoghi dove ogni giorno ci si confronta con la malattia, il dolore e la morte dico di non arrendersi e di continuare a essere portatori di speranza, di vita Nonostante tutto. Sancire con una legge regionale il diritto alla morte non è un traguardo, ma una sconfitta per tutti». Questa la dichiarazione del cardinale Paolo Augusto Lojudice, presidente della Conferenza episcopale toscana, subito dopo l’approvazione della legge regionale sul suicidio assistito. Da ieri la Toscana è dunque la prima regione italiana con una legge che regolamenta l’accesso al suicidio assistito. Un primato richiamato con orgoglio dal presidente della Regione Eugenio Giani, che definisce la legge «un salto di civiltà che la Regione compie per prima rispetto al Parlamento e ad altre regioni». Le due giornate di dibattito e votazioni nell’aula del Consiglio regionale hanno fatto emergere la volontà della maggioranza formata da Pd, Italia Viva e M5s di portare a casa una legge che inevitabilmente ha suscitato reazioni contrastanti. Dopo la bocciatura del tentativo di rinviare la materia al Parlamento, sono stati respinti anche tutti gli emendamenti proposti da Marco Stella (Forza Italia) e da altri consiglieri d’opposizione. Approvati invece gli emendamenti già discussi in Commissione sanità, che hanno modificato in maniera profonda la proposta di legge avanzata dall’Associazione Coscioni, in lbscana come in altre regioni. Modifiche che hanno riguardato anche il titolo stesso della legge, che adesso non fa più riferimento al suicidio assistito ma parla di «modalità organizzative» per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale. Sostanzialmente compatto il Pd, con Lucia De Robertis che – come annunciato – è stata l’unica a non partecipare al voto. Altri consiglieri di area cattolica – Marco Martini, Andrea Pieroni, Cristiano Benucci -hanno motivato il loro voto favorevole in virtù dei cambiamenti apportati al testo rispetto alla proposta di legge originaria Approvata anche una richiesta (emendamento Benucci) di inserire, quando richiesta, l’assistenza spirituale tra le attenzioni da assicurare a chi richiede il suicidio assistito, accanto a quella sanitaria e psicologica. Stefano Scaramelli (Iv) ha invece confermato il consenso alla legge dopo aver presentato un ordine del giorno, approvato dalla maggioranza, sull’implementazione di hospice e cure palliative. Proprio la proposta di percorsi di cure palliative è stato uno dei temi ricorrenti del dibattito. Ed è il tema su cui pone la sua attenzione Guido Miccinesi, medico che si occupa di cure palliative, bioetica e psicologia oncologica, oltre che diacono e incaricato di Pastorale sanitaria della Conferenza episcopale toscana: «L’eutanasiae il suicidio medicalmente assistito non sono atti medici: non curano. Trattano in modo onnipotente la sofferenza cancellandone il portatore». Le cure palliative invece «sono buona medicina, la risposta giusta perla medicina alla sofferenza da malattia quando questa diventa inguaribile». L’esperienza di altri Paesi dice che le cure palliative non annientano le richieste di suicidio assistito ma possono calmierare la spinta, «sventando o facendo rientrare le richieste di morte dovute a cattivo trattamento del dolore, dei sintomi, della solitudine o dell’angoscia di morte». Acceso il confronto nella politica nazionale: per Alfredo Bazoli (Pd), promotore al Senato di una proposta di legge, «la scelta della *** Toscana è comprensibile e anche legittima alla luce dell’incertezza normativa che regna in Italia». Gli replica Maurizio Gasparri (Fi) che parla di «grave forzatura» e di «legge puramente ideologica»: «Lo Stato ha il dovere di offrire tutto il supporto e l’aiuto necessari a chi soffre. Si tratta di tutelare la vita». E mentre Marco Furfaro, responsabile Welfare Pd, parla di «un bel giorno per i diritti» Maddalena Morgante (Dipartimento Famiglia di Fdi) ricorda che «l’unico diritto è quello di essere curati». Quel che potrebbe accadere adesso lo anticipa Paolo Marcheschi (Fdi): «E un impianto normativo che nasce morto, senza alcuna possibilità di non essere impugnato» dal Governo davanti alla Corte costituzionale. Due concomitanze (casuali ma significative) vale la pena sottolineare. La prima è l’approvazione di una legge che trasferisce fondi dal sostegno alla dis abilità per destinarli al suicidio assistito, proprio nel giorno che la Chiesa dedica alla Giornata del malato, 11 febbraio. L’altra coincidenza è che la leader del Pd Elly Schlein sarà a Firenze sabato per un incontro di partito sulla legge per l’assistenza medica ai senza dimora Titolo dell’incontro: «Avrò cura di te». Parole che dopo il voto di ieri suonano come un’amara beffa.
LE ASSOCIAZIONI « Schiaffo ai malati che chiedono altro La Regione ha tradito il suo umanesimo» f sconfitta per tutti, un ceffone sonoro ai malati e alle loro famiglie che di tutto hanno bisogno fuorché di una legge che predispone la strada per l’auto somministrazione della morte con il sostegno e l’approvazione della comunità». E amaro il commento di Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano e fiorentina doc, che parla di «vergogna» e di «pessimo approdo per Firenze e la Toscana le cui bellezze si opacizzano di fronte a una legge che con prepotenza, forzando limiti e competenze, oltre a violare i veri diritti dei malati, rinnega l’umanesimo di cui per secoli Firenze è stata culla. E dire che il Granducato di Toscana è stato il primo ad abolire la pena di morte». Secondo Domenico Menorello, portavoce del network associativo cattolico “Ditelo sui tetti”, «senza alcuna competenza, è stata imposta alla società toscana (e non solo) una legge che verrà certamente bocciata dalla Consulta Una Regione che nemmeno garantisce a tutti adeguate cure palliative si rifugia nel tunnel ideologico di un iper-individualismo indicato per legge, secondo cui la vita debole non ha valore, perciò, lasciando spazio al concreto pericolo che il servizio sanitario regionale non protegga i più fragili». Menorello parla di «fatto molto grave, palesemente incostituzionale e strumentale, se solo si pensa che la stessa Toscana aveva impugnato avanti alla Corte costituzionale l’autonomia differenziata ma ora inaugura il federalismo della cura, dello scarto e della morte». Una legge «barbara e disumana, perché spingerà alla “morte di Stato” migliaia di malati, fragili, anziani, persone sole ed emarginate che si sentiranno un “peso” per i familiari e la società»: è il giudizio del presidente di Pro Vita e Famiglia Toni Brandi secondo il quale la nonna «è anche palesemente incostituzionale». In gioco però c’è «soprattutto la tutela delle vite più fragili, che dovrebbero essere difese, curate e accompagnate nella fase finale con vicinanza, cura e compassione tramite un’applicazione effettiva delle cure palliative previste dalla legge 38/2020». «Con oggi – commenta Emmanuele Di Leo, presidente di Steadfast, ong umanitaria impegnata nella difesa della vita umana più fragile – si apre a una deriva disumanizzante, che rende la vita una merce a disposizione del legislatore. La Regione Toscana compie un atto gravissimo, legiferando senza averne competenza. Siamo fermamente convinti che spetti al Parlamento semmai legiferare rendendo giustizia a coloro che soffrono attraverso un vero sostegno che passi per assistenza garantita, domiciliare e non, e cure palliative di facile accesso come più volte ribadito dal Comitato nazionale per Bioetica. Nessuno deve sentirsi “obbligato” dalla malattia o dalle circostanze a scegliere la morte come soluzione. L’unico diritto che si deve preservare è quello di vivere, fino all’ultimo respiro, con la giusta dignità».
COSA DICE IL PROWEDIMENTO Un mese e mezzo di tempo dalla richiesta del paziente al farmaco per morire La prestazione è gratuita MARCELLO PALMIERI Un preambolo che va oltre la Corte costituzionale. E sei articoli che disciplinano minuziosamente l’iter per la morte a richiesta. Ecco la legge regionale toscana sul fine vita: un testo dalla dubbia liceità costituzionale, disciplinando una materia espressamente riservata al Parlamento, e articolato non nelle forma di una vera e propria legge bensì a mo’ di regolamento attuativo di una (a oggi inesistente) norma nazionale sul tema. il maggior equivoco del preambolo è al numero 7, quando il suicidio assistito viene definito un «diritto sancito a livello nazionale». Eppure, il contesto e i limiti della sentenza 242/2019 della Consulta non avrebbero dovuto portare a tanto. Innanzitutto per il fatto che la Corte era stata chiamata a valutare la conformità costituzionale di una norma (l’articolo 580 del Codice penale) che puniva senza alcuna eccezione l’aiuto nel suicidio e non certo a creare una legge che riconoscesse questo diritto, posto che è la Corte stessa a sollecitare il Parlamento perché legiferi sul tema Ed ecco l’equivoco: un conto è affermare (come effettivamente avvenuto) che l’articolo 580 del Codice penale è illegittimo nella parte in cui non prevede un’eccezione in determinate, stringenti circostanze; un altro, secondo la corrente di pensiero fatta propria anche dalla Toscana, ritenere che la Consulta abbia creato un diritto del cittadino a ottenere – sia pure in quelle stesse circostanze – la morte a richiesta In concreto: gli effetti della Consulta possono mandare assolto il medico che per sua scelta aiuta un paziente terminale a morire ma non fondano il diritto di quella persona a ottenere un sanitario che lo aiuti a farla finita. Da questa manipolazione della pronuncia costituzionale si declina la disciplina toscana Una disciplina dai tempi serratissimi, inusuali per il Sistema sanitario italiano, che spesso condanna chi vuole curarsi all’interno di esso a mesi se non anni di attesa. Così, dopo aver statuito che «il diritto all’erogazione dei trattamenti disciplinati dalla presente legge è individuale e inviolabile e non può essere limitato, condizionato o assoggettato ad altre forme di controllo al di fuori di quanto ivi previsto», il testo impone che entro 15 giorni sia costituita la commissione di verifica dei requisiti per accedere al suicidio. Una volta sollecitato da un paziente, questo organismo si deve riunire entro 4 giorni, e l’emissione del parere è soggetta al termine di 20 giorni. Entro altri 8 giorni la relazione deve essere inviata al Comitato etico, il quale ha poi 5 giorni per confermare o meno l’analisi della precedente commissione. Non possono poi trascorrere più di 3 giorni tra il responso del Comitato etico e la comunicazione al paziente – a cura dell’Azienda sanitaria – circa l’autorizzazione o meno a morire. In caso positivo, l’atto letale deve avvenire non oltre il settimo giorno. Insomma, tra la prima richiesta del paziente e l’iniezione letale trascorre un mese e mezzo. A spese dell’ente pubblico, perché questo «percorso terapeutico-assistenziale» (sono parole della legge) è gratuito per i richiedenti. All’articolo, 4 quinto comma, si legge che «in ogni caso, le strutture sanitarie pubbliche della Regione conformano i procedimenti disciplinati dalla presente legge alla disciplina statale». Ma questa disciplina statale, a oggi, non esiste.
Avvenire di mercoledì 12 febbraio 2025, pagina 5
Scaramelli «Verrò a vedere quella statua e non sarò solo»
Tirreno Lucca-Viareggio-Massa-Carrara di venerdì 7 febbraio 2025, pagina 23
Fine vita, Scaramelli dal cardinale «Prendiamo un po’ di tempo per un confronto più profondo»
Siena, Scaramelli dal cardinale «Prendiamo un po’ di tempo per un confronto più profondo» Fine vita, ipotesi rinvio «Ora spazio al confronto» II vicepresidente del Consiglio regionale Scaramelli ieri dal cardinale Lojudice «Pronto a votare con il Sì al mio ordine del giorno. Ma è giusto dialogare»
LA LETTURA «Non ritengo ci sia pericolo di incostituzionalità Ma è giusto ascoltare le proposte dei vescovi toscani» di Orlando Pacchiani
SIENA Ieri pomeriggio ha incontrato il cardinale Augusto Paolo Lojudice, «per un confronto personale ma anche come rappresentante istituzionale chiamato a prendere una decisione importante». Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale dove è capogruppo di Italia Viva, parla del dialogo con il presidente della Conferenza episcopale toscane che ha avuto al centro la legge sul fine vita. Oggi la conferenza dei capigruppo dovrebbe metterla in calendario per il consiglio regionale di lunedì 10. «Ho registrato la richiesta del cardinale di non affrettare i tempi, ma di prendersi qualche giorno per un confronto», dice Scaramelli. Possibile che a questo punto le posizioni cambino? «Una riflessione potrà aiutare anchese le posizioni non muteranno. Credo che sia possibile ipotizzare lo slittamento di una settimana». Lei cosa farà? Voterà a favore oppure no? «La legge è molto migliorata ed è un testo ben fatto, però ha bisogno di un’anima». Tradotto? «Proporrò un ordine del giorno vincolante che ponga al centro l’attenzione alle cure palliative, aumenti le risorse per lenire il dolore dei malati gravi, incrementi gli hospice, incentivi le risorse per cure domiciliari e le commissioni scientifiche e bioetiche per certificare le malattie incurabili». E con il sì all’ordine del giorno voterà la legge? «Con le condizioni poste nell’atto, la mia volontà è di sostenere la legge. Credo che, attraverso uno strumento come l’ordine del giorno, sia possibile compiere un passo avanti nella discussione toscana». Lei non teme rischi di incostituzionalità? «Le Regioni hanno competenza esclusiva sui processi organizzativi della sanità. E noi in fondo applichiamo la richiesta di legiferare in materia della Corte costituzionale stessa…». Che però era rivolta al Parlamento, non alle Regioni. «Forse questa discussione servirà a dare una svegliata a chi deve decidere allora». Si torna alla «legge simbolo» descritta dai vescovi toscani. «Non credo sia cosi, è una legge che dà più garanzie a un processo che già di fatto avviene senza tutele per i cittadini».
La Nazione Siena di giovedì 6 febbraio 2025, pagina 5
Si alla Toscana Diffusa. Il rilancio dei borghi ora è diventato legge
Si alla Toscana Diffusa 11 rilancio dei borghi ora è diventato legge II governatore soddisfatto: «Dobbiamo invogliare le famiglie ad abitarli» Polemiche le opposizioni che bollano l’iniziativa come «spot elettorale» Fdi: «Dichiarazione d’intenti che non ha una ricaduta effettiva sui territori» di Lisa Ciardi FIRENZE La «Toscana diffusa» è legge. È stata infatti approvata ieri, a maggioranza, dal Consiglio regionale (21 sì di Pd ed Italia Viva, 5 nodi Fdi, Lega e Gruppo misto e 2 astenuti del M5s) la norma per sostenere aree interne, periferiche e montane. Ribattezzata «legge Giani», è stata fortemente voluta dal governatore e accolta, per contro, dalle critiche dell’opposizione, che l’hanno bollata come una manovra elettorale. Di certo il provvedimento porta ossigeno a una miriade di piccoli centri (circa due terzi dei Comuni toscani) e nel 2025 permetterà di distribuire risorse aggiuntive per 2,3 milioni di euro: 750mi1a euro a sostegno degli affitti, 750mi1a per gli acquisti di abitazioni; 500mi1a per i negozi di vicinato; 300mi1a per il sostegno allo sviluppo economico del settore agroalimentare. «Sono contento dell’approvazione della legge – ha detto ieri il governatore – che è molto operativa e dedicata a supportare quei Comuni che vivono la loro dimensione di presidio e non vengono considerati come dovrebbero. Vogliamo invertire la tendenza: dobbiamo valorizzare tutto quello che stimola le famiglie a stare in questi borghi». Di «nuovo passo per costruire una Toscana più equa» ha parlato il segretario del Pd toscano, Emiliano Fossi, ma soddisfazione è stata espressa anche da Italia Viva. «Con questa norma realizziamo uno dei punti del nostro programma del 2020 – ha dichiarato Stefano Scaramelli (Iv) -. Sarà possibile, fra l’altro, utilizzare fondi per la locazione o l’acquisto di immobili per medici di base e pediatri nei piccoli paesi». Di parere opposto il Movimento 5 Stelle. «Tutto cib che è dentro quella legge doveva essere già fatto – ha detto la capogruppo Irene Galletti, mettendo un’ulteriore pietra tombale sulle ipotesi di campo largo -. Non sappiamo bene cosa questo contenitore voglia portare avanti: probabilmente anche la campagna elettorale per il 2025. La maggioranza andrà in giro per la Toscana a parlare di quello che vorrà fare, salvo giustificare perché non lo ha fatto in questi cinque anni».
Per il Carroccio, Marco Landi ha parlato di «un manifesto elettorale che mette nelle mani del presidente Giani, che è anche assessore al Bilancio, la possibilità di dare finanziamenti in maniera autonoma». «Purtroppo le aree periferiche, interne o montane sono le stesse che soffrono, da anni, a livello di assistenza sanitaria» hanno proseguito, sempre per la Lega, i consiglieri Elena Meini e Giovanni Galli, mentre Marco Casucci ha espresso il «timore che la legge sia più uno spot elettorale». Il presidente di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, ha evidenziato il «contributo costruttivo dato dalle opposizioni» attraverso vari emendamenti. Di «dichiarazione di intenti, che non ha una ricaduta effettiva sui territori» ha parlato Diego Petrucci (Fdl), mentre Alessandro Capecchi ha sottolineato «la difficoltà di far sentire la voce dei piccoli Comuni in Consiglio. Fra i provvedimenti previsti dalla legge anche il contrasto all’abbandono di terreni e immobili, pubblici e privati; l’implementazione della banca della terra e la costituzione dell’Osservatorio della Toscana Diffusa».
La Nazione di giovedì 30 gennaio 2025, pagina 18
Il Monte è tornato a fare il Monte
Stefano Scaramelli, Italia Viva: “Il Monte è tornato a fare il Monte. Questo è un auspicio, visto il suo recente passato e la sua gloriosa storia. Da rappresentante istituzionale del territorio senese non posso che esprimere apprezzamento per la proposta di crescita. Un’operazione che, se andrà in porto, consoliderà Mps a livello nazionale come player bancario e finanziario, in grado di essere autonoma e forte anche in un contesto internazionale in costante cambiamento.
La Nazione Siena di domenica 26 gennaio, pagina 3
Il Monte è tornato a fare il Monte. Degno della sua gloriosa storia
di Stefano Scaramelli Vicepresidente del consiglio regionale della Toscana
Il Monte è tornato a fare il Monte. Questo è un auspicio, visto il suo recente passato e la sua gloriosa storia. La forza e il coraggio mostrati negli anni in cui il suo salvataggio non era scontato stanno oggi portando i frutti attesi. È doveroso ricordare come per primo, non senza critiche, proposi ai vecchi azionisti, in primis la Fondazione Mps, di aderire all’ultimo aumento di capitale. In passato, situazioni similari alle quali mi ero opposto, ma senza essere ascoltato, ne avevano determinato l’indebolimento. Questo ultimo passaggio ha consolidato il patrimonio, consentito l’ingresso di nuovi soci nella compagine societaria e permesso al governo di ridurre nel tempo la propria quota.
Se c’è un merito, va riconosciuto ai dipendenti, che non hanno mai mollato, dimostrando dedizione al lavoro e attaccamento all’azienda, guidati da un management che, negli ultimi anni, si è consolidato e ha reso la Banca solida e forte. La Banca si è progressivamente resa più “resistente” alle ingerenze politiche che, in passato, ne avevano causato crisi e ridimensionamento.
In qualità di rappresentante istituzionale del territorio senese, quale Vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, non posso che esprimere apprezzamento per la proposta di crescita avanzata in questi giorni. Un’operazione che, se andrà in porto, consoliderà Mps a livello nazionale come player bancario e finanziario, in grado di essere autonoma e forte anche in un contesto internazionale in costante cambiamento.
Dire che il Monte è tornato a fare il Monte non è retorica. Il Monte è emblema e simbolo della nostra città; la sua storia è legata a Siena e al nostro territorio da secoli. Compito di chi oggi gestisce la Banca è conservare questa tradizione, proiettandola nel futuro.
Corriere di Arezzo di domenica 26 gennaio, pagina 19
Si lavora al Comitato promotore per le Olimpiadi
Dopo il patto tra Toscana ed Emilia Romagna, ora occorre costruire il gruppo che progetti la candidatura
Si lavora al Comitato promotore per le olimpiadi
SIENA Dopo le dichiarazioni, i patti di alleanza e le strette di mano, Toscana ed Emilia Romagna iniziano a lavorare su progetti concreti. Tra questi c’è anche la candidatura all’organizzazione delle Olimpiadi del 2036. Uno dei primi passaggi è la costituzione di un Comitato promotore che dovrebbe lavorare all’eventuale progetto di candidatura.
Del gruppo dovrebbero far parte noti sportivi, ma anche noti personaggi di entrambe le regioni. Intanto esprime soddisfazione Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale: “Il primo atto di indirizzo porta la mia firma e ne sono orgoglioso. Il fatto che a lavorare al progetto siano due regioni, rende lo stesso ancora più credibile”.
Saranno coinvolti nel progetto rappresentanti del mondo sportivo e personaggi di spicco delle due regioni
Si lavora al Comitato promotore Toscana ed Emilia Romagna valutano di candidarsi insieme per ospitare le Olimpiadi del 2036
SIENA II cammino ormai è segnato. Il patto appena stipulato tra la Regione Toscana e la Regione Emilia Romagna prevede anche la realizzazione di un percorso comune per provare a fare quel che fino a oggi mai due territori regionali hanno nemmeno sognato: candidarsi all’organizzazione delle Olimpiadi estive. L’obiettivo è fissato per il 2036. E’ l’anno in cui le Olimpiadi potrebbero tenersi sull’asse Toscana – Emilia. Perché la candidatura che potrà essere presentata prevede la possibilità di organizzare dei Giochi che siano “diffusi”, vale a dire che diano la possibilità di organizzare gare, eventi e iniziative in ognuna provincia. Il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani ci crede. Fortemente. L’atto di indirizzo per la candidatura, che fu presentato dal vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli, è stato approvato. Ora il governatore ha compiuto uno step ulteriore e successivo: ha coinvolto l’Emilia Romagna. E per far capire che si lavorerà veramente per provare ad avvicinare questo sogno ha dichiarato: “Toscana ed Emilia Romagna sono regioni gemelle. Siamo l’Italia di mezzo e sono molto felice che il presidente Michele de Pascale abbia accettato il mio invito. Sul progetto delle Olimpiadi 2036 lavoreremo con serietà”. La firma della lettera d’intenti è un passaggio di non poco conto e permette di mettere nero su bianco quel che il presidente Giani aveva già affermato nei mesi scorsi. La Toscana vuole organizzare le Olimpiadi del 2036 e per farlo ha trovato un “alleato” nell’Emilia Romagna. Il dado è lanciato. Ora inizia il lavoro. Da Palazzo Strozzi Sacrati fanno sapere i prossimi passaggi: le parti si ritroveranno per pensare alla nascita del Comitato promotore. Ne faranno parte rappresentanti del mondo sportivo ed esponenti di spicco toscani ed emiliani. Al tempo stesso si spiega che le interlocuzioni sul tema sono già state avviate e dovranno intensificarsi nelle prossime settimane con il Coni da un lato e il Governo nazionale dall’altro. C’è bisogno di entrambi per poter pensare di avere qualche possibilità di essere scelti dal Cio. “Tutta l’ Italia dovrà sostenere il progetto di candidatura della Toscana e dell’Emilia Romagna – si dice a palazzo Strozzi Sacrati – E’ necessario il sostegno sia del Coni che del Governo”. Al momento hanno già espresso la volontà di candidarsi Nusantra (Indonesia), Istanbul (Turchia), Ahmedabad e Delhi (India) e Santiago (Cile). Forse prenderà parte alla corsa anche Berlino. Queste sono le attuali avversarie della Toscana e dell’Emilia Romagna, sempre che dalle parole si passi ai fatti e si inizi a lavorare per formalizzare la candidatura. “II primo atto di indirizzo sulla candidatura porta la mia firma – commenta Stefano Scaramelli – Provo molta soddisfazione per questo. L’Emilia Romagna adesso sostiene la nostra proposta, che dovrà svilupparsi con un protagonismo dei territori. Da soli si va poco lontano, il fatto che due Regioni lavoreranno su questo progetto lo rende certamente più credibile”.
Corriere di Siena di martedì 21 gennaio 2025, pagina 4
L’incognita MedioEtruria
Scaramelli: «Non si farà, meglio progetti concreti»
II vicepresidente del Consiglio regionale: «Subito il diretto Siena-Roma, la fermata dei Frecciarossa a Chiusi e il collegamento diretto con Arezzo»
SIENA Da tempo la Regione aveva optato per Rigutino, come ipotesi per la (futuribile) stazione dell’Alta Velocità MedioEtruria. La presenza del presidente Eugenio Giani e dell’assessore Stefano Baccelli alla seduta congiunta dei consigli comunale e provinciale di Arezzo ha ribadito la posizione. «E’ legittimo che un territorio rivendichi le proprie aspettative, ma non vedo niente di concreto in questa operazione», afferma Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale, capogruppo di Italia Viva.
Perché dice di non vedere nulla di concreto?
«Finché Salvini è ministro non se ne fa di niente. Se va bene se ne riparla tra dieci anni e il tema è sul tavolo dal 2014. Dubito che si realizzerà mai qualcosa».
In ogni caso, anche se fossero solo discorsi teorici, Siena è totalmente ai margini del dibattito, non crede?
«Siene deve rivendicare la propria centralità nei collegamenti infrastrutturali, ma non tanto nella battaglia sulla stazione MedioEtruria, quanto su tre cose che si possono fare in poco tempo e con risorse relative».
Di che si tratta?
«Attivare nel 2025 il collegamento direttore Siena-Roma. È un’iniziativa che porto avanti da tempo. C’è un impegno di Giani e Baccelli, mi aspetto che si possa procedere in tempi brevi».
La seconda?
«Tornare a fare almeno quattro fermate di Frecciarossa a Chiusi. Siena deve rivendicare quella stazione come il proprio snodo dell’Alta velocità».
L’ultima?
«Realizzare il collegamento diretto Siena-Arezzo, anche senza la famosa lunetta ma passando da Sinalunga. Non è possibile che due capoluoghi vicini e uniti da tante cose, dall’Azienda sanitaria all’Università, non abbiano un treno diretto».
Sul primo e secondo punto in teoria si sta lavorando, il terzo perché non si fa?
«Bisogna dialogare con i gestori. Se non ci sta Trenitalia, si può parlare con Lfi. Ma sarebbe un passo avanti per questa parte della Toscana, senza stare ad aspettare anni per investimenti copiosi e soprattutto incerti».
Ma a Siena cosa manca su questo fronte?
«Posto che certe partite non sono né di destra né di sinistra, a me sembra che il capoluogo non svolga il suo ruolo e sia assente nel dibattito sui trasporti. A breve lancerò una grande iniziativa pubblica su questi temi, appellandomi a istituzioni e forze economiche, vedremo chi è interessato».
Però il capoluogo sulla scelta di Creti si è speso ai massimi livelli istituzionali.
«E io ho sempre sostenuto che quella era una scelta fallimentare, un errore strategico che non avrebbe mai trovato una realizzazione. Andrà a finire cosi».
Però nel frattempo Siena si è frazionata, non crede sia stata una debolezza?
«Sono ancora convinto che l’area tra Montallese e Tre Berte sia la migliore. Ma siccome MedioEtruria dubito che sarà mai fatta, meglio concentrarsi intanto nella realizzazione di quelle cose che costano poco e possono portare grandi benefìci».
di Orlando Pacchiani, La Nazione Siena 19 gennaio 2025, pag 1 – 2
Garantire la diffusione della vera informazione
di Stefano Scaramelli Vicepresidente del consiglio regionale della Toscana
La chiusura costante delle edicole mette in gioco non solo l’esistenza delle stesse, ma anche l’effettiva libertà di stampa e con essa il diritto del cittadino di acquisire liberamente informazioni. A mio avviso ritengo sia arrivato il momento in cui lo Stato, per il tramite delle istituzioni tutte, Governo, Regioni e amministrazioni comunali debba farsi carico economicamente del sostegno, della permanenza delle edicole quale servizio pubblica La loro esistenza è alla base dell’indipendenza e della libertà dell’informazione. Serve garantire la produzione e diffusione delle informazioni vere, delle notizie certe e verificate espressione della deontologia professionale dei giornalisti. La concentrazione delle notizie o pseudo tali nelle mani di pochi grandi magnati mondiali che controllano i social network, la produzione costante di fake news nelle piattaforme digitali, e l’avvento dell’intelligenza artificiale se non governate mettono in serio pericolo la libertà di stampa e la libertà del cittadino di scegliere come informarsi. La carta stampata, le testate giornalistiche, sono il prodotto dei giornalisti, di professionisti che in ogni articolo rispondono a quell’insieme di regole etiche che disciplinano l’esercizio della professione. Un valore unico di libertà che anche oggi, nella visita istituzionale all’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea ho potuto constatare. La storia raccontata dai giornali. I giornali magari non fanno la storia ma la raccontano lasciando traccia. Serve che continuino a esistere. I giornali esistono se le edicole rimangono attive all’interno del tessuto urbano delle nostre città. Cartacei, come sempre sono stati, magari anche conservabili su un server, ma sfogliabili.
Corriere di Siena di venerdì 10 gennaio 2025, pagina 1 e 6
Intervista al vicepresidente del consiglio regionale Scaramelli: “I giovani devono convincersi che qui c’è un futuro”
In Valdichiana si può vivere bene
CHIUSI “Per la Valdichiana questo è certamente un riconoscimento importante. Questo titolo deve essere utile per far capire che in questo territorio c’è una storia, ci può essere un’alta qualità della vita e quindi i giovani possono rimanere a vivere qui”. Stefano Scaramelli, attuale vicepresidente del consiglio regionale della Toscana nonché ex sindaco di Chiusi, è molto contento del riconoscimento della Valdichiana senese a capitale toscana della cultura per il 2025. “La Regione – dice – ha stanziato 300 mila euro per dare vita a iniziative di tipo culturale. E’ importante che vengano riconosciuti i valori identitari del territorio”.
– Stefano Scaramelli, quale deve essere l’obiettivo per la Valdichiana capitale toscana della cultura?
L’obiettivo deve essere quello di una consapevolezza diffusa, e al tempo stesso quello di una sempre maggiore promozione verso l’esterno. In Valdichiana si può vivere bene, devono esserne convinti anche i giovani che possono immaginare qui il loro futuro.
– C’è il rischio, come avviene anche in altre realtà, che molti giovani lascino il luogo dove sono nati per andare a vivere in altri territori?
Il rischio c’è. Questo riconoscimento è una consapevolezza del valore di queste comunità. Qui si può vivere bene, e si potrebbe vivere ancora meglio con forme di incentivazione di vario tipo, con collegamenti migliori, con agevolazioni. In Regione stiamo pensando a tutto ciò e daremo vita a nuove norme con la legge sulla Toscana diffusa per aiutare i cittadini ad acquistare abitazioni, ad aprire attività commerciali e sostenere quelle esistenti, per favorire la mobilità. Due terzi della popolazione toscana vive in aree rurali, tutte queste persone devono avere le stesse possibilità che si hanno nelle città anche in termini di formazione e di lavoro, e pure con l’utilizzo delle nuove tecnologie.
– Che momento sta vivendo la Valdichiana?
Il momento attuale non è semplice. Questo riconoscimento può ridare slancio al territorio. Ci sono elementi positivi come ad esempio l’agricoltura di qualità e un turismo che fa registrare buoni numeri, ma a livello produttivo si fatica. Molto positivo è il lavoro che la nuova amministrazione comunale sta facendo a Chianciano Terme, dove è in atto un percorso di rigenerazione urbana. Per Chianciano la Regione Toscana ha stanziato risorse decisamente importanti con l’obiettivo di attenuare delle difficoltà che ormai sono ventennali. L’offerta va qualificata, servono meno hotel ma di maggiore qualità.
– Intanto a Sinalunga è acceso il dibattito sull’ipotesi del polo logistico a Bettolle.
A mio avviso questa è un’idea da archiviare. Quello non è il luogo giusto per pensare a un polo logistico, dato che è lontano da snodi e collegamenti rilevanti. Il polo logistico può essere fatto altrove, ad esempio al confine con l’Umbria. A Bettolle non sarebbe funzionale.
Corriere di Siena di domenica 5 gennaio 2025, pagina 1-10
Le aree di sosta per i camper a favore del turismo en plein air
Le aree di sosta per i camper a favore del turismo en plein air Le aree di sosta per i camper a favore del turismo en plein air Novità in merito alle aree sosta camper nel nuovo Testo unico regionale del turismo. A parlarne, Stefano Scaramelli, consigliere regionale…
Novità in merito alle aree sosta camper nel nuovo Testo unico regionale del turismo. A parlarne, Stefano Scaramelli, consigliere regionale di Italia Viva, fra i promotori.
1 Perché è importante promuovere il turismo en plein air in Toscana?”Ritengo molto positiva l’intuizione di disciplinare le aree di sosta per renderle strutture ricettive e non semplici aree di parcheggio, ma anche per alleggerire i vincoli normativi e favorire che ne nascano di nuove con maggiore facilità”.
2 Come sarà possibile realizzare un’area di sosta camper?”La competenza previsionale spetta ai Comuni. Potranno farlo loro stessi oppure i privati con vincoli molto semplificati rispetto ai campeggi. Finora, infatti, sono nate poche aree di sosta per il turismo en plein air in Toscana, proprio perché i vincoli erano eccessivamente stringenti”.
3 Quando si potranno realizzare?”La legge, votata nell’ultimo Consiglio regionale, entrerà in vigore a fine anno, massimo nei primi giorni del 2025. Appena verrà ratificato il regolamento attuativo sarà efficace. Un bel risultato per una regione in cui la produzione di camper vede distretti industriali di livello europeo”.
LA NAZIONE di domenica 22 dicembre 2024, pagina 1
Renzi: «Ho vissuto 5 anni come se fossi appestato»
Il segretario di Italia Viva ha commentato l’assoluzione con gli altri 10 imputati nel processo sulla Fondazione Open
FIRENZE Tutti proscioltigli undici imputati e le 4 società nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Open. È questa la decisione del gup del tribunale di Firenze Sara Farini. L’inchiesta riguardava presunte irregolarità nei finanziamenti a Open, la fondazione attiva tra 112012 e 112018 per sostenere finanziariamente l’ascesa e l’attività politica di Matteo Renzi, prima come sindaco di Firenze e poi come segretario del Pd. Tra gli imputati figuravano l’ex premier Matteo Renzi, l’ex ministra Maria Elena Boschi, l’ex deputato ed ex ministro Luca Lotti, l’ex presidente della Fondazione Open Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai. A tutti veniva contestato il reato di finanziamento illecito ai partiti, dal momento che la procura riteneva che la Fondazione Open fosse un’articolazione di partito riconducibile e funzionale all’ascesa politica di Renzi. A Lotti venivano contestati anche due episodi di corruzione per l’esercizio della funzione. «Ho quasi cinquant’anni. Gli ultimi cinque li ho vissuti da “appestato” per l’incredibile inchiesta Open — ha scritto Matteo Renzi sul suo profilo Facebook subito dopo la sentenza—Uno scandalo assoluto per tutti quelli che avevano letto le carte, ma nonostante questo sono stato politicamente massacrato da tanti, a cominciare da Fratelli d’Italia e dai Cinque Stelle». «La verità è lenta, ma la giustizia giusta esiste. Il caso Open è chiuso. Non ho mai avuto dubbi sulla sua innocenza e quella degli amici coinvolti nel processo Open». A dirlo è stato Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in Consiglio regionale della Toscana. Reazioni anche da Forza Italia «La vicenda del proscioglimento del senatore Matteo Renzi e altri dieci imputati toma ancora una volta a porre il tema del rapporto tra una parte della politica con una parte della magistratura, e richiama l’urgenza di una riforma della giustizia — così il segretario regionale di Forza Italia Toscana, Marco Stella—Noi da sempre siamo garantisti. Il presidente Berlusconi ha subito decine di atti giudiziari che lo hanno visto poi assolto. II tema della gi u s ti zia giusta è prioritario».
Il Tirreno, 20 dicembre 2024, pag. 3
Scaramelli: “Mai avuto dubbi sull’innocenza di Renzi”
SIENA “La verità è lenta, mala giustizia esiste. Il caso Open è chiuso. Matteo Renzi prosciolto. Non ho mai avuto dubbi sulla sua innocenza”. A dirlo Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale.
Corriere di Siena, 20 dicembre 2024, pag. 19
I Dem in vista delle prossime elezioni dovranno rivedere il piano che rischia di squarciare l’area verde della Valdichiana
Bettolle e il polo logistico
II no di Renzi gela il Pd
La chiusura del vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Scaramelli di Iv: «Progetto irrazionale»
CHRISTIAN CAMPIGLI ••• Un altolà chiaro, netto, perentorio. Un invito a fermarsi, per ripensare un progetto folle, che rischia di devastare un’area tra le più autentiche della toscana. Una presa di posizione della quale il Pd, in vista delle prossime elezioni regionali, dovrà tenere conto. L’idea di realizzare un polo logistico a Bettolle è irrazionale. Fuori dalla logica ipotizzare un polo logistico privo della possibilità di scambio merci gomma-rotaia. Si tratta di un’ipotesi irrazionale che va contrastata perché – ha affermato il vice presidente del consiglio regionale della Toscana, il renziano Stefano Scaramelli – si fonda esclusivamente sulla base di una paventata speculazione edilizia realizzabile a discapito della qualità della vita degli abitanti di Bettolle e della Valdichiana tutta. La logistica esiste in prossimità di porti o stazioni ferroviarie, solo così è possibile connettere più vettori e, nel contempo, creare valore aggiunto e opportunità di lavoro. L’hub naturale della Valdichiana vocato a destinazione logistica è l’area già esistente alle spalle della stazione ferroviaria di Chiusi. Un’area che ancora ha un potenziale di sviluppo da esprimere». Si tratta di un progetto spiegato, nei minimi dettagli, dal nostro quotidiano nelle scorse settimane. Un’idea grottesca, che rischierebbe di squarciare un’area rurale tra le più autentiche in Toscana. Un angolo di serenità, all’interno del quale i residenti vivono ancora a ritmi compassati, godendosi l’aria buona, poco inquinata (soprattutto se paragonata a quella delle grandi metropoli), in perfetto equilibrio tra modernità e tradizione, tra natura e tecnologia. Un piccolo eden, che un comitato di cittadini vuol difendere da bislacchi deliri di cementificazione forzata targata Pd. Entro fine anno potrebbe giungere l’approvazione da parte dell’unione dei comuni della Valdichiana per destinare, ad uso logistico produttivo, un’enorme area di circa 50 ettari. Ma non basta: vi è la previsione che saranno ben 13 gli ettari di edificato, nei terreni agricoli prossimi al casello autostradale Valdichiana a Bettolle, nel comune di Sinalunga. «Nell’immediato futuro andrebbe valorizzata la realtà della Valdichiana, dove la tradizione agricola, unita alla vocazione turistica e culturale, coniuga qualità della vita e nuove forme di residenzialità turistica – ha aggiunto l’esponente di Italia Viva – Basti pensare alle Leopoldine, alla Chianina, al connubio con vino e prodotti di qualità per fare del turismo un traino economico che poggia su forti tradizioni. L’area del casello autostradale Al e la relativa vicinanza dell’outlet hanno già condizionato, e non poco, la vivibilità di questo territorio che ha raggiunto a fatica l’equilibrio tra sviluppo e tutela del paesaggio». Stefano Scaramelli si è infine dichiarato possibilista sulla costruzione della nuova strada di collegamento, la S.S. 327, in quanto «l’investimento potrebbe comunque migliorare la qualità della vita dei cittadini di Bettolle tanto che la Regione potrebbe essere disponibile a cofinanziare l’intervento viario». La vicenda del polo logistico è stata oggetto anche di un’interrogazione parlamentare (ancora in attesa di una risposta scritta) portata all’attenzione dei ministri di Cultura e Agricoltura dal deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Michelotti.
Tempo di giovedì 19 dicembre 2024, pagina 9
Scaramelli, vicepresidente del consiglio toscano, all’attacco
«No al polo logistico di Bettolle.
Una speculazione a danno di tutti»
FIRENZE «L’idea di realizzare un polo logistico a Bettolle è irrazionale. Fuori dalla logica ipotizzare un polo logistico privo della possibilità di scambio merci gommarotaia». A dirlo Stefano Scaramelli (nella foto), vicepresidente del consiglio regionale della Toscana e presidente del gruppo Italia Viva, sulla costruzione a Bettolle, nel comune di Sinalunga, di un polo logistico a ridosso del centro del paese. «E’ un’ipotesi irrazionale da contrastare perché – continua – si fonda sulla base di una paventata speculazione edilizia realizzabile a discapito della qualità della vita della Valdichiana tutta. La logistica esiste in prossimità di porti o stazioni, solo così è possibile connettere più vettori, e l’hub naturale della Valdichiana vocato a destinazione logistica è l’area già esistente alle spalle della stazione di Chiusi».
Nazione di giovedì 19 dicembre 2024, pagina 24
Polo logistico di Bettolle
Scaramelli: «Non ha senso, l’area ha altre vocazioni»
II vicepresidente del Consiglio regionale: «Non si può cedere alla speculazione edilizia Agricoltura, turismo e cultura sono le opportunità su cui puntare per la Valdichiana»
PROVINCIA «No, grazie. È irrazionale». II vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Scaramelli (Italia Viva) interviene su uno dei temi più caldi in Valdichiana, quello dell’eventuale costruzione di un polo logistico a Bettolle. «Fuori dalla logica ipotizzare un polo logistico privo della possibilità di scambio merci gomma-rotaia» ha aggiunto Scaramelli, parlando di un’ipotesi che «va contrastata perché si fonda esclusivamente sulla base di una paventata speculazione edilizia realizzabile a discapito della qualità della vita degli abitanti di Bettolle e della Valdichiana tutta». E ancora, «l’hub naturale della Valdichiana vocato a destinazione logistica è l’area già esistente alle spalle della stazione ferroviaria di Chiusi. Un’area che ancora ha un potenziale di sviluppo da esprimere». Sul futuro di Bettolle, per Scaramelli, «andrebbe valorizzata come realtà della Valdichiana dove la tradizione agricola, unita alla vocazione turistica e culturale, coniuga qualità della vita e nuove forme di residenzialità turistica. Basti pensare alle Leopoldine, alla Chianina, al connubio con vino e prodotti di qualità per fare del turismo un traino economico che poggia su forti tradizioni». Scaramelli si dichiara possibilista sulla costruzione della nuova strada di collegamento, la Ss 327, in quanto «l’investimento potrebbe comunque migliorare la qualità della vita dei cittadini di Bettolle» tanto che «la Regione potrebbe essere disponibile a cofinanziare l’intervento viario». Una posizione, quella di Scaramelli, che di fatto è vicina a quella del Comitato No Polo Logistico di Bettolle che da tempo sta combattendo la propria battaglia contro questa ipotesi. Una spaccatura si è creata, manifestata anche alle ultime elezioni comunali dove ha vinto il candidato sindaco del centrosinistra, Edo Zacchei, che però non ha trovato la maggioranza dei voti a Bettolle.
Nazione Siena di giovedì 19 dicembre 2024, pagina 25
Sinalunga II vicepresidente del Consiglio regionale: “Un progetto assurdo che deve essere bocciato”
Scaramelli boccia il polo logistico
“Il territorio di Bettolle va sfruttato per ben altre risorse, non per un progetto così irrazionale”
Sinalunga di Marco Decandia
“Polo logistico a Bettolle? Idea irrazionale”. Non usa mezze parole Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana (nonché presidente del gruppo di Italia Viva), nel bocciare drasticamente la prospettiva di costruire, su terreni storicamente agricoli nel comune di Sinalunga, una struttura di scambio merci vicino alle abitazioni. “E’ totalmente fuori da ogni logica – rincara la dose l’ex sindaco di Chiusi. – Come si fa a ipotizzare una cosa del genere, dove non c’è possibilità di far interagire i trasporti su gomma e rotaia? L’idea deve assolutamente essere contrastata perché si fonda esclusivamente sulla base di una speculazione edilizia che, se realizzata, andrebbe a discapito della qualità della vita non solo degli abitanti di Bettolle, ma di quelli di tutta la Valdichiana”. Scaramelli, a supporto di quanto sostiene, aggiunge: “La logistica deve esistere, ed è giusto che sia così, in prossimità di porti o stazioni ferroviarie, perché solo in presenza di simili soluzioni è possibile connettere più vettori e, nel contempo, creare valore aggiunto e opportunità di lavoro. L’hub naturale della Valdichiana, vocato a destinazione logistica, è l’area già esistente alle spalle dello scalo di Chiusi, che ha ancora un potenziale di sviluppo da esprimere”. Senza il polo logistico, pe Statale 327 “Quello sì che è un buon investimento Regione disponibile a cofinanziare” rò, quale futuro si prospetterebbe per Bettolle? “La zona va valorizzata come realtà del territorio dove la tradizione agricola, unita alla vocazione turistica e culturale, coniuga qualità della vita e nuove forme di residenzialità per chi viene in visita. Basti pensare alle Leopoldine, alla Chianina, al connubio con vino e prodotti di qualità per fare dei flussi provenienti da altri posti un traino economico che poggia su forti tradizioni. L’area del casello autostradale, e la relativa vicinanza dell’outlet, hanno già condizionato, e non poco, la vivibilità di questa porzione del Senese, che ha già faticato seriamente per raggiungere l’equilibrio tra sviluppo e tutela del paesaggio”. Diverso l’atteggiamento quando di spostano gli obiettivi della discussione sulla costruzione della Statale 327, la nuova strada di collegamento. Qui Scaramelli si dimostra possibilista perché “l’investimento potrebbe comunque migliorare la qualità della vita dei cittadini di Bettolle, tanto è vero che la Regione potrebbe essere disponibile a cofinanziare l’intervento viario”.
Corriere di Siena di giovedì 19 dicembre 2024, pagina 9
L’intervista II vicepresidente del consiglio regionale della Toscana tra trasporti e sanità. “Spero di incontrare presto la governatrice Proietti, insieme possiamo fare molte cose”
Le sfide di Scaramelli “Patto con l’Umbria sulle infrastrutture. Alla Asl dg capace”
di Giuseppe Silvestri
SIENA
Rilancia sull’alta velocità, mette in guardia sulla sanità, tira le orecchie al centrosinistra dei grandi comuni, lancia l’assist a Eugenio Giani per il bis, strizza un occhio all’Umbria. Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale, chianino doc e renziano di ferro, già sindaco di Chiusi e al secondo mandato in regione, come sempre non usa giri di parole. Dell’essere diretto del resto, nel bene e nel male, ne ha fatto un cavallo di battaglia della sua attività politica, ampiamente apprezzato dagli elettori che nel 2020 lo premiarono con 4.175 preferenze, tantissime nell’ambito di Italia Viva, al punto da arrivare al 6,83%, il miglior risultato del partito in un collegio regionale.
– Scaramelli, alla luce dell’elezione di Stefania Proietti alla presidenza dell’Umbria, pensa che cambieranno i rapporti tra le due dialogano regioni? Solitamente due amministrazioni dello stesso colore dialogano meglio.
E’ una vittoria importante anche per la Toscana. E’ determinante che due regioni vicine parlino la stessa lingua. Fondamentale. I rapporti non erano ottimi con la presidente Tesei e mi auguro che adesso migliorino nettamente. Abbiamo avuto difficoltà oggettive in passato, si pensi solo alla localizzazione dell’ipotetica nuova stazione del Centro Italia, divenuta impasse amministrativa. L’auspicio è che questo fronte nuovo che si è determinato, fondato su un centrosinistra con un modello risultato vincente, possa avere relazioni con le nostre forze politiche e allo stesso tempo avviare una collaborazione di carattere istituzionale. Non nascondo di avere grandi aspettative, mi auguro di incontrare quanto prima la presidente Proietti, perché essendo anch’io rappresentante di zone di confine, tra Arezzo, Siena, Grosseto e l’Umbria, auspico una forte collaborazione sui temi delle infrastrutture, della sanità di prossimità e soprattutto delle scelte strategiche per i territori centrali, che sono in evidente difficoltà rispetto alle grandi aree metropolitane.
– A proposito della stazione dell’Alta velocità, la sua posizione è nota. Con questo nuovo panorama politico, come pensa che possa essere giocata questa partita?
Con il risultato delle elezioni in Umbria, termina ufficialmente l’opzione Creti, che era irrazionale, illogica, diseconomica, fuori da un sistema di trasporti di connessione gomma a gomma, ferro a gomma, ferro a ferro e di interconnettività del centro Italia. Era una fola salviniana, una promessa che mai sarebbe stata realizzata, usata solo per fare campagna elettorale. Ora la Toscana può finalmente essere disponibile a ragionare con l’Umbria su uno scalo intermedio, nel frattempo lavoriamo per rafforzare quel di Arezzo e di Chiusi, considerando che entrambi servono anche all’Umbria. Faccio degli esempi. Un cittadino di Perugia ha un collegamento diretto verso il nord d’Italia. Se deve interconnettersi con altre linee lo può fare su Arezzo in direzione nord, su Chiusi in direzione sud. Pensando all’area del Trasimeno e a tutte le connessioni che ci possono essere, credo che siano scali ferroviari che possano servire ampi territori. Allo stesso tempo occorre collegare meglio Toscana e Umbria, non soltanto con la direttrice della superstrada ma anche, ad esempio, terminando la Pievaiola, quell’asse che potrebbe arrivare in Valdichiana e che si ferma a Tavernelle. Di questi temi ne ragioneremo insieme. E credo che se alcuni progetti diventassero interregionali, avrebbero maggiori possibilità di finanziamento.
– Altro argomento di grande attualità è la sanità. L’Asl Toscana Sud Est è in attesa del nuovo direttore generale. Quale è la situazione? Che aria si respira in regione, considerando che in provincia rimbalzano indiscrezioni e ipotesi diverse?
L’Asl è fondamentale. Comprende i territori delle province di Siena, Arezzo e Grosseto: si tratta di mezza Toscana. La nomina del nuovo dg è importantissima, delicatissima. Io non nascondo di avere inciso nelle ultime due nomine delle direzioni generali, quando ero presidente di commissione di sanità. Oggi sono capogruppo del mio partito (Italia Viva, ndr), parte della maggioranza. A mio avviso su questa sfida non occorrono posizioni partito, ma manager bravi, capaci. I direttori generali bravi sono quel che hanno competenze, esperienze, che conoscono il territorio e che hanno la capacità di entrare in empatia con le amministrazioni comunali, perché il territorio di questo ha bisogno. Si pensi alle case di comunità, alle fasi di pre ospedalizzazione e post ospedalizzazione, all’assistenza, alle diagnosi, alle liste d’attesa. Ripeto: servono manager che conoscano il territorio e abbiano le competenze per organizzare tutto ciò. C’è una lista di nomi papabili e su questi mi auguro che possa esserci un confronto con le forze politiche, con i sindaci del territorio, con le istituzioni. Penso si possa arrivare alla nomina entro fine anno, per mettere l’azienda sanitaria nelle condizioni di procedere dall’inizio 2025 con il nuovo management. Per ora a guidare l’azienda sarà l’attuale direttrice amministrativa Antonella Valeri, che sta portando avanti un aspetto non semplice: il bilancio da chiudere per il 2024 e il nuovo da aprire per l’anno prossimo”.
– Avevamo iniziato parlando di politica con la vittoria del centrosinistra in Umbria, chiudiamo con il rovescio della medaglia: se nelle regioni del centro Italia la vostra coalizione vince, nelle amministrazioni cittadine ancora accusa. Il centrodestra governa a Siena, Arezzo e Grosseto. Pd e alleati appaiono addormentati. Quale è la ricetta per svegliarli e renderli nuovamente competitivi?
E’ una considerazione giustissima. Noi abbiamo impegnato la migliore classe politica dei territori in ambito regionale. Non nascondo che le sconfitte del centrosinistra a Siena, Arezzo e Grosseto siano una ferita ancora aperta. In termini politici il nuovo centrosinistra deve guardare alla classe dirigente che è cresciuta in questi anni in regione e cercare di capire se una parte delle migliori espressioni che sono e merse, sia disponibile a tornare nei territori. Il nuovo centrosinistra può essere vincente anche ad Arezzo, Grosseto e Siena. In questi due anni occorrerebbe capire come il gruppo regionale possa collocarsi nelle città. Lo auspico e lavorerò in questa direzione, perché presentare candidati forti e autorevoli sui territori, dopo aver maturato anche un’esperienza regionale importante, può essere un valore aggiunto.
– All’orizzonte ci sono anche le elezioni regionali della Toscana, una partita non indifferente.
C’è chi la definisce una partita aperta. Io invece la considero una partita di consolidamento perché credo che il centrosinistra in ambito regionale abbia un vantaggio fondato sull’esperienza, sulla conoscenza, sulla capacità di amministrare la regione che di fatto è governata bene. Purtroppo noi toscani, vogliamo sempre far meglio, siamo un po’ litigiosi, però alla fine credo che non ci sia un livello di competitività vera. A sfidarci sarà il segretario regionale di Fratelli d’Italia e non credo possa vincere la partita contro un centrosinistra unito, chiamato comunque a elaborare non solo una squadra di governo, ma un’idea nuova. Non è un caso che siamo stati come consiglio regionale a Dubai a presentare la Toscana del 2050. Dobbiamo iniziare a programmare quella che pensiamo possa essere la Toscana del futuro. Non bastano i processi di conservazione, bisogna cambiare, innovare, migliorare, in termini qualitativi anche dal punto di vista infrastrutturale. Dobbiamo un po’ metterci in discussione. Mi auguro che possa essere fatto, a quel punto si tratterebbe solo di definire la fase programmatica ed entrare in sintonia con i cittadini. Terminata questa sessione di bilancio, entreremo già in campagna elettorale. Sarà lunghissima.
Corriere di Siena di giovedì 12 dicembre 2024, pagina 1,2,3
II vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli: dal Ponte della Valdorcia al Parco Fucoli
Pioggia di soldi dalla Regione per il territorio
SIENA Stefano Scaramelli (foto) vicepresidente del consiglio regionale, come valuta la situazione economica in Provincia di Siena?
«Situazione complessa. Come Regione Toscana non possiamo fare altro che sostenere le imprese del nostro territorio e favorire investimenti».
Nello specifico ci sono novità oltre le risorse già annunciate sul Ponte della Valdorcia?
«Lo stanziamento annunciato avrà una imputazione nel 2026 e nel 2027. 13 milioni di euro. Tante risorse. Importanti per risolvere un problema annoso che dura da anni in Valdorcia».
Si intravedono altre novità per il territorio senese?
«Votando il bilancio 2025 in discussione in questi giorni riusciremo a dare gamba allo stanziamento di 3 milioni e 900 mila euro per Chianciano Terme finalizzato a riqualificare il Parco Fucoli e non solo. Una promessa fatta alla fine dello scorso anno oggi mantenuta».
Cifre importanti. Non di poco conto. Il bilancio prevede altre risorse speciali per il nostro territorio?
«Lo scorso anno riuscimmo ad inserire risorse speciali, 400.000 euro, per Chiusi, lavori allo stadio comunale partiti proprio in questi giorni. Adesso arriveranno risorse speciali per Sinalunga, Sovicille e Abbadia San Salvatore».
Nello specifico di cosa si tratta?
«Per Sovicille della riqualificazione di via Mascagni a Rosia. Per Sinalunga lavori straordinari al Palazzo Petrorio. Per Abbadia le attese risorse per plesso scolastico».
La promessa di fare in Terra di Siena la Capitale della Cultura Toscana verrà mantenuta?
«Si. Ci sarà un finanziamento speciale di 300.000 per l’ Unione dei Comuni della Valdichiana Senese. Sarà un anno speciale per il nostro territorio».
Il Presidente Giani si mostra molto attento al territorio senese? Di chi il merito?
«Un bel lavoro di squadra. Mi sento di ringraziare di cuore il Presidente e di sostenere convintamente la sua azione di governo. È una fortuna per tutta la Toscana avere un Presidente come Eugenio Giani cosi attento alle istanze locali. Con questo Bilancio arriveranno 20 milioni di euro. Italia Viva sosterrà convintamente la manovra proposta dal Presidente Giani al Consiglio regionale della Toscana».
Nazione Siena di giovedì 12 dicembre 2024, pagina 2
“Uniti per dire no alla chiusura di Beko. Bene la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil unite a Siena contro la chiusura. Presente anche una delegazione di Italia Viva a sostegno dei lavoratori per ribadire la necessità di tutelare i posti di lavoro. Nel nostro territorio, e in Italia, sta aumentando la crisi occupazionale. Il Governo deve intervenire con misure concrete e capaci di reindustrializzare questo sito così come gli altri che sono in vertenza sindacale. Auspico che nella seduta di domani il Consiglio regionale della Toscana voti un atto unanime a sostegno dei lavoratori di Beko”.
A dirlo Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in Consiglio regionale, in merito alla manifestazione di Siena contro il piano industriale di Beko che presenta la chiusura dello stabilimento e il licenziamento delle 300 maestranze entro la fine del 2025.
Nazione Siena 26 novembre 2024, pagina 3
Scaramelli: “E’ il frutto di anni di impegno”
Corriere di Siena di martedì 26 novembre 2024, pagina 8
Ospedale di Nottola. Ampliato pronto soccorso «Più servizi ai cittadini»
Nazione Siena di martedì 26 novembre 2024, pagina 23
Il bivio elezioni regionali. Scaramelli: “Italia Viva-Pd, l’alleanza non è in dubbio”
Il bivio elezioni regionali. Scaramelli: “Italia Viva-Pd, l’alleanza non è in dubbio” Il vicepresidente del Consiglio toscano: “Qui un modello per il centrosinistra. La rilevazione della Cgil? Li apprezzo quando difendono i lavoratori. Nel 2023 a Siena non hanno voluto primarie aperte, ora riparte il dialogo”. .
Stefano Scaramelli interviene dai banchi della presidenza del Consiglio regionale Stefano Scaramelli, capogruppo di Italia Viva in Regione e vicepresidente del Consiglio regionale, reggerà l’alleanza col Pd?
“Il nuovo centrosinistra che si delinea a livello nazionale trova proprio in Toscana un’esperienza consolidata. Pd e Italia Viva hanno lavorato con rispetto reciproco, pur marcando alcune differenze. Quindi la risposta è sì, l’alleanza Pd-Italia Viva reggerà”.
E l’ipotesi di allargamento della coalizione?
“Per noi non ci sono problemi, siamo disponibili da gennaio a parlare con altre forze per trovare una sintesi”.
Il problema è che sono gli altri ad avanzare resistenze nei vostri confronti…
“C’è un governo che ha guidato la Regione per quattro anni e mezzo, siamo un modello da cui partire. Dovremo valorizzare ciò che ci unisce e minimizzare ciò che ci divide”.
Anche dalla rilevazione della Cgil emergono dubbi pesanti: come ne uscirete?
“Intanto chiariamo che non si tratta di un sondaggio, ma della rilevazione dell’opinione di pochi iscritti della Cgil. Apprezzo il sindacato quando fa battaglie a difesa dei lavoratori, ma qui siamo su un piano strettamente politico…”.
Con i 5 Stelle da sempre siete agli antipodi, come vi siederete allo stesso tavolo?
“Credo che anche loro debbano fare un’evoluzione interna, se definiranno la propria collocazione nel centrosinistra. Noi abbiamo fatto dei passi avanti, penso che anche loro possano fare un percorso interessante”.
Ma alla fine Giani sarà ricandidato?
“La decisione compete al principale partito della coalizione, in primis. Noi siamo con lui sui programmi, lo abbiamo sempre sostenuto non senza far notare elementi critici quando lo ritenevamo opportuno. In ogni caso si dovrà ripartire dal lavoro svolto, per disegnare la Regione dei prossimi anni”.
Non negherà un atteggiamento ondivago del suo partito negli ultimi anni: rimpiange la posizione alle comunali di Siena?
“Quella stagione si è conclusa con il pronunciamento dell’assemblea nazionale, che ha collocato il partito chiaramente nel centrosinistra. A Siena avremmo voluto stare nel centrosinistra, ma a condizione dello svolgimento di primarie vere e aperte. Così non è stato”.
Ma non c’era anche una distanza politica marcata? Vi siete schierati con chi era stato con il centrodestra fino a cinque minuti prima…
“Proprio memori di quell’esperienza, mi auguro che appena il Pd concluderà la sua stagione congressuale si possa aprire un confronto approfondito. C’è bisogno di un’opposizione ferma alla maggioranza di questa città, lontana dalle esigenze e dalle aspettative dei senesi. E iniziare a ragionare già sulle prossime elezioni, i numeri dimostrano che se avessimo fatto parte della coalizione, Siena oggi non avrebbe un governo di centrodestra”.
In Provincia in fin dei conti siete nella coalizione con il Pd, per quanto si tratti di elezioni anomale.
“Quel risultato non è da sottovalutare: con l’elezione di Stiaccini, siamo nel governo dell’amministrazione provinciale. È un dato politico importante”.
Tornando alla Regione: le elezioni umbre rallentano l’ipotesi Creti-Farneta per l’Alta velocità?
“Direi che la cancellano definitivamente, le Regioni lavoreranno insieme per definire ogni scelta. L’opzione più rilevante per Siena è potenziare lo scalo di Chiusi. E sollecitare l’arrivo di altri due treni Blues per varare il collegamento diretto Siena-Roma”.
Sulla sanità siamo alla scelta del nuovo dg dell’Asl Toscana sud est, cosa si aspetta?
“Mi aspetto che il nostro territorio sia protagonista delle scelte, non in termini campanilistici ma perché in grado di esprimere classe dirigente”.
Crisi Beko e attese per le scelte su Banca Mps: qual è il futuro dell’occupazione sul nostro territorio?
“Su Beko il Governo ha fallito, dimostra che ha una politica industriale in grado di influire sui grandi processi. Banca Mps oggi è salva e sana, ovvio che nell’ipotesi di un’aggregazione il nostro impegno è la tutela del livello occupazionale sul territorio e nel capoluogo”.
LANAZIONE.IT di sabato 23 novembre 2024, pagina 1
Settore salute ai raggi x nell’incontro con Scaramelli
II vice presidente della Regione e presidente del gruppo di Italia Viva ha sviscerato i temi di Arezzo e provincia Settore salute ai raggi x nell’incontro con Scaramelli Casa dell’energia Un momento dell’iniziativa pubblica organizzata dall’associazione I Vivaci e Stefano Scaramelli con Giami Ulivelli AREZZO
Martedì alla Casa dell’Energia l’associazione I Vivaci, presieduta da Gianni Ulivelli, ha organizzato un incontro pubblico dal titolo “II futuro della sanità: ospedale e territorio, quali prospettive?”. Presenti in sala molti professionisti ed amministratori. Sono intervenuti tra gli altri il sindaco di Bibbiena Filippo Vagnoli in qualità di vice presidente della Conferenza Asl Toscana Sud-Est e Giancarlo Sassoli, coordinatore gruppo lavoro sanità. II vice sindaco di Arezzo, Lucia Tanti, ha portato i saluti istituzionali per il Comune capoluogo. L’intervento principale della serata è stato affidato a Stefano Scaramelli, in qualità di vice presidente del Consiglio regionale della Toscana. “L’ospedale San Donato di Arezzo è una priorità politica della maggioranza di centro sinistra che governa la Regione”. Ha affermato Stefano Scaramelli, presidente anche del gruppo di Italia Viva in Consiglio regionale. “Prevenzione, presa in carico dei nuovi bisogni di salute, valorizzazione delle professionalità, esigenze del territorio” sono i temi affrontati da Scaramelli, che sull’ospedale ha detto:
“Serve quantificare bene l’entità delle risorse da investire per migliorare il San Donato”. Con una avvertenza: “Attenti a non pontificare su cifre eccessive ma andando a vedere effettivamente le esigenze mirate”. Le risorse devono essere pubbliche. Sul territorio invece Scaramelli ha sottolineato “l’esperienza positiva realizzata grazie alla differenziazione delle zone distretto fra Casentino e Valtiberina, quale esperienza positiva che ha avvicinato servizi sociali e sanitari ai territori. L’attuale articolazione territoriale conferma la positiva azione che l’Asl Toscana Sud Est sta svolgendo per favorire scambio di conoscenze tra professionisti e attrarne i migliori”. Tra i temi emersi anche le disuguaglianze di salute e sociali, le esigenze del personale infermieristico e delle professioni, la sfida possibile di abbattere le liste d’attesa, cronicità, necessità di nuovi modelli di ‘care’ e attenzione massima al mondo del volontariato, alla qualità del fine vita. Nell’ambito della serata è emersa la positiva collaborazione con esperienze private convenzionate che qualificano e integrano l’offerta sanitaria del territorio aretino.
Di F.A., Corriere di Arezzo di giovedì 7 novembre 2024, pagina 6
Agli studenti treni a metà prezzo
Ok in Regione, ora si tratta con Trenitalia Per gli under 25 treni a metà prezzo SIENA – Biglietti dei treni a metà prezzo per i ragazzi che hanno meno di 25 anni. In consiglio regionale è stata accolta la proposta di Stefano Scaramelli. Ora occorre l’intesa con Trenitalia.
II consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza la proposta. Ora occorre trovare un’intesa con Trenitalia Agli studenti treni a metà prezzo Scaramelli esulta: “Una sfida ambientale e culturale che incentiva la mobilità sostenibile’ di Aldo Tani AREZZO – Da una parte c’è la volontà di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, dall’altra l’intenzione di spingere le giovani generazioni a farlo. Una combinazione che è alla base della mozione approvata a maggioranza dal Consiglio regionale e promossa da Stefano Scaramelli. L’obiettivo è innalzare a 25 anni la soglia di età che permette di avere uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto del treno: oggi questo limite è fissato a 12 anni. “Quando si va ad acquistare un tagliando già adesso è possibile farlo in misura ridotta – spiega il consigliere di Italia Viva – Quindi, è sufficiente che venga modificata la fascia che ne può usufruire”. L’auspicio di Scaramelli è che Trenitalia, ma non solo, “ne possa prendere atto già dalla fine dell’anno e poi mettere in pratica il provvedimento già dai primi mesi del 2025”. E’ possibile che la società possa chiedere una compensazione per i mancati introiti. “Prima vediamo quanti biglietti vengono venduti. Poi sono sicuro che un accordo verrà trovato”, osserva il consigliere, che poi sottolinea i punti cardini dell’atto: “Incentivare tra i giovani l’uso della mobilità su rotaia, favorire uno sviluppo culturale e ambientale sostenibile, offrire pari opportunità tra chi vive in provincia, in periferia, e nei grandi centri urbani è una piccola rivoluzione culturale che parte dalla Toscana e auspico possa estendersi anche ad altri territori”. La mozione ha visto il voto favorevole di Italia viva, Partito democratico, gruppo misto Merito e lealtà e Movimento cinque stelle, mentre Fratelli d’Italia si è detta contraria. “Non mi sembra giusto che uno studente benestante debba pagare meno il biglietto del treno rispetto ad un cassintegrato di Livorno”, ha evidenziato Diego Petrucci, motivando il parere contrario. Elena Meini (Lega) avrebbe preferito far tornare l’atto in commissione per allargare la platea dei beneficiari, comprendendo “forze dell’ordine o vigili del fuoco”, ma Scaramelli è stato perentorio: “In termini economici non si tratta di una cifra di difficile reperimento ed è importante approvare oggi un atto di indirizzo, in vista di una sintesi di intesa con i soggetti vettori”. Non l’unica questione da chiudere per il consigliere, che non perde di vista il progetto per collegare via ferro Siena a Roma. Difficile che possa andare in porto prima della prossima primavera, ma il lavoro per avere il via libera da Trenitalia non si ferma. “C’è l’impegno a portare più treni blues nelle nostre rotte – confida il consigliere – A quel punto bisogna capire quanti possono essere spostati per dare avvio a questo servizio. Entro la fine dell’anno in ogni caso di chiederò di fare un nuovo punto della situazione per capire se ci sono stati passi in avanti”. Il collegamento sarebbe un prezioso alleato per il giubileo, permettendo così ai fedeli di non sobbarcarsi viaggi interminabili tra una fermata e l’altra. “Ne ho parlato anche con il cardinale Lojudice – racconta il consigliere – Speriamo che possa darci una mano”. L’altra carta da giocare è il governatore Eugenio Giani, anche in virtù dell’alleanza sottoscritta di recente per chiudere al meglio l’ultimo anno di mandato, con vista poi sulle prossime elezioni regionali: “Penso sia anche di suo interesse offrire un servizio in più ai cittadini toscani”. Un voto non fa mai scomodo.
Di Aldo Tani, Corriere di Arezzo di sabato 2 novembre 2024, pagina 3
Agli studenti treni a metà prezzo
Giovani in treno a metà prezzo SIENA • Biglietti dei treni a metà prezzo. In consiglio regionale accolta la proposta di Stefano Scaramelli. Ora occorre l’intesa con Trenitalia.
Il consiglio regionale ha approvato a larga maggioranza la proposta. Ora occorre trovare un’intesa con Trenitalia Agli studenti treni a metà prezzo Scaramelli esulta: “Una sfida ambientale e culturale che incentiva la mobilità sostenibile” di Aldo Tani AREZZO – Da una parte c’è la volontà di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, dall’altra l’intenzione di spingere le giovani generazioni a farlo. Una combinazione che è alla base della mozione approvata a maggioranza dal Consiglio regionale e promossa da Stefano Scaramelli. L’obiettivo è innalzare a 25 anni la soglia di età che permette di avere uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto del treno: oggi questo limite è fissato a 12 anni. “Quando si va ad acquistare un tagliando già adesso è possibile farlo in misura ridotta – spiega il consigliere di Italia Viva – Quindi, è sufficiente che venga modificata la fascia che ne può usufruire”. L’auspicio di Scaramelli è che Trenitalia, ma non solo, “ne possa prendere atto già dalla fine dell’anno e poi mettere in pratica il provvedimento già dai primi mesi del 2025”. E’ possibile che la società possa chiedere una compensazione per i mancati introiti. “Prima vediamo quanti biglietti vengono venduti. Poi sono sicuro che un accordo verrà trovato”, osserva il consigliere, che poi sottolinea i punti cardini dell’atto: “Incentivare tra i giovani l’uso della mobilità su rotaia, favorire uno sviluppo culturale e ambientale sostenibile, offrire pari opportunità tra chi vive in provincia, in periferia, e nei grandi centri urbani è una piccola rivoluzione culturale che parte dalla Toscana e auspico possa estendersi anche ad altri territori”. La mozione ha visto il voto favorevole di Italia viva, Partito democratico, gruppo misto Merito e lealtà e Movimento cinque stelle, mentre Fratelli d’Italia si è detta contraria. “Non mi sembra giusto che uno studente benestante debba pagare meno il biglietto del treno rispetto ad un cassintegrato di Livorno”, ha evidenziato Diego Petrucci, motivando il parere contrario. Elena Meini (Lega) avrebbe preferito far tornare l’atto in commissione per allargare la platea dei beneficiari, comprendendo “forze dell’ordine o vigili del fuoco”, ma Scaramelli è stato perentorio: “In termini economici non si tratta di una cifra di difficile reperimento ed è importante approvare oggi un atto di indirizzo, in vista di una sintesi di intesa con i soggetti vettori”. Non l’unica questione da chiudere per il consigliere, che non perde di vista il progetto per collegare via ferro Siena a Roma. Difficile che possa andare in porto prima della prossima primavera, ma il lavoro per avere il via libera da Trenitalia non si ferma. “C’è l’impegno a portare più treni blues nelle nostre rotte – confida il consigliere – A quel punto bisogna capire quanti possono essere spostati per dare avvio a questo servizio. Entro la fine dell’anno in ogni caso di chiederò di fare un nuovo punto della situazione per capire se ci sono stati passi in avanti”. Il collegamento sarebbe un prezioso alleato per il giubileo, permettendo così ai fedeli di non sobbarcarsi viaggi interminabili tra una fermata e l’altra. “Ne ho parlato anche con il cardinale Lojudice – racconta il consigliere – Speriamo che possa darci una mano”. L’altra carta da giocare è il governatore Eugenio Giani, anche in virtù dell’alleanza sottoscritta di recente per chiudere al meglio l’ultimo anno di mandato, con vista poi sulle prossime elezioni regionali: “Penso sia anche di suo interesse offrire un servizio in più ai cittadini toscani”. Un voto non fa mai scomodo.
Di Aldo Tani, Corriere di Siena di sabato 2 novembre 2024, pagina 3
Capogruppo di Italia Viva Scaramelli: «Riduzione importante sui treni per i nostri studenti»
«E una misura equa, corretta, a favore delle nuove generazioni. Una risposta ambientale e nel contempo di equilibrio sociale che compensa svantaggi tra chi vive in provincia e chi in città». Così Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale e capogruppo di Italia Viva Vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Capogruppo di Italia Viva, interviene sulla riduzione del 50 per cento dei biglietti dei treni regionali. «Più che benefici – afferma – a me piace definire opportunità. Viaggiare in treno da Chiusi a Siena costerà 4.70 euro e non più 9.40, andare da Poggibonsi a Siena 1.95 e spostarsi da Asciano a Siena 2.5 euro e non più 5 euro. Se si considera andata e ritorno i vantaggi raddoppiano. Ma non si tratta di sconti, si tratta di opportunità che raddoppiano». E inoltre, precisa Scaramelli, «nessuna distinzione in funzione al reddito dei genitori, o all’Isee. Tutti i ragazzi devono abituarsi a viaggiare con mezzi pubblici. Scelta di sicurezza, scelta ambientale e anche culturale». Scaramelli si augura che il provvedimento sia in vigore «da gennaio 2025. In questo caso saremo noi a non fare sconti ai soggetti vettori o all’assessorato. Tecnicamente è fattibile nelle biglietterie elettroniche, la funzione infatti è già attiva per un ragazzo che ha meno di dodici anni. Per quanto riguarda il mio interessamento, è voglia di dare opportunità, di migliorare i collegamenti, di creare opportunità per Siena e per il nostro territorio così come per la Toscana».
Nazione Siena di sabato 2 novembre 2024, pagina 8
«Treni regionali a metà prezzo per chi ha meno di 25 anni»
L’assessore ai trasporti della Regione Toscana Stefano Baccelli La mozione del consiglio della Toscana «Treni regionali a metà prezzo per chi ha meno di 25 anni» FIRENZE «Sconto del 50% sui biglietti del treno fino a 25 anni di età». È il provvedimento approvato ieri dal Consiglio regionale della Toscana, proposto dal consigliere Stefano Scaramelli (Italia viva) e con i voti favorevoli di Pd, lv, M5S e gruppo misto (contrari Fdi). «Ringrazio le colleghe e i colleghi per il largo consenso, a partire dalla presidente della commissione cultura Cristina Giachi che ha prodotto emendamenti al testo – ha detto Scaramelli – perché questo atto rappresenta un passo fondamentale dal punto di vista culturale e ambientale. Incentivare tra i giovani l’uso della mobilità su rotaia, favorire uno sviluppo culturale e ambientale sostenibile, off rire pari opportunità tra chi vive in provincia, in periferia e nei grandi centri è una piccola rivoluzione culturale». Attualmente i bambini fino a 4 anni non compiuti (accompagnati da un adulto e senza occupare un posto a sedere) viaggiano gratis sui treni regionali, mentre dai 4 ai 12 anni non compiuti hanno diritto a uno sconto del 50% sul biglietto intero. L’atto votato ieri innalza lo sconto del 50% fino al 25esimo anno di età (indipendentemente dalla fascia di reddito, esclusi gli abbonamenti che hanno altre scontistiche). Il documento dovrà ora essere recepito da Trenitalia, che valuterà anche se e come chiedere la relativa compensazione alla Regione Toscana. Sempre a proposito di trasporto pubblico, il Consiglio regionale di ieri è stato anche l’occasione per fare il punto sui lotti periferici dei bus. «Le gare per i lotti deboli sono in corso, sebbene si sia verificato qualche ritardo – ha detto l’assessore ai trasporti Stefano Baccelli, rispondendo all’interrogazione del portavoce delle opposizioni, Marco Landi -. Si sono resi necessari approfondimenti per la complessità delle procedure di affidamento prescelte in alcuni contesti, come nelle province di Pisa, Massa Carrara e dell’Unione dei Comuni della Valdera».
Di Lisa Ciardi, Nazione di giovedì 31 ottobre 2024, pagina 22
Dopo il voto in Liguria il Pd avvisa: “Alleanze, stop ai veti”
Verso le elezioni Dopo la sconfitta in Liguria il Pd avvisa: “Sulle alleanze no a veti pregiudiziali”
Subito scintille sul rigassificatore. Alta tensione sul campo largo. Un doppio ciclone dopo il voto in Liguria investe la Toscana. «Il rigassificatore sta a Piombino, pub restare a Piombino, non capisco perché dobbiamo spostarlo» manda a dire tra le prime cose ieri mattina Marco Bucci, neo presidente della Regione Liguria, parlando su Radio 24. Una conferma dopo i dubbi già espressi in campagna elettorale (peraltro condivisi dallo sfidante del Pd Andrea Orlando): «Ho fatto un discorso assolutamente tecnico. Le due dorsali del gas sono una sul Tirreno e l’altra sull’Adriatico. Un rigassificatore dev’essere vicino alla dorsale altrimenti dobbiamo costruire una dorsale nuova. Se mettiamo il rigassificatore a Vado ligure bisogna spendere 450 milioni per la pipeline e penso che sia una spesa inutile» dice Bucci, Scatenando un pandemonio in Toscana: «Butti è stato eletto ministro o governatore? Parleremo col governo ma per quanto mi riguarda a Piombino l’autorizzazione ce l’hanno per tre anni» ribatte subito il governatore toscano Eugenio Giani. «Non spetta a noi dire se il rigassificatore deve andare a Genova o da un’altra parte, noi la nostra parte ed il nostro sostegno al Paese l’abbiamo dato perb. E l’impegno preso con la Toscana va rispettato» si schiera pure il l’impianto del gas di Piombino” E Giani: “C ‘e l’impegno del governo” presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, Pd. La destra non si esprime, in evidente imbarazzo. Ma lo spauracchio di una proroga oltre il 2026 a Piombino ora affiora. Come quello di un lungo inverno di fibrillazioni nel centrosinistra toscano in vista delle prossime regionali. La sconfitta di Orlando, che ha corso senza Renzi, tenuto fuori per via del veto di Conte e dei 5Stelle, rimbalza e colpisce, in Toscana. «La prospettiva del Pd, quella che porta avanti Elly Schlein, è non far prevalere veti e contrapposizioni perché uniti si vince, quando prevalgono i veti si perde. E mi rivolgo a tutti» manda subito a dire il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi parlando ieri alla radio. In pratica l’invito ai 5Stelle e alle sinistre a non mettere veti a queste latitudini per evitare guai al Giani bis, ammesso che sia lui il candidato: «Lavoriamo in modo concreto in questo ultimo annodi mandato. Se poi si dovesse allargare l’ attuale coalizione Pd-Iv ad altre forze politiche ben *** venga. Saranno loro a riconoscersi nelle politiche che abbiamo portato avanti in questi anni. I nostri voti servono alla coalizione ma sono soprattutto utili per vincere» interviene e sfida Stefano Scaramelli, il capogruppo dei renziani in Regione, rivendicando un “patto di fine legislatura” siglato giusto 48 ore fa col parigrado del Pd Vincenzo Ceccarelli e con Giani. Un accordo che è piaciuto molto poco ad Avs, grande irritazione del segretario regionale di Sinistra Italiana Dario Danti. E anche i 5 Stelle al momento non sotterrano asce di guerra e dubbi: «Le nostre perplessità su Italia Viva e sul suo leader si basano su motivazioni oggettive: restiamo coerenti con la linea già tracciata» fa sapere ieri la capogruppo toscana M55 Irene Galletti. «Dopo il voto in Emilia-Romagna e in Umbria apriremo il cantiere progressista. Partendo dai temi» ripete Fossi. Ma è una navigazione che si annuncia tempestosa.
di Ernesto Ferrara, Repubblica Firenze di mercoledì 30 ottobre 2024, pagina 2
Pd e Italia Viva trovano la quadra
Siglato un accordo in quattro punti sulle priorità della giunta toscana fino al termine del mandato
FIRENZE Strizzate d’occhio reciproche, priorità condivise in carrozza e rotta verso un’intesa per il voto regionale. Pd e Italia Viva puntano a braccetto la prua verso la fine del mandato suggellando un patto su quattro temi in testa all’agenda politica del governo del Granducato: sanità pubblica, infrastrutture, economia circolare e difesa del suolo. Questo l’accordo tra dem e renziani al termine del vertice di maggioranza tenutosi ieri con il governatore Eugenio Giani e i capigruppo del Pd, Vincenzo Ceccarelli, e di lv, Stefano Scaramelli. I due leader della maggioranza spiegano che «sulle politiche sanitarie, la priorità è il mantenimento di standard elevati nei servizi, nonostante i tagli del governo». C’è poi il sì alla costituzione della società Toscana Strade, con l’eventuale pedaggio per i mezzi pesanti». Gli atti che seguiranno dovranno essere conseguenti. L’impegno è a stilare un cronoprogramma col presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, e i presidenti delle commissioni competenti: «Siamo fiduciosi, anche in considerazione del clima politico riscontrato oggi (ieri ndr) – concludono i due capogruppo – che utilizzeremo al meglio i mesi di lavoro che ci separano dalla fine della legislatura». «II clima è buono e costruttivo – aggiunge Scaramelli – e il dato politico mi pare evidente: c’è un dialogo propedeutico alla costruzione di un campo largo in vista del voto. Ci sono punti da affinare, ma l’impegno da entrambe le parti c’è». Scaramelli entra poi un po’ più nello specifico su alcuni temi in agenda, in primis la questione infrastrutturale che da mesi tiene banco. «Siamo concordi sulla necessità di arrivare alla costituzione di Toscana Strade entro fine 2024 e c’è intesa anche sulla necessità di far pagare il pedaggio ai mezzi pesanti sulla Fi-Pi-Li» spiega puntualizzando però che il criterio di base deve essere quello di introdurre un futuro ticket «non a prescindere ma attraverso un piano di investimenti» Quali? Siamo nel campo delle ipotesi ma il capogruppo di lv – precisando che la costitudenda società «dovrà anche occuparsi di altre arterie toscane» – premette che «il governo non può esimersi da dare sostegno alle Regioni nella manutenzione delle strade» e che una via da percorrere potrebbe essere quella del «coinvolgimento di privati negli interventi magari facendo delle concessioni per insediamenti a ridosso dell’infrastruttura». Da parte dello stesso Giani che parla di «incontro serio e costruttivo» c’è soddisfazione per «la sintesi trovata suelle questioni legate alle infrastrutture». Sul piano dei rifiuti poi «è necessario non andare oltre gennaio» e per quanto riguarda il turismo «bisogna arrivare alla legge entro fine anno magari affinando alcune questioni legate agli Airbnb».
di Emanuele Baldi, Nazione di martedì 29 ottobre 2024, pagina 15
Sanità e infrastrutture: patto di fine mandato tra Pd e Iv in Regione
Verso le elezioni Sanità e infrastrutture: patto di fine mandato tra Pd e Iv in Regione Non si sa se saranno ancora insieme alle regionali del 2025, dunque per Pd e Iv questo è il primo motivo per blindare la legislatura in corso. Quattro priorità condivise suggellano il patto di fine mandato del centrosinistra in Regione. Al termine di un vertice di maggioranza con il presidente Giani, i capigruppo dem e renziani, Vincenzo Ceccarelli e Stefano Scaramelli, hanno stilato il piano d’azione. Accordo raggiunto su sanità pubblica, infrastrutture, economia circolare e difesa del suolo. In particolare i due spiegano che «sulle politiche sanitarie, la priorità è il mantenimento di standard elevati nei servizi, nonostante i tagli del governo». Si anche alla costituzione della società Toscana Strade, con l’eventuale pedaggio per i mezzi pesanti legato al piano degli investimenti. «Un piano — scrivono i partiti — che non può prescindere dalla richiesta al ministero per la partecipazione alla riqualificazione di un’arteria che ha un grande valore per l’economia».
di Gi.Be. Corriere Fiorentino di martedì 29 ottobre 2024, pagina 7
Scaramelli: “Più medici nelle zone disagiate”
“Serve maggiore attenzione alla sanità territoriale. La Toscana può e deve assicurare equa presenza di medici e pediatri anche nelle aree interne come la Valdorcia e l’Amiata Senese”. A ribadirlo è Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in consiglio regionale, in replica alla risposta dell’assessore alla salute Simone Bezzini sull’interrogazione in merito alla carenza dei medici e pediatri di famiglia nelle aree interne come il caso di Radicofani. Scaramelli nel dibattito ha elencato alcune proposte per cercare di risolvere la questione: “Credo che serva partire dalle realtà più lontane dagli ospedali per favorire l’ingresso di nuovi medici, nuovi pediatri, aggiungere risorse regionali su questo fronte per incentivare i medici a lavorare in questi territori, garantire anche sul fronte sanitario la residenzialità nelle aree più marginali in sinergia con il lavoro che la Commissione aree interne sta portando avanti”. Una sorta di premialità inversamente proporzionale, per Scaramelli serve “dare maggiori incentivi ai medici che scelgono di prestare servizio nei Comuni più lontani dagli ospedali e attribuire priorità nell’ assegnazione dei posti. Assegnazioni provvisorie per i medici già laureati dei corsi di formazione specifica in medicina generale”.
Corriere di Siena di giovedì 17 ottobre 2024, pagina 9
«Incentivi ai medici che scelgono le comunità più lontane»
«Più attenzione alla sanità territoriale. La Toscana può e deve assicurare equa presenza di medici e pediatri anche nelle aree interne come la Val d’Orcia e l’Amiata Senese». A dirlo Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in Consiglio regionale, in replica alla risposta dell’assessore alla salute Bezzini sull’interrogazione in merito alla carenza dei medici e pediatri di famiglia nelle aree interne come il caso di Radicofani. Scaramelli nel dibattito ha elencato alcune proposte: «Credo che serva partire dalle realtà più lontane dagli ospedali per favorire l’ingresso di nuovi medici, pediatri, aggiungere risorse regionali su questo fronte per incentivare i medici a lavorare in questi territori, garantire la residenzialità nelle aree più marginali in sinergia con il lavoro che la Commissione Aree interne sta portando avanti». Per Scaramelli serve «dare incentivi ai medici che scelgono di prestare servizio nei Comuni più lontani dagli ospedali, a 40 km di distanza, e attribuire priorità nell’assegnazione dei posti. Assegnazioni provvisorie per i medici già laureati dei corsi di formazione in Medicina Generale».
Nazione Siena di mercoledì 16 ottobre 2024, pagina 16
Pd e renziani, prove di disgelo e Italia viva tende la mano al M5S
Scaramelli: «Campo largo possibile, convergenza anche con loro»
Firenze Se non sono segnali di unità, lo sembrano di disgelo. Fra Pd e Italia viva in Toscana basta (per ora) una conferenza stampa con cui attaccare Matteo Salvini per ricucire dopo giorni di allontanamento segnati dal veto di Cinquestelle e Avs per la presenza dei renziani nella futura coalizione in vista delle regionali del 2025. A rimettersi sulle stesse onde ci provano il capogruppo del Pd, Vincenzo Ceccarelli, e il suo omologo di Iv, Stefano Scaramelli, schierandosi contro la «manovra elettorale» sull’Alta velocità del ministro delle Infrastrutture che ha scelto Creti (Arezzo), come sede della stazione Medioetruria. In filigrana, appunto, un messaggio ai futuri alleati del campo largo. Soprattutto Irene Galletti, la capogruppo M5S che aveva definito Iv «forza politica ambigua» da escludere dall’alleanza, e Avs per cui il perimetro dell’asse di centrosinistra dovrebbe partire da sinistra e Pd, sottintendendo che i renziani non sono ben accetti. «Italia viva è parte della coalizione che sostiene il governo Giani, è chiaro che se una maggioranza è d’accordo e sostiene una cosa importante, rilevante per un territorio ne sono felice — spiega Ceccarelli—poi è compito della politica costruire un allargamento della coalizione, basandosi su programmi e scelte concrete». In effetti, fa sapere, «i veti da qualsiasi parte provengono se sono pregiudiziali sono sbagliati». Scaramelli prova addirittura a vestirei panni della colomba coi pentastellati: «Il campo largo è una prospettiva plausibile—dice —non nascondo che ci sono degli elementi di convergenza con il M5S, abbiamo fatto una battaglia insieme in Consiglio regionale contro l’autonomia differenziata e questo non è un elemento banale. Mi auguro che voteremo insieme sul finanziamento all’istituto storico della Resistenza, ci sono poi passaggi politici, valoriali sui quali ci siamo trovati». Ad ogni modo, rivendica il capogruppo di Italia viva, «la maggioranza in Regione è solida, ed è composta attualmente da noi e dal Pd. È evidente che se in futuro si volesse allargare la coalizione, altre forze politiche possono farne parte ma devono cambiare i loro atteggiamenti e comportamenti: penso alle questioni della sanità, dei rifiuti, dell’urbanistica, sulle cave, l’ambiente. Potrei stare ore a parlare di atti che hanno visto i 5Stelle contrari alle politiche che Pd e Iv hanno portato avanti».
Tirreno di giovedì 10 ottobre 2024, pagina 7
MedioEtruria, posizioni distanti. Pd e Italia Viva: «No al ministro. Potenziamo Chiusi e Arezzo»
Le infrastrutture sono una cosa seria, un ministro non può usarle per fare campagna elettorale». Vincenzo Ceccarelli e Stefano Scaramelli, capigruppo di Pd e Italia Viva in consiglio regionale, tornano sulla questione MedioEtruria, rilanciata pochi giorni fa dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Un annuncio collegato all’esito del tavolo tecnico concluso a novembre 2023 con l’indicazione di Creti-Farneta come possibile sede della nuova stazione dell’Alta velocità. Ipotesi sposata in pieno dall’Umbria, appoggiata dal capoluogo di provincia Siena, ma osteggiata dalla Regione (il governatore Giani e l’assessore Baccelli hanno ribadito la propria contrarietà), così come da Arezzo e parte della Valdichiana senese. In questi ultimi due casi, decisamente tramontate le soluzioni Rigutino e Montallese, si è virato sull’ipotesi di ridare vigore alle stazioni già esistenti a Chiusi e Arezzo. Come appunto ribadito da Ceccarelli e Scaramelli: «Siamo impegnati – hanno ribadito ieri in conferenza stampa – a chiedere il potenziamento dei servizi nelle attuali stazioni di Arezzo e di Chiusi, per intercettare sempre di più e meglio l’Alta velocità. Allo stesso tempo, condividiamo la necessità di realizzare al più presto le condizioni per avere un collegamento diretto SienaRoma e Siena-Arezzo. La maggioranza di Pd e Italia Viva che governa la Regione su questo è compatta». Il no a Creti-Farneta, osservano, è dovuto anche al fatto che «una stazione con un orizzonte proiettato nei prossimi decenni, non può non avere come fondamento l’intermodalità, ovvero il collegamento ferro-ferro e gomma-ferro». Cosa che nella nuova ipotesi sarebbe preclusa. Ora, affermano Ceccarelli e Scaramelli, «chiediamo che si apra immediatamente un tavolo con i gestori del servizio, al fine di ridiscutere le condizioni infrastrutturali necessarie per potenziare in tempi rapidi i servizi di Alta velocità nelle stazioni di Arezzo e Chiusi, anche luce di quanto affermato nella relazione del tavolo tecnico. Questa sarebbe la soluzione più necessaria logica a breve termine». E Scaramelli ha precisato: «Se si ipotizza di fare un investimento importante in Toscana, non si può prescindere dalla volontà della Toscana». Se ne parlerà ancora a lungo.
Nazione Siena di giovedì 10 ottobre 2024, pagina 4
Scaramelli: “Potenziare Chiusi” – Medioetruria, il nodo si infiamma
Le rispettive vedute politiche per una volta restano in secondo piano. Il Pd e Italia viva, almeno nella scacchiera regionale, si ritrovano sullo stesso fronte per ribadire di nuovo la contrarietà alla collocazione a Creti della stazione Alta velocità Medio etruria. Per il capogruppo dem Vincenzo Ceccarelli si tratta di un favore fatto a Donatella Tesei, di nuovo in corsa come governatore dell’Umbria per il centrodestra. “Mi sembra una decisione che ha un significato in chiave elettorale – tuona. – Tra l’altro, a mio avviso, è anche una mossa sbagliata, perché tutta la Valtiberina umbra non è sicuramente servita da un’infrastruttura che dovrebbe nascere in una landa deserta così come si configura quella di Creti”, ha detto il consigliere regionale. Contrarietà che, a prescindere dal luogo, è dettata dal fatto che arrivati alla decisione finale, i vertici toscani sono stati lasciati in disparte. “La Regione Toscana deve essere determinante, non si può fare una stazione in Toscana per servire l’Umbria a dispetto delle opinioni e delle determinazioni toscane”, ha proseguito Ceccarelli, che ha chiarito anche gli strumenti in mano agli amministratori per mettersi di mezzo: “Se la Regione non dà l’intesa, così come è stato annunciato, la stazione non si fa. Non credo tuttavia che realizzarla sia la principale preoccupazione del ministro Sal vini. Ora ha l’interesse di fare un po’ di propaganda, tant’è vero che è andato ad annunciare questa scelta in Umbria, in un contesto che è quello della campagna elettorale”. Sullo stesso piano si è posto Stefano Scaramelli, capogruppo regionale di Italia Viva: “La nostra regione è contraria a questa ipotesi e quindi possiamo dare un elemento di garanzia ai cittadini toscani che questo intervento non verrà fatto fin quando la Regione toscana non condividerà una soluzione alternativa. E’ necessario un interscambio gomma-gomma ma soprattutto un interscambio gomma-rotaia, rotaia-rotaia, soluzioni alternative possono esistere ma sicuramente questa avanzata dal ministro Salvini non ci trova assolutamente d’accordo”. Un altro assist per Ceccarelli: “Lì siamo in un terreno totalmente agricolo, non servito tra l’altro da infrastrutture stradali adeguate, né che consentono lo sviluppo plurimodale”. Tutti uesti preamboli offrono l’occasione a entrambi i consiglieri di rilanciare progetti più a portata di mano: “Siamo impegnati a chiedere il potenziamento dei servizi nelle attuali stazioni di Arezzo e di Chiusi, per intercettare sempre di più e meglio l’Alta velocità. Allo stesso tempo, condividiamo la necessità di realizzare al più presto le condizioni per avere un collegamento diretto SienaRoma e Siena-Arezzo”.
Corriere di Siena di giovedì 10 ottobre 2024, pagina 3
L’interrogazione
Scaramelli: “Subito nuovi medici in Valdorcia”
SIENA – “Ripristinare il modello di assistenza diffusa e capillare in tutta la Toscana, assicurare adeguata copertura di medici anche nelle aree interne come quelle della Valdorcia e dell’Amiata Senese”. A chiederlo è Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in consiglio regionale, che ha depositato un’interrogazione in merito alla carenza dei pediatri di famiglia, soprattutto nelle aree interne come nel caso della Valdorcia. “Da anni dall’abbandono dell’ultimo medico serve intervenire velocemente – spiega Scaramelli nel suo documento – per rispondere a questa continua carenza nelle aree interne di medici e alla forte difficoltà da parte delle aziende sanitarie a reperire professionisti per garantire assistenza su tutto il territorio regionale. Nonostante le misure messe in campo dalla Regione Toscana e l’ottimo lavoro svolto dalla Commissione istituzionale aree interne – aggiunge il consigliere Scaramelli – i cittadini toscani continuano ad avere problematiche connesse sia al medico sia al pediatra di base. Le difficoltà maggiori si riscontrano nelle aree interne a bassa densità abitativa, con problemi di viabilità e ampia distanza dai centri urbani. E’ indispensabile garantire pari opportunità di accesso ai servizi sanitari a tutti i cittadini, anche a coloro che vivono nelle aree più marginali”. “Non è solo una questione di civiltà – aggiunge ancora il consigliere regionale – ma anche di tutela dei piccoli borghi che vivono grazie alla permanenza delle famiglie in questi luoghi lontani dai grandi centri urbani”.
Corriere di Siena di mercoledì 9 ottobre 2024, pagina 11
Sinistra, il campo largo non trova la quadra
di Lisa Ciardi
FIRENZE Nonostante le aperture programmatiche (no alla multiutily in borsa, acqua pubblica, studio sul 5G) e le aperture ribadite negli ultimi giorni dal segretario regionale del Pd Emiliano Fossi («prima si costruisce il cantiere per il futuro e si definiscono le alleanze; poi, insieme, si scelgono la persone»), il percorso verso il campo largo resta accidentato. Col Movimento 5 Stelle che non attenua, ma irrigidisce le posizioni: su Italia Viva certo, ma anche sul candidato presidente. «Vogliamo essere chiari – dice la presidente toscana dei pentastellati, Irene Galletti – l’esclusione di forze politiche ambigue e una promessa di discontinuità, che non sia solo formale ma sostanziale, sono dirimenti. Solo con queste premesse si potrà costruire un dialogo progressista per la Toscana. Il M5S si è sempre dichiarato disponibile a sedersi a un tavolo di confronto progressista. Le criticità emergono quando a questo tavolo si accostano forze politiche che con disinvoltura si schierano anche con la destra, e non disdegnano alleanze elettorali con partiti lontani dal ‘campo largo’, cioè Italia Viva. Questo rappresenta il primo ostacolo. Ci aspetteremmo poi un altro segnale di discontinuità netto per la scelta del candidato presidente, a partire dalla condivisione dei possibili nomi su un tavolo comune. Dalla segreteria regionale Pd sembra invece che si voglia andare in continuità e senza condivisione preliminare, e questo non è accettabile. Non è un no pregiudiziale verso Giani, la critica è al metodo». A cercare di spostare l’attenzione dai nomi ai temi anche il portavoce di Europa Verde Toscana, Eros Tetti. «La governance Giani – scrive – è nata nel momento di emergenza pandemica, ma il contesto è cambiato. Le forze politiche del centrosinistra devono lavorare per un’alleanza ampia e inclusiva. Non ci interessa il gioco del ‘Giani sì, Giani no’. È fondamentale invece tracciare un percorso comune». Ma, di fatto, può il Pd mettere in discussione Giani senza sconfessare cinque anni di governo? Soprattutto visto che Fossi, pur evidenziando la voglia di parlare prima di temi e poi di nomi, ha più volte ribadito «un giudizio molto positivo sulla giunta Giani». Nel frattempo, proprio oggi, Italia Viva e Pd organizzano una conferenza stampa congiunta, in Consiglio regionale, sulla contrarietà alla localizzazione della stazione Medietruria annunciata dal governo. Difficile pensare a un caso. E proprio i renziani ribadiscono la loro centralità. «Siamo pienamente nel campo del centrosinistra toscano – commenta il capogruppo di lv in Consiglio, Stefano Scaramelli – e in questi anni abbiamo mostrato lealtà, correttezza e compattezza. Quello indicato dal segretario del Pd è un metodo di lavoro corretto, ma per aprire un cantiere serve un progetto ed è essenziale terminare i processi in corso. Relativamente ai Cinque Stelle, sarebbe opportuno che iniziassero a condividere le politiche di centrosinistra che portiamo avanti a livello regionale».
Dai Cinque stelle a Europa Verde, i nodi non si sciolgono Sinistra, il campo largo non trova la quadra GALLETTI METTE I PUNTINI SULLE I «L’esclusione di forze politiche ambigue e una promessa di discontinuità, formale e sostanziale, sono dirimenti»
La Nazione di mercoledì 9 ottobre 2024, pagina 13
La proposta del vice presidente del Consiglio regionale
«Fino a 25 anni in treno con lo sconto del 50%»
In foto STEFANO SCARAMELLI
L’iniziativa per i ragazzi. Aiuto per gli spostamenti. La proposta avanzata da Scaramelli è contenuta in una mozione all’ordine del giorno del Consiglio regionale della Toscana
«Fino a 25 anni in treno con lo sconto del 50%» SIENA «Giovani fino a 25 anni in treno con lo sconto del 50% sul prezzo del biglietto del regionale». A chiederlo è stato Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in Consiglio regionale, con l’atto che sarà all’ordine del giorno della prossima seduta d’aula. «La proposta di una tariffa scontata per i giovani studenti dai 12 ai 25 anni per l’utilizzo del servizio di trasporto ferroviario regionale nasce – spiega lo stesso Scaramelli – con l’obiettivo di incentivare l’uso del mezzo pubblico e sostenere questa operazione culturale e ambientale verso una mobilità sempre più sostenibile. Cosi facendo si potrebbe viaggiare da Siena a Firenze con 5.10 euro e da Siena a Chiusi con 4.65 euro. Rappresenterebbe anche la possibilità di offrire pari opportunità tra chi vive in provincia, in periferia, e nei grandi centri urbani». Attualmente le bambine i bambini fino a 4 anni non compiuti (accompagnati da un adulto e senza occupare un posto a sedere) viaggiano sui treni regionali gratis, mentre dai 4 fino ai 12 anni non compiuti hanno diritto ad uno sconto del 50% sul prezzo del biglietto intero. L’idea di innalzare lo sconto del 50% fino al 25esimo anno di età secondo Scaramelli «permetterebbe di agevolare i giovani, soprattutto delle superiori e universitari, nel vivere tutta la Toscana e nello spostarsi con mezzi a ridotto impatto ambientale. Sicurezza stradale ma anche sostenibilità ambientale – conclude Scaramelli – passano attraverso l’uso dei mezzi pubblici quali strumenti per evitare il ricorso all’automobile, la congestione dei grandi centri urbani, riduzione delle emissioni inquinanti nell’ambiente». Per farlo è sufficiente stanziare risorse compensative e replicare la modalità usata dentro l’ambito cittadino di Siena per il trasporto urbano degli studenti universitari.
La Nazione, edizione Siena, 28 settembre 2024, pag. 7
Corriere di Siena e di Arezzo
Olimpiadi, la Toscana si candida
Via libera del consiglio regionale alla proposta del vice presidente Scaramelli di organizzare i Giochi del 2040 La Toscana vuole le Olimpiadi
di Aldo Tani
SIENA – La Toscana vuole le Olimpiadi del 2040. Il primo passo verso la candidatura è stato ufficializzato ieri dal consiglio regionale che ha approvato, contrario solo il Movimento 5 stelle, la proposta presentata dal vice presidente Stefano Scaramelli. “Adesso il presidente Eugenio Giani e la giunta hanno mandato pieno a sostenere in ogni sede la candidatura di Firenze e della Toscana. Una proposta nata da un’idea da Matteo Renzi sostenuta anche da Giani e fin da subito da molti amministratori locali, associazioni ed enti che hanno accolto e fatto propria la proposta dei Giochi olimpici 2040 in Toscana. Una proposta – ha sottolineato Scaramelli dopo il voto del consiglio – che con questo atto diventa più concreta”. Mandato affidato a Giani, contrari solo i 5 stelle. Anche Siena e Arezzo guardano ai Giochi del 2040 Olimpiadi, la Toscana si candida Il sì del consiglio regionale alla proposta del vice presidente Scaramelli: “Giornata storica” Le parole di Mazzeo “Un grande evento capace di far crescere un territorio” di Aldo Tani SIENA – “A questo punto il Coni deve prendere seriamente in considerazione la nostra proposta e a quel punto iniziare un percorso”. Lungo. Anzi lunghissimo, però per Stefano Scaramelli quanto deciso dal consiglio regionale è un momento importante. “Oggi (ieri per chi legge, ndr) di per sé può sembrare anche un po’ eccessivo, ma nel suo piccolo è una data storica, perché inizia l’iter di candidatura della Toscana alle Olimpiadi del 2040”, sottolinea il vicepresidente del consiglio regionale. L’assemblea toscana ha approvato una mozione che impegna la giunta “a mettere in atto tutte le azioni possibili per sostenere la candidatura di Firenze e di tutte le provincie toscane al turno europeo 2040 delle Olimpiadi e Paralimpiadi, con un programma in grado di valorizzare la Toscana diffusa, di promuovere le nostre eccellenze e di coinvolgere gli attori e i territori della nostra regione”. Solo il M5s si è espresso in maniera contraria. “Sarebbe necessario costruire impianti giganteschi – ha spiegato il consigliere Silvia Noferi – che noi non abbiamo e questo è in contrasto col principio di non consumo di suolo che il Movimento 5 stelle porta avanti”. L’unica voce fuori dal coro, perché le altre forze di opposizione, pur con sfumature differenti, hanno sostenuto la proposta di Italia Viva. “L’argomento mi trova d’accordo, ma sarebbe necessaria un’opera di ammodernamento degli impianti regionali che vivono una situazione molto critica”, ha spiegato Giovanni Galli (Lega). “Credo che se ci fosse la possibilità di approfondire questa mozione anche in commissioni congiunte, potremmo fare un ottimo lavoro”, ha aggiunto Diego Petrucci (Fratelli d’Italia). Scaramelli, incassato il sostegno, rilancia la sua azione: “E’ una grande opportunità per il territorio, non soltanto Firenze, ma tutta la Toscana. Siena, Arezzo, Pisa, Grosseto, chi il mare, chi l’entroterra, chi le strade, potrebbero ospitare le competizioni sportive delle Olimpiadi del 2040. E’ un progetto ambizioso, sì, potrebbe essere anche forse una delle edizioni più belle della storia perché mai un territorio si è candidato a livello di territorio nel suo complesso”. Tra 16 anni l’Europa avrà la sua chance. L’Italia ha rifiutato di giocarsi le proprie possibilità sia nel 2020 che nel 2024, mentre si è aggiudicata nel 2026 i Giochi invernali. Quelli estivi però mancano da Roma 1960 ed è convinzione diffusa che questo digiuno possa essere stoppato. “Portare un grande evento come questo in Italia, in Toscana, vuol dire far crescere un territorio, non soltanto nella capacità di incentivare le ragazze e ragazzi alla pratica sportiva – ha osservato Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale – ma anche nella capacità di saper creare occasioni di crescita culturale e turistica per un territorio”. A patto che si inizi a intervenire su strutture e infrastrutture. “C’è tempo per fare infrastrutture, c’è tempo per adeguare le strutture, c’è tempo per avere anche delle risorse per rendere la nostra regione sempre più competitiva non soltanto sullo sport ma anche sull’accoglienza e sulla capacità di collegare le varie città”, ha replicato Scaramelli, che sull’ipotesi di coinvolgere nel progetto l’Emilia Romagna ha tagliato corto: “Bisogna capire se sono disponibili. In ogni caso Giani adesso ha un mandato pieno e non è solo di maggioranza”. Il primo piccolo tassello per il sogno a cinque cerchi.
Corriere di Siena e di Arezzo di mercoledì 18 settembre 2024, pagina 3
Corriere Fiorentino – Sì in Consiglio regionale all’Olimpiade in Toscana
Si in Consiglio regionale all’Olimpiade in Toscana «Ma mancano gli stadi»
Trentuno voti favorevoli e solo uno contrario. La mozione per organizzare le Olimpiadi in Toscana nel 2040 è stata approvata dal Consiglio regionale toscano: «Ma qui non abbiamo stadi a norma», avverte Galli (Lega).
Olimpiade 2040, il Consiglio ha detto sì «Ma non abbiamo uno stadio a norma» Approvata la mozione che sostiene la candidatura toscana: «Portiamola a Roma»
• II primo firmatario della mozione è il vicepresidente del Consiglio regionale toscano Stefano Scaramelli (Iv), il suo leader Matteo Renzi aveva infatti incoraggiato la candidatura toscana Poteva essere un venticello di quelli che attraversano l’estate torrida della politica, ma la Toscana mostra di crederci sul serio.
• Per ospitare i Giochi servirebbero ingenti investimenti su impianti e infrastrutture, anche per collegare le città
È stata approvata dal Consiglio regionale la mozione per sostenere la candidatura della Toscana a ospitare i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2040. Una proposta nata sull’onda dell’entusiasmo delle serate parigine a cinque cerchi, quando il senatore Matteo Renzi (Iv) — ancora lui — aveva incoraggiato la candidatura di questa regione su X. Non è un caso che a presentare ieri la mozione sia stato proprio il gruppo di Italia viva, primo firmatario il vicepresidente dell’aula Stefano Scaramelli. L’atto ha ottenuto trentuno voti favorevoli — quelli di Pd, Lega, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Forza Italia, Gruppo Misto-Merito e Lealtà — e un voto contrario, quello del Movimento 5 stelle, che considera l’evento «in contrasto col principio di non consumo di suolo». La mozione, come ha spiegato Scaramelli, impegna la giunta «a mettere in atto tutte le azioni possibili per sostenere la candidatura di Firenze e di tutte le province toscane al turno europeo 2040 delle Olimpiadi e Paraolimpiadi, con un programma in grado di valorizzare la Toscana diffusa, di promuovere le nostre eccellenze e di coinvolgere gli attori e i territori della nostra regione». «Mi fa piacere aver portato questa discussione in Consiglio, con la volontà anche del presidente Giani e del senatore Renzi», dice il primo firmatario. E le felicitazioni dell’ex premier arrivano in un battibaleno, con l’e-news che dedica un capitolo alla vicenda. In realtà, l’operazione è pressoché trasversale. Giovanni Galli (Lega) ha spiegato che «sarebbe necessaria un’opera di ammodernamento degli impianti che vivono una situazione molto critica, basti pensare che nelle città capoluogo di provincia non c’è uno stadio a norma». Diego Petrucci (FdI) ha evidenziato che «il concetto di Olimpiadi diffuse è oggi consolidato nei Giochi invernali e nei Giochi olimpici classici» e ha aggiunto di essere certo «che, per gli scenari che offre la nostra regione, quelle in Toscana sarebbero le Olimpiadi più belle della storia dell’umanità». Prima ancora delle parole concilianti dell’opposizione, giungono quelle di chi l’aula la presiede. «Penso che sia qualcosa di unico per cui le forze politiche non devono dividersi», dice Antonio Mazzeo (Pd). Non sarebbe certo una passeggiata: oltre al fatto che l’Italia viene da due bocciature (Roma 2020 e 2024), va considerato che in i6 anni bisognerebbe realizzare una serie di infrastrutture che nell’ultimo mezzo secolo sono rimaste al palo: non solo per ospitare gli eventi, ma anche per collegare le città. Tuttavia il presidente Giani, la sua coalizione e il centrodestra credono che gettare il cuore oltre l’ostacolo sia il primo passo necessario: «Penso sia il tempo di incontrare il governo, il Coni, di provare a costruire insieme», aggiunge il presidente del Consiglio regionale.
Tirreno – Olimpiadi 2040, la Toscana si candida
Il Consiglio regionale ha approvato una mozione per chiedere a Giani di mettere in atto tutte le azioni per presentare la candidatura della Toscana.
La candidatura Ufficiale: la Toscana punta alle Olimpiadi 2040 L’ok del consiglio regionale? Olimpiadi 2040, la Toscana si candida II Consiglio regionale dà il mandato a Giani, ma i tempi sono strettissimi Firenze Non si sa bene in quale stadio immaginare un’apertura da colossal simile a quella parigina che quest’estate ha innescato polemiche e dibattiti perfino in Italia. Non è chiaro quali impianti potrebbero ospitare in Toscana gli atleti dei cinque cerchi, ma il Consiglio regionale ci crede e ieri ha approvato a larga maggioranza (29 voti favorevoli, 1 contrario) una mozione di Italia Viva che impegna la giunta Giani a «mettere in atto tutte le azioni possibili per sostenere la candidatura di Firenze e tutte le province toscane al turno europeo 2040 delle Olimpiadi e Paralimpiadi con un programma in grado di valorizzare la Toscana diffusa, di promuovere le nostre eccellenze e di coinvolgere gli attori e i territori della nostra regione». L’idea, rilanciata nelle scorse settimane dal leader di Iv, Matteo Renzi, era stata lanciata dal presidente della Regione, Eugenio Giani. «Mi fa piacere aver portato questa discussione in Consiglio regionale, con la volontà anche del presidente Giani e del senatore Renzi, e insieme vogliamo allargare il consenso oggi delle forze politiche, domani sociali, economiche e delle città, per fare della Toscana veramente una Toscana diffusa in grado di ospitare un’edizione che potrebbe essere straordinaria», commenta il primo firmatario della mozione, il renziano Stefano Scaramelli.
Questo è «il primo atto ufficiale che dice sì alla candidatura», continua il vicepresidente del parlamentino regionale aggiungendo che «le nostre piazze, il nostro mare, i nostri stadi, le nostre città, le infrastrutture potrebbero trovare grandi finanziamenti». Ora, appunto, la palla passa alla giunta Giani, che dovrà prepararsi ad approvare gli atti per formulare la candidatura. «Penso che sia qualcosa di unico in cui le forze politiche non devono dividersi. Portare un grande evento come questo in Italia, in Toscana, vuol dire far crescere un territorio dal punto di vista culturale e turistico, non soltanto nella capacità di incentivare le ragazze e ragazzi alla pratica sportiva. Guardate quello che ha significato per tante città, Barcellona, Atene, Parigi», dice Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale, che immagina già di prevedere iniziative e magari competizioni sportive che abbiano da sfondo i grandi monumenti della regione, la Torre e piazza dei Miracoli a Pisa, Santa Croce a Firenze, piazza del Campo a Siena. La candidatura di solito va avanzata con 13 annidi anticipo e l’assegnazione avviene circa 11-10 anni prima dell’edizione stessa. Significa che la Toscana, per avere speranze di ottenere le Olimpiadi, dovrebbe dimostrare di poter realizzare in tempo stadi, campus olimpici, strade, villaggi olimpici, almeno entro il 2029-2030. «Le infrastrutture sono un tema—dice Mazzeo Non è un caso che l’obiettivo sia il 2040. In 16 anni bisognerebbe fare tutta una serie di infrastrutture. Io direi che alcune vanno fatte indipendentemente dalle Olimpiadi. Quindi bene ha fatto il presidente Giani a proporre la candidatura. Ora penso sia il tempo di incontrare anche il governo».
• Stefano Scaramelli II vicepresidente del Consiglio regionale che ha promosso la mozione in foto
La Nazione – Sogno Olimpiadi 2040 La Toscana ci crede «Windsurf all’Argentario e vela a Punta Ala»
di Ciardi Lisa
Il Consiglio regionale approva quasi all’unanimità la mozione di Italia Viva Il testo impegna la Giunta a fare il possibile per sostenere la candidatura Il governatore Giani: «Potremmo valorizzare le bellezze uniche del territorio»
FIRENZE II sogno olimpico scalda la Toscana. Superando (o quasi) le contrapposizioni fra partiti. Il Consiglio regionale ha infatti approvato ieri a larga maggioranza (favorevoli Pd, Lega, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Forza Italia, gruppo misto Merito e lealtà; un voto contrario del M5S) la mozione di Italia Viva che impegna la giunta toscana a «mettere in atto tutte le azioni possibili per sostenere la candidatura di Firenze e di tutte le province toscane al turno europeo 2040 delle Olimpiadi e Paralimpiadi, con un programma in grado di valorizzare la Toscana diffusa, di promuovere le nostre eccellenze e di coinvolgere gli attori e i territori dell’intera regione». «Mi fa piacere aver portato questa discussione nel Consiglio regionale della Toscana, anche con la volontà del presidente Giani e del senatore Renzi – ha detto Stefano Scaramelli, consigliere di lv, vicepresidente dell’aula e primo firmatario dell’atto sui Giochi -. Vogliamo allargare il consenso delle forze oggi politiche, domani sociali, economiche e delle città, per una Toscana veramente diffusa in grado di ospitare un’edizione che potrebbe essere straordinaria. Le nostre piazze, il mare, gli stadi, le città, le infrastrutture potrebbero trovare grandi finanziamenti». L’idea, che era stata avanzata nelle scorse settimane dal leader di lv, Matteo Renzi, era stata rilanciata anche dal presidente della Regione, Eugenio Giani, ieri soddisfatto per il voto in aula. «Quella delle Olimpiadi è un’idea che in Toscana coltiviamo da tempo – ha sottolineato Giani – da quando sfumò l’ipotesi di Roma. Potremmo valorizzare le bellezze diffuse e uniche del nostro territorio, che già hanno riscosso enormi successi nel Tour de France. Penso a quanto potrebbe essere spettacolare portare il windsurf all’Argentario, la vela a Punta Ala, il tiro con l’arco in una città murata o il tiro a volo a Montecatini Terme… A suo tempo lanciammo l’idea col Coni e con l’Emilia-Romagna. Oggi quel percorso è da ricostruire, ma intanto mi sento di poter dire che la Toscana è pronta». «Organizzare le Olimpiadi in Toscana è qualcosa di unico – ha detto il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo (Pd) – in cui le forze politiche, come è avvenuto in aula, non devono dividersi. Portare un grande evento come questo vuol dire far crescere un intero territorio, non solo nella capacità di incentivare lo sport, ma anche nella capacità di creare evidenti occasioni di una crescita culturale e turistica». Favorevole il centrodestra, anche se con qualche perplessità di natura puramente logistica. «L’argomento mi trova d’accordo – ha commentato Giovanni Galli (Lega) – ma sarebbe necessario un ammodernamento degli impianti che vivono una situazione molto critica». Contrari infine i Cinque Stelle. «C’è un contrasto tra le dimensioni delle Olimpiadi e quelle della Toscana – ha commentato la consigliera pentastellata Silvia Noferi – vista anche la conformazione del territorio e delle città, molto piccole e di struttura medioevale. Sarebbe necessario costruire impianti giganteschi, in contrasto con i principi di non consumo di suolo che il Movimento 5 Stelle porta avanti».
La Nazione – Galleria dell’Accademia e Bargello «Qual è il futuro dei lavoratori?»
di B.B.
Scaramelli (Iv) sulla revoca dei servizi gestiti da Opera Laboratori Galleria dell’Accademia e Bargello «Qual’è il futuro dei lavoratori?» FIRENZE «II governo Meloni pensa alle beghe di Sangiuliano ma si dimentica di gestire e valorizzazione il patrimonio culturale nazionale di grande rilievo mondiale come la Galleria dell’Accademia, il Bargello e i Musei afferenti che ogni giorno garantiscono a Firenze, alla Toscana e all’Italia importanti ricadute economiche e turistiche». Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in Consiglio regionale, con una mozione, riaccende i riflettori su una questione annunciata in estate ma «che sta passando nel silenzio più totale. In ballo, però, c’è il destino di cento lavoratori». La vicenda è questa: a luglio scorso è stata revocata ad Opera Laboratori Fiorentini la concessione per i servizi di biglietteria, accoglienza e sorveglianza per il Museo del Bargello e della Galleria dell’Accademia. Secondo le informazioni dei sindacati, il sistema di bigliettazione passerà per intero sull’app ‘Ad Arte’ e tutti gli altri servizi saranno gestiti da Ales spa, società in house del ministero della Cultura. E tutto ciò dovrebbe scattare dal 1° novembre. «L’atto nasce dall’assenza di garanzie da parte del Ministero, allora guidato da Sangiuliano, sul mantenimento delle condizioni contrattuali di primo e secondo livello delle lavoratrici e dei lavoratori attualmente impiegati nei servizi aggiuntivi della Galleria dell’Accademia, dei Musei del Bargello di Firenze e afferenti« spiega Scaramelli che poi sferra l’attacco. «Per le sorti di questi lavoratori, il 70% donne, a chi dobbiamo chiedere? Alla signora Boccia? Meloni dica con chiarezza che la cultura è una cosa seria e dimostri con atti concreti che i lavoratori meritano rispetto, dignità del lavoro e che la cultura in Italia è una cosa seria».
Olimpiadi 2040 In Regione dibattito il 17 SIENA – Un passo avanti sulla strada verso le Olimpiadi 2040 in Toscana è atteso il 17 settembre, quando il consiglio regionale discuterà la mozione presentata dal senese Scaramelli.
La proposta del vicepresidente Scaramelli verrà affrontata in consiglio regionale Olimpiadi 2040 in Toscana Se ne parla martedì 17 di Stefano Bisi SIENA – Un altro passo verso la candidatura per le Olimpiadi del 2040 in Toscana. La riunione dei capigruppo ha deciso di discutere la mozione presentata dal capogruppo di Italia Viva Stefano Scaramelli nel consiglio regionale del 17 settembre. Un martedì, per fortuna: fosse stato un venerdì, qualche timore sarebbe nato in una regione scaramantica come la Toscana, che invece dimostra di crederci. Le Olimpiadi del 2040 nella terra di scienziati e navigatori, di poeti e statisti punta a questo obiettivo con determinazione: “Auspico la massima condivisione delle forze politiche per realizzare questo sogno tutti insieme” dice Scaramelli. La proposta è stata lanciata da Matteo Renzi: “Condivido la candidatura avanzata dal senatore e le parole del presidente della Regione Eugenio Giani che hanno sottolineato come la Toscana diffusa, le nostre città, il nostro mare, le nostre colline, le montagne, i laghi e le strade bianche della nostra regione abbiano tutto per stupire il mondo e per migliorarsi”. Scaramelli, che è anche vicepresidente del consiglio regionale, ha presentato un atto formale e se n’è parlato nella conferenza dei capigruppo per portarla il 17 all’esame dell’aula. “Ora – dice – devono essere coinvolte le istituzioni, le federazioni sportive e le associazioni per arrivare a presentare una proposta seria al governo italiano”. Intanto sindaci e sportivi della provincia di Siena plaudono all’iniziativa. La bandiera della Toscana può sventolare il sogno olimpico e Siena può essere della partita. Il primo a parlare delle Olimpiadi 2040, come detto, era stato Renzi. “Nel 2028 – le sue parole – le Olimpiadi saranno a Los Angeles, nel 2032 in Australia, nel 2036 in Asia, a occhio in India. Se vogliamo giocarci una chance, dobbiamo attendere il turno europeo del 2040. Roma si è chiamata fuori, purtroppo. Milano avrà le Olimpiadi invernali. Tocca a un altro territorio italiano. Mi piacerebbe moltissimo che fossero Firenze e la Toscana: hanno tutto per ospitare i giochi olimpici. Pensate allo splendore mondiale delle Olimpiadi toscane: sarebbe una bomba mediatica, quanta bellezza”. Il sogno è possibile.
La Toscana può stupire il mondo
di R.A.
Intervista Stefano Scaramelli – Primo passo per le Olimpiadi –
di Stefano Bisi
La Nazione Firenze
Giochi olimpici e paralimpici 2040 «Sostegno alla candidatura di Firenze e della Toscana»
La Nazione di giovedì 29 agosto 2024, pagina 18
Scaramelli replica ai Cinque Stelle «Nessun veto su Italia Viva Insieme alle urne saremo vincenti»
di Passanese Antonio
Scaramelli replica ai Cinque Stelle «Nessun veto su Italia Viva Insieme alle urne saremo vincenti» Il consigliere regionale: «Dovremo enfatizzare ciò che ci unisce rispetto a ciò che potrà dividerci» E sul governatore glissa: «Non m’iscrivo al dibattito su Giani sì, Giani no. Prima finiamo il lavoro che manca» COSA FARE PRIMA DEL VOTO «Ridurre le tasse che in modo inopportuno sono state aumentate senza il nostro voto e contro la volontà» di Antonio Passanese FIRENZE Consigliere Scaramelli, il M5s dice no a un campo largo insieme a Italia Viva e Azione. Il coordinatore provinciale del Movimento, l’onorevole Quartini, è stato molto netto. Che ne pensa? «Guardi il mio rapporto con Quartini è a dir poco ottimo. Da molto tempo non ci sentiamo ma le posso dire che quando abbiamo lavorato insieme nella Commissione Sanità del Consiglio regionale, sono state più le volte che abbiamo condiviso atti rispetto a quando ci siamo divisi». E lei che idea ha del campo largo? «A mio avviso serve una coalizione ampia, seria e pragmatica di centrosinistra, che trovi forza e fondamento in proposte progressiste, democratiche e riformiste. Che sappia affrontare le contraddizioni che stanno emergendo, favorire sviluppo e tenere insieme rispetto ambiente e qualità della vita. Noi possiamo fare la nostra parte. Dovremo enfatizzare ciò che ci unisce rispetto a ciò che potrà dividerci. Insieme saremo vincenti». Che legislatura è stata questa? E su cosa bisogna lavorare prima della scadenza? «Al momento ogni analisi mi sembra premutura. Nei prossimi 4 mesi a mio avviso serve lavorare per completare gli impegni assunti nel 2020. Serve migliorare in sanità, portare a termine investimenti infrastrutturali, approvare il piano rifiuti e ridurre le tasse che in modo inopportuno sono state aumentate peraltro senza il nostro voto e contro la nostra volontà». Italia Viva rispetto a un Giani bis come si pone? «Nel 2020 abbiamo sostenuto convintamente Giani. E la coalizione di centrosinistra ha vinto le elezioni anche per il nostro contributo. In questi anni la nostra presenza in Consiglio regionale è stata fondamentale per garantire stabilità e numeri in passaggi fondamentali, basti solo pensare a rigassificatore, sviluppo aeroporto Firenze, adozione piano rifiuti, piano cave, politiche or aree interne e montagna. Senza dimenticare che grazie a noi abbiamo migliorato la legge sui caminetti, norme urbanistiche e approvato legge palestre della salute. Sarò onesto. Non m’iscrivo al dibattito su Giani si, Giani no. Prima terminiamo il lavoro che ci manca». Ma allora da dove cominciare? «A gennaio sediamoci intorno a un tavolo e mettiamo le basi per costruire una coalizione forte che si tenga insieme in funzione dell’idea di Toscana che abbiamo per il futuro e a quel punto sapremo trovare insieme la guida ideale in cui tutti possano riconoscersi. Ovvio che spetterà al Pd fare la prima mossa quale principale partito della coalizione. Niente veti né imposizioni ma sulla base della condivisione ci faremo trovare pronti».
Siena-Roma, sogno del treno diretto «Aspettiamo la consegna dei Blues»
LA RISPOSTA A SCARAMELLI Treno Siena-Roma In attesa dei Blues si studiano gli orari A pagina 5 Siena-Roma, sogno del treno diretto «Aspettiamo la consegna dei Blues» L’assessore regionale Baccelli risponde all’interrogazione di Scaramelli. «Valutiamo gli orari possibili» FIRENZE Per Stefano Scaramelli la risposta scritta dell’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli alla sua interrogazione sullo stato dell’arte del collegamento diretto in treno tra Siena e Roma «è un’ottima notizia. L’assessore Baccelli rivela – spiega il vicepresidente del consiglio regionale – che il collegamento diretto è correlato all’introduzione e alla consegna di treni ibridi Blues da parte di Trenitalia entro la fine del 2024. Per ora i Blues stanno per essere impiegati lungo la tratta Empoli-Siena. Quando arriveranno altri convogli, il servizio potrà essere attivato anche sulla Siena-Chiusi». La risposta in consiglio regionale ieri pomeriggio è il corollario di una battaglia che Stefano Scaramelli sta conducendo da mesi. Da quando, nell’autunno scorso, fu lanciata la petizione che raccolse oltre duemila firme per il collegamento diretto tra Siena e la capitale. E trovò anche il sostegno delle istituzioni senesi, da Confindustria all’Università, dalla Fondazione Mps alla Camera di Commercio.
Nella prima parte della risposta all’interrogazione, l’assessore Baccelli afferna che «ci sono numerosi aspetti da approfondire, sia sulla linea Siena-Chiusi a binario semplice, che sulla linea Aretina, sia per la linea storica della Direttissima, una volta arrivati a Chiusi. La proposta è prevedere più coppie al giorno di treni. Ma per ora non sono disponibili i Blues». «La parte più interessante è l’epilogo – dice Scaramelli -.II comitato tecnico, di cui fa parte anche la Regione, starebbe studiando la migliore finestra oraria possibile per il treno diretto andata-ritorno Siena-Roma. Nei prossimi mesi potrebbe essere definita la traccia oraria». C’è un altro aspetto da valutare, secondo Baccelli: il limite cronico del binario unico che impedisce, salvo le fermate nelle stazioni, gli scambi tra treni nelle due direzioni. «Trenitalia e Rfi – dice l’assessore – stanno approfondendo le problematiche òegate all’inserimento di un collegamento veloce senza fermate intermedie tra Siena e Chiusi, al fine di valutare gli effetti e minimizzare le ricadute sui treni utilizzati dai pendolari».
II vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli alla stazione ferroviaria a Sima il giorno del lancio della petizione per il treno diretto per Roma.
La Nazione Siena di giovedì 25 luglio 2024, pagina 5
Scaramelli e il pressing sui treni da Siena «Tempi certi per i collegamenti con Roma»
Il vicepresidente dell’assemblea toscana chiede risposte entro l’estate
Pressing sul collegamento ferroviario diretto tra Siena e Roma. A incalzare l’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli e il Presidente della Giunta Eugenio Giani per avere tempi certi ed entro l’estate sulla realizzazione del progetto di collegamento è Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva in Consiglio regionale, che ieri ha presentato una interrogazione urgente. La progettualità, nata da un’idea di Scaramelli, che poi ha trovato il sostegno di oltre 2mila cittadini che nel novembre 2023 avevano firmato la petizione, produrrebbe un importante impatto sul tessuto socio-economico a servizio di lavoratori, studenti e turisti con più ricadute su tutto il territorio. «Il collegamento ferroviario diretto tra Siena e Roma consentirebbe – commenta Scaramelli – di dare una risposta concreta e di superamento dello storico gap infrastrutturale che il territorio senese continua a vivere». Nell’atto depositato si chiedono tempi di realizzazione, il dossier è da settimane nei tavoli di Trenitalia e Regione Toscana lo ha inserito tra le priorità inscrivendolo nel Documento di economia e finanza regionale.
Scaramelli punta a sinistra “Mai nascosto le mie idee”
di Gennaro Groppa
Scaramelli: “Mi butto a sinistra” Stefano Scaramelli Si allinea con Renzi quando dice che Italia Viva deve guardare a sinistra 4 a pagina 5 Gennaro Groppa II vicepresidente del consiglio regionale: “Condivido la necessità espressa da Renzi’ Scaramelli punta a sinistra “Mai nascosto le mie idee” di Gennaro Groppa SIENA – C’è stato chi lo ha definito il “magico potere del pallone”. Sicuramente la foto dell’abbraccio su un campo da calcio tra Elly Schlein e Matteo Renzi è una delle immagini del momento nel nostro Paese. Era lo scatto di una partita giocata per beneficenza, successivo al momento in cui l’ex premier ha mandato in porta il segretario nazionale del Partito democratico che ha messo a segno una bella rete. Ma incredibilmente una partita di calcio giocata per beneficenza può essere stata una dei frangenti alla base di una possibile nuova alleanza politica. Perché Matteo Renzi ha poi aperto alla possibilità di futuri accordi elettorali con il Pd e anche con il Movimento 5 Stelle. Veti che hanno caratterizzato vari recenti appuntamenti elettorali (come alle ultime Politiche nazionali) potrebbero venir meno. Renzi ha aperto in tal senso, e nella giornata di ieri è andato sulla stessa linea anche il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana Stefano Scaramelli, esponente di Italia Viva che in passato da uomo Pd era sta *** to tra le altre cose sindaco di Chiusi. “Non ho mai nascosto le mie idee, i miei valori, il senso del mio impegno politico – dichiara Scaramelli. – Sono un uomo di sinistra da sempre. Con simbologia scolpita più che sulla pelle nel cuore. Ho seguito da sempre Matteo Renzi. Eravamo in tanti 13 anni fa. Oggi siamo qualcuno di meno ma resto fortemente convinto delle mie e delle sue scelte. Matteo più di altri ha rappresentato l’idea non ideologica di un riformismo pragmatico, moderno, di cui questo Paese ha bisogno”. E ancora Scaramelli aggiunge: “In questi lunghi 5 anni l’esperienza di Italia Viva è stata determinante in Italia come in Toscana. Si è concluso un ciclo. Una fase. Oggi condivido con forza la necessità espressa da Matteo di un nostro collocamento politico come forza di centro che guarda a sinistra. Un collocamento che a mio avviso deve essere strutturale, autonomo, mai subalterno ma rispettoso di nuovi o vecchi alleati – continuaq Scaramelli -. Una scelta non più rinviabile. Saranno i valori comuni e le sfide nuove a vederci protagonisti, dovremo saper enfatizzare ciò che ci unisce al cospetto di ciò che ci divide. Solo così in Italia si potrà costruire una grande alternativa alla destra che attualmente governa – conclude Scaramelli -. Dovrà maturare una coscienza collettiva che si dovrà misurare con schemi nuovi su temi come lavoro, sanità, sociale, economia, infrastrutture, politiche giovanili, sviluppo sostenibile e innovazione. Avremo tempo e modo per confrontarci in merito. Iniziamo a farlo”.
Stefano Scaramelll Esprime la sua opinione in merito alla sinistra.
Corriere di Siena di sabato 20 luglio 2024, pagina 5
Corriere di Siena di lunedì 15 luglio 2024, pagina 8
Treno diretto, parola a Lojudice
di Groppa Gennaro
SIENA Treno diretto con Roma Chiamato in causa il Cardinale 4 a pagina 8 Geearo Groppa II presidente del consiglio regionale presenterà anche una nuova interrogazione per chiedere risposte a Baccelli e Giani Treno direfto, parola a Lojudice Scaramelli punta a coinvolgere il cardinale sull’utilità del collegamento per il Giubileo 2025 di Gennaro Groppa SIENA – Non ci sono ancora novità significative relativamente alla possibilità di dare vita al collegamento ferroviario diretto tra Siena e Roma, ipotesi della quale si parla ormai da alcuni mesi e che è sostenuta da enti e istituzioni del territorio. A lanciare l’idea è stato Stefano Scaramelli, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana, che strada facendo ha trovato il sostegno anche dell’Università degli studi di Siena, con il rettore Roberto Di Pietra che parla spesso dell’importanza che avrebbe tale collegamento, e Confindustria. Nei mesi scorsi è stata lanciata anche una petizione per richiedere l’attivazione della tratta diretta, che venne firmata in pochi giorni da oltre duemila persone. La Regione Toscana ha inserito questo progetto nel proprio Def, il Documento di economia e finanza, già approvato. Si attende ora che Trenitalia dia vita al collegamento, o che almeno chiarisca le proprie intenzioni. Sono passati alcuni mesi da quando il progetto è stato lanciato e la Regione Toscana lo ha inserito nel proprio Def, ma questo step non si è realizzato. Scaramelli, allora, toma ad agire per tentare di mantenere i riflettori accesi sul progetto. “Presenterò un’altra interrogazione in consiglio regionale – afferma l’esponente di Italia Viva. – L’obiettivo è quello di sollecitare ancora l’assessore Stefano Baccelli (che ha le deleghe a infrastrutture e trasporti, ndr) e il presidente Eugenio Giani. Sono passati alcuni mesi e Trenitalia ha il fascicolo relativo a questo progetto sulla scrivania, ma ancora non ha fornito risposte in merito. La Regione Toscana si è già mossa in questa direzione, inserendo il collegamento ferroviario SienaRoma nel proprio Def. Il progetto è fattibile, attendiamo di conoscere cosa ne pensi Trenitalia”.
Il collegamento verrebbe effettuato con un treno ibrido, e permetterebbe di avere una tratta diretta tra la città del Palio e la capitale del Paese. Sarebbe utile per i turisti, che potrebbero muoversi e spostarsi in maniera più agevole tra le due città, per gli studenti e sarebbe un elemento importante anche per le imprese. Scaramelli aggiunge: “Chiederò un appuntamento per parlare di questo progetto anche con il cardinale Augusto Paolo Lojudice – dichiara il vicepresidente del consiglio regionale della Toscana. – II 2025 sarà anno di Giubileo, quindi un treno diretto tra Siena e Roma sarebbe certamente assai utile anche da questo punto di vista. Noi ribadiamo che il progetto è realizzabile e che sarebbe assai importante per il territorio. Dobbiamo capire e sapere se Trenitalia voglia attivare il servizio, se ciò avverrà la Regione Toscana dovrà essere pronta anche con le eventuali risorse necessarie”.
Nazione Firenze di domenica 2 giugno 2024, pagina 13
Arrivano le palestre della salute La legge va in aula l’11 giugno
di Ciardi Lisa
TRE DOMANDE A STEFANO SCARAMELLI (ITALIA VIVA) di Lisa Ciardi
Arrivano le palestre della salute La legge va in aula l’11 giugno Va avanti, in Toscana, l’iter per le «palestre della salute». E’ stata infatti approvata in Commissione regionale la legge che porterà a riconoscere queste strutture nel solco della normativa nazionale. A illustrarla, il promotore, Stefano Scaramelli (Italia viva).
O cosa prevede la norma? «Con questa legge, la Toscana stabilisce i requisiti strutturali e organici che rendono strutture private o pubbliche idonee allo svolgimento di programmi di attività fisica personalizzati e strutturati, da svolgere anche e non solo dietro suggerimento medico. Qui gli esercizi vengono eseguiti individualmente sotto la supervisione di professionisti dotati di specifiche competenze».
© Quali sono le figure professionali coinvolte? «Il chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate, che lavorerà in collaborazione con medici specialisti in medicina dello sport e dell’esercizio fisico, in medicina fisica e riabilitativa e in scienze dell’alimentazione e con altri professionisti sanitari».
Corriere di Siena di sabato 18 maggio 2024, pagina 18
Scaramelli: “Riaprire la necropoli”
di P.n.
Chiusi Presentato un atto all’ordine del giorno della prossima seduta: “Serve uno scatto in avanti collegiale” Scaramelli: “Riaprire la necropoli” Tombe etrusche chiuse da quattro anni. Interviene il vicepresidente del consiglio regionale CHIUSI – Necropoli etrusca chiusa da quattro anni, Scaramelli punta il dito: “E’ intollerabile”. “Da quattro anni sono chiuse le tombe etrusche della città di Porsenna. A Chiusi sono inaccessibili da troppi anni questi luoghi di inestimabile valore per tutta la Toscana. Serve che la Regione Toscana si attivi celermente con il ministero della cultura affinché questo patrimonio archeologico così importante per il territorio possa nuovamente essere fruito da tutti i visitatori”. Stefano Scaramelli, presidente del gruppo Italia Viva e vicepresidente del consiglio regionale ha presentato un atto che sarà all’ordine del giorno della seduta d’aula di martedì 21 maggio. “La fruizione della necropoli di Chiusi da parte di tutti rappresenta un’occasione unica per scoprire e ammirare la civiltà etrusca in un percorso archeologico di prestigio – continua Scaramelli -. Ha fatto bene il sindaco della città a scrivere una lettera al ministro della cultura, ma adesso serve uno scatto in avanti collegiale e determinante perché non è più tollerabile l’inerzia del Mic”. Nell’atto Scaramelli chiede un intervento mirato e auspica la condivisione e il sostegno della giunta regionale e di tutte le formazioni politiche presenti in consiglio regionale. Perché questo straordinario patrimonio possa tornare fruibile alle comunità locali e ai turisti, considerando il grande valore e la capacità attrattiva a beneficio di tutto il territorio, non solo di Chiusi.
Repubblica Firenze di domenica 19 maggio 2024, pagina 9
Memoria di un istante
di Montanari Laura
Memoria di un istante di laura Montanari Dal covid in poi addio, la necropoli di Poggio Renzo, dalle parti di Chiusi (Siena), non ha più riaperto. Sparita dai radar del turismo, giro di chiave alle grate d’ingresso e ciao. Le tombe etrusche del museo (le tombe del Leone, della Pellegrina e quelle con le raffigurazioni pittoriche della Scimmia), non sono accessibili. «Questioni di sicurezza» spiegano gentili dal centralino del museo stesso. «Ci scusiamo per il disagio» si legge sul sito del ministero della Cultura sottolineando che il provvedimento è, naturalmente, «temporaneo». Ora per il vocabolario italiano «temporaneo» è qualcosa che non è destinato a durare stabilmente, qualcosa che ha un carattere di provvisorietà. Siamo nel 2024, l’emergenza covid è del 2021. Per quanto tempo si declina ancora il «temporaneo»? Al momento non è dato a sapersi e nel vuoto sono cadute le lettere inviate dal sindaco di Chiusi, Gianluca Sonnini che ne sottolinea «il valore storico e culturale», oltre al richiamo turistico. Adesso anche Stefano Scaramelli (Iv) ha presentato un’interrogazione chiedendo alla Regione di intervenire. Per rendere meno temporanea questa chiusura.
Nazione Siena di martedì 7 maggio 2024, pagina 13
Monteriggioni: la crisi di Avi Coop. Scaramelli presenta una mozione
di Brogi Marco
Monteriggioni: la crisi di Avi Coop Scaramelli presenta una mozione Situazione difficile e futuro ad alto rischio per i duecento lavoratori dell’azienda del gruppo Amadori scana dobbiamo mettere in atto tutte le azioni possibili per affrontare e risolvere i problemi che stanno alla base della situazione di incertezza in cui vivono i dipendenti dello stabilimento».II Gruppo Amadori, come ci dice in modo inequivocabile la lingua dei numeri, è da anni uno dei leader indiscussi nel settore agroalimentare italiano, un’ azienda innovativa e altamente specializzata del comparto avicolo, con un fatturato di oltre 1,7 miliardi di euro. Sul territorio nazionale conta 6 stabilimenti di trasformazione alimentare, 3 piattaforme logistiche primarie e 16 centri di distribuzione tra filiali e agenzie, e circa 9.000 addetti. I dipendenti dello stabilimento di Monteriggioni dal mese di marzo svolgono soltanto 2/3 giorni di lavoro anziché 5/6 perché, ha spiegato l’azienda,in uno degli ultimi incontri con i sindacati, nell’ultimo periodo la domanda di tacchino si sarebbe abbassata. Come dire, insomma, che l’azienda sta attraversando una fase critica e questo rende precario iI futuro delle oltre 200 persone di varie zone della provincia senese che lavorano nel polo produttivo di Monteriggioni. II caso, adesso, approda in Regione. Vedremo se il coinvolgimento delle istituzioni riuscirà ad aprire uno spiraglio.
MONTERIGGIONI di Marco Brogi «Istituire con la massima urgenza un tavolo istituzionale di coordinamento che veda la partecipazione, oltre della Regione, del comune di Monteriggioni e dell’azienda, per scongiurare il trasferimento della produzione dal territorio senese e garantire la salvaguardia occupazionale». La crisi della Avi Coop di Monteriggioni, azienda del gruppo Amadori di macellazione e confezionamento tacchini, continua a tenere banco. A scendere in campo a sostegno del futuro dei 200 lavoratori dello stabilimento è Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana e capogruppo di Italia Viva, che ha presentato una mozione chiedendo la discussione della questione nella seduta di oggi pomeriggio del ‘parlamentino’ toscano. «Sono a rischio 200 lavoratori dello stabilimento Avi.Coopspiega Scaramelli -Dopo mesi di trattative sindacali e di incertezze, serve scongiurare che si arrivi definitivamente alla chiusura dello stabilimento di Monteriggioni con lo scopo di trasferire la produzione in altri impianti del gruppo Amadori.
Nazione Firenze di domenica 21 aprile 2024, pagina 13
Intervista a Stefano Scaramelli – «La carta d’identità toscana vissuta da duecento studenti»
di Ciardi Lisa
TRE DOMANDE A … STEFANO SCARAMELLI (VICEPRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE) di Lisa Ciardi «La carta d’identità toscana vissuta da duecento studenti» Una «Carta dell’identità culturale toscana»: è quella che sarà delineata e diffusa, soprattutto attraverso i social, da 200 ragazzi di 10 scuole della regione, una per provincia, grazie al progetto portato avanti dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale e partito da un’idea del vicepresidente Stefano Scaramelli (Iv).
O Come è nata l’iniziativa? «Ha preso il via grazie alla legge regionale 7 febbraio 2023, con l’intento di favorire la partecipazione dei giovani toscani nella riscoperta e nel racconto di identità, cultura e risorse locali, ma anche per stimolare creatività e capacità di narrazione». © Cosa prevede? «Grazie a uno stanziamento di 100mila euro e a un bando, i ragazzi esploreranno il proprio territorio e verranno poi ospitati da una scuola di un’altra provincia, dove i loro ‘colleghi’ li guideranno a loro volta alla scoperta del luogo. fondi copriranno le spese di viaggio». © Quale sarà il risultato finale? «Prima di tutto un arricchimento per i partecipanti che potranno conoscere meglio la Toscana. Inoltre il percorso porterà alla preparazione di alcuni materiali social che verranno utilizzati per diffondere le informazioni ad altri giovani».
Scaramelli: “Treno per Roma in arrivo”
Il leader di Italia Viva: “Ho avuto assicurazioni dalla Regione che si parte quando ci saranno i nuovi Blues”
“Il progetto del treno diretto Siena-Roma diventa sempre più concreto”. Sprizza gioia e ottimismo da ogni poro Stefano Scaramelli, leader di Italia Viva e vicepresidente del consiglio regionale. Del resto, il progetto è suo, ha raccolto firme e ha bussato a tutte le porte necessarie per dotare la città del Palio di almeno 2 corse al giorno da e per la capitale. “Ho ricevuto – prosegue – la risposta dall’assessore regionale ai trasporti: entro la fine del 2024 saranno consegnati nuovi treni ibridi Blues e questo permetterà di realizzare il collegamento di almeno 2 coppie giornaliere. Adesso il comitato tecnico, di cui fa parte la Regione, sta studiando gli orari migliori e definendo le fasce orarie in cui far circolare i treni andata-ritorno tra Siena e Roma. Si ipotizza a questo punto la partenza del servizio per la prima metà del 2025”. Da parte sua, proprio l’assessore Stefano Baccelli spiega: “In merito alla realizzazione del progetto di collegamento ferroviario diretto tra Siena e Roma, ci è stato chiesto a che punto sia il suo sviluppo, quali sono le intenzioni di Trenitalia in merito alla realizzazione della tratta diretta tra la città del Palio e la capitale del Paese e in che tempi si prevede di sperimentare e mettere a terra gli interventi necessari. L’ente programmatore del servizio ferroviario è la Regione Toscana che, come previsto nel Defr, ha sottoposto ai gestori la proposta di collegamento diretto, previa verifica di fattibilità per l’eventuale inserimento in programmazione. Vi sono numerosi aspetti da approfondire relativamente alle tracce orarie disponibili, sia sulla linea Siena-Chiusi a semplice binario, che sulla linea Aretina, sia per la linea storica che sulla Direttissima una volta giunti nella stazione di Chiusi. Aspetto fondamentale per l’effettuazione del servizio è la disponibilità di treni ibridi sufficienti per i collegamenti, considerato che la proposta nel Defr fa riferimento a più coppie al giorno di treni Siena-Roma. Per il momento non vi sono treni disponibili, per il fatto che da qualche settimana i Blues trovano impiego in doppia composizione sulla tratta Empoli-Siena, dovendo sostituire anche i treni per cui è necessaria maggiore capacità di posti a sedere. Nel corso del 2024 entreranno in servizio altri treni Blues, che aumenteranno la disponibilità di materiale e permetteranno quindi di definire l’avvio di tale collegamento. Inoltre nell’ambito del gruppo tecnico, per il potenziamento della linea Siena-Chiusi, cui partecipano le strutture tecniche della Regione Toscana, rappresentanti delle amministrazioni interessate alla linea, Trenitalia e Rfi stanno approfondendo le problematiche legate all’inserimento di un collegamento veloce senza fermate intermedie fra Siena e Chiusi rispetto al resto della programmazione, al fine di valutare gli effetti e minimizzare le ricadute sui treni utilizzati dai pendolari”.
Dobbiamo fare di più
Serve uno scatto culturale e di sensibilità collettiva
In qualunque circostanza muoia un figlio mancano le parole, il dolore supera ogni espressione. Il racconto dei genitori di Mattia presenti insieme ai suoi cari al campo di calcio durante la partita di campionato dell’Eccellenza toscana lascia il segno. Non sta certo a me definire tempi e modalità di soccorso, ma constatare che il defibrillatore era presente a bordo campo, e che il suo utilizzo avrebbe potuto, forse, salvare Mattia Giani, ragazzo di 26 anni, questo sì. Quanto accaduto in Toscana è ancora più grave se si pensa che la nostra Regione, infatti, è stata precursora rispetto al resto d’Italia sulla presenza di questo strumento salvavita negli impianti sportivi, pena la chiusura degli stessi. La legge regionale che ho avuto l’onere e l’onore di portare avanti da Presidente della Commissione Sanità nel 2015 prevedeva la dotazione obbligatoria dei defibrillatori, introduceva sanzioni, e attraverso il Regolamento del 2016 oltre la collocazione imponeva la presenza di esecutori formati BLS-D. Ero presidente di Commissione Sanità quando scrivemmo l’impianto normativo, mettemmo in evidenza che le regole dovevano valere per tutti gli sport, a prescindere dal tipo di competizione sportiva. Con quel Regolamento di attuazione della legge regionale 9 ottobre 2015, n. 68 (Disposizioni per la diffusione dei defibrillatori semiautomatici esterni nell’ambito della pratica fisica e sportiva) normammo anche lo svolgimento delle attività sportive. Ho aspettato a scrivere, ho pensato e ripensato a quanto è successo, ho letto ricostruzioni e prese di posizione. Memore di quel lavoro fatto otto anni fa, per provare a salvare vite, credo sia corretto fare luce su quanto successo. Serve prima di tutto portare rispetto alla morte di un ragazzo. Un giovane che amava il calcio e lo sport. Leggere le parole di babbo Sandro mi colpisce profondamente. Mi addolora. Mattia non è stato salvato. Poteva salvarsi. La legge e il regolamento regionale non sono bastati, la legge nazionale arrivata molti anni dopo non è bastata. Serviva applicarla. Serviva vigilare. Dobbiamo fare di più come società. Se dal punto di vista normativo sono stati fatti passi in avanti, adesso è il momento di fare uno scatto collettivo. Fa ben sperare la maturità dei 25000 spettatori di Udine che nello stesso giorno applaudono all’interruzione di Udinese Roma per un fatto similare. Ma serve uno scatto culturale, una sensibilità e una attenzione collettiva. Lo dobbiamo a Mattia, ai suoi cari e a chiunque ogni giorno svolge attività negli impianti sportivi.
II leader senese di Italia Viva: “Senza cercare chi ha colpe o meriti va lasciato un patrimonio alle future generazioni”
“La ricetta per il Biotecnopolo”
Scaramelli: “Ognuno faccia la parte che gli compete senza inutili sovrapposizioni di ambiti”
Il consiglio regionale, mercoledì, ha espresso il voto su su una mozione che riguarda il Biotecnopolo, ma Italia Viva si è astenuta mentre tutti si attendevano che si schierasse con il Pd. Cosa è successo? “La visione nostalgica e ideologica del Pd sulla questione – spiega il leader e capogruppo Stefano Scaramelli – è fuori dalla storia mentre a me piace non perdere di vista il merito delle questioni. E’ finita la stagione sia di chi vuole prendersi i meriti di un progetto mai nato, sia di chi vuole attribuire colpe a chi non ha alcuna responsabilità”.
Si spieghi meglio
Enrico Letta e il Pd non hanno alcun merito nella nascita della Fondazione Biotecnopolo e sulla costituzione del centro antipandemico. L’iter legislativo nacque al Senato, i meriti sono del Governo Draghi, i soldi sono dello Stato e quindi dei cittadini, il progetto è nazionale e non locale. E’ bene chiarirlo.
Però non è mai decollato: qualcuno la colpe ce l’avrà…
Non ne attribuisco perché non faccio indagini, semmai valuto le responsabilità perché faccio politica per Siena e la Toscana, soprattutto per le future generazioni. Oggi esistono un Cda di valore e una direzione scientifica di altissimo livello internazionale, affidata a Rino Rappuoli: due elementi certi dai quali partire. Allo stesso tempo auspico una guida amministrativa e generale di altrettanto valore oggettivo. Servono manager di livello nazionale, la politica ne stia fuori. Occorre scegliere in funzione del merito.
Ha fiducia nel lieto fine?
Credo nella scienza e nella ricerca, e sono convinto che il Governo italiano, tramite i suoi ministeri, lavorerà in questa direzione. Il mio leader nazionale Matteo Renzi ha depositato in merito una interrogazione che apre a soluzioni interessanti.
Quali?
E’ opportuno avere la capacità di considerare il progetto sempre più nazionale. Noi, come toscani e senesi, di fatto ne siamo beneficiari. Intanto ci sarà la nostra riconoscenza, ma quella principale sarà delle future generazioni, se sapremo scoprire nuovi farmaci resistenti a batteri, o applicazioni puntuali di anticorpi monoclonali, e comunque se ci faremo trovare pronti al cospetto di future pandemie.
Ne siamo appena usciti e lei già pensa alle prossime?
La politica fa questo. Quando con Renzi abbiamo portato Draghi al Governo, non abbiamo pensato alle nostre persone o all’immediato ma abbiamo mandato a casa un influencer grillino per mettere un uomo di Stato. Io penso che i nostri ministeri siano gestiti da tanti uomini di Stato, spesso più bravi degli stessi ministri. Credo nella supremazia della politica sulla tecnica e, come tale, sento il dovere di lavorare a una mediazione per rendere possibile il sogno di un Centro antipandemico che lavori oggi per farsi trovare pronto tra 20 anni.
Perché non tira mai in ballo il Comune di Siena, la Regione Toscana o Tls? E’ solo una casualità?
Nella mia vita non lascio mai nulla al caso. Penso che ognuno debba fare la propria parte. Sono enti locali e del territorio chiamati a giocare ruoli diversi, la Fondazione Biotecnopolo è nazionale. Lavorano su livelli diversi: il Comune, se chiamato in causa per rilasciare autorizzazioni o permessi, deve individuare percorsi rapidi, la Regione, se può, attivi risorse comunitarie che favoriscano ricerca e sviluppo. Tls può agire da service, e lo faccia. Ma nessuno vada oltre le proprie funzioni o ruoli. Sovrapposizioni di ambiti e compiti non servono. In alcuni casi le ho viste, in altri qualcuno le ha auspicate. Entrambe le cose sono sbagliate.
Può essere più chiaro?
Chi deve capire ha capito, fidatevi. Vedrete che finirà come dico.
In genere indovina le previsioni?
Faccio due esempi. Quando negli anni dissi, solo contro tutti, che la Fondazione Mps non doveva partecipare agli aumenti di capitale della Banca, la storia poi mi ha dato ragione. Nel 2023, invece, dissi l’esatto contrario, e quella è stata la salvezza di Rocca Salimbeni. Di Fondazioni, forse, un po’ me ne intendo…
Corriere di Siena, venerdì 15 marzo 2024, pagina 6. A cura di Marco Decandia
Stefano Scaramelli promotore del progetto ribadisce l’importanza del collegamento con un mezzo ibrido
Treno per Roma, Regione preme
In partenza la richiesta a Rfi dell’assessore Baccelli in modo che sia attivato per l’estate
La Regione Toscana presenta richiesta formale a Rfi di analizzare lo studio di fattibilità per poter realizzare il collegamento diretto ferroviario tra Siena e Roma di cui si parla da mesi, e che è particolarmente atteso. Si tratta di un ulteriore step nel percorso che potrebbe portare alla concretizzazione del collegamento diretto, attraverso un treno ibrido, con la capitale. La richiesta sarà presentata ufficialmente nei prossimi giorni dall’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli. L’obiettivo è quello di arrivare alla nascita del servizio entro l’estate, e di attivarlo al momento della modifica degli orari per la nuova stagione.
La Regione Toscana si sta muovendo e sta spingendo in tal senso, dimostrando e confermando di volere assolutamente questo collegamento. Quello della richiesta formale di analizzare lo studio di fattibilità sul collegamento ferroviario diretto Siena-Roma è un ulteriore passaggio in un percorso già avviato. A dicembre la Regione Toscana ha infatti inserito il progetto nel Documento di economia e finanza regionale, e pure tra le priorità da realizzare nel 2024 dando quindi un carattere temporale ben preciso, e di urgenza, al collegamento (da realizzare dunque quest’anno). Trenitalia dovrà ora valutare la fattibilità del progetto per poterlo concretizzare entro l’estate.
Il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli è stato il primo a parlare di questa possibilità e ad avanzare l’ipotesi del collegamento diretto con Roma. È stato anche il fautore di una petizione e di una raccolta firme tra i cittadini, un’iniziativa che ha confermato quanto il progetto interessi alla popolazione: in appena tre giorni sono state infatti raccolte oltre 2 mila firme al riguardo grazie alla presenza di volontari che si sono messi a disposizione per garantire il funzionamento dei banchini allestiti anche nella zona della stazione ferroviaria.
“Sarebbe un collegamento molto importante – ribadisce ora Scaramelli. – Penso ai lavoratori pendolari, penso ai turisti, penso agli studenti universitari. Sarebbe un collegamento che darebbe indubbi benefici al territorio senese. Sul tema si è registrato anche un interessamento da parte delle categorie economiche, delle imprese e del mondo universitario. Ciò dimostra la rilevanza che avrebbe il collegamento diretto con Roma. Si deve trovare lo spazio per realizzare il progetto. La Regione Toscana ci crede, ora attendiamo la risposta da Rfi. Se si vuole fare il progetto può certamente essere realizzato. Ciò consentirebbe di dare una risposta concreta e di superamento dello storico gap infrastrutturale che il territorio senese continua a vivere”. La prima ipotesi è quella di realizzare un collegamento al mattino e uno al pomeriggio. Il tempo di percorrenza si aggirerebbe attorno alle due ore e mezzo. Il primo treno partirebbe da Siena intorno alle 6 del mattino per arrivare a Roma alle 8,30 circa; ripartirebbe poi dalla capitale attorno alle 9 per tornare nella città del Palio verso le 11,30. Al pomeriggio poi potrebbe essere attivata un’altra linea. Se il collegamento venisse realizzato si tratterebbe di un bel passo avanti per i pendolari, per gli studenti, anche per le imprese e naturalmente sarebbe un vettore in più, e di non poco conto, anche in chiave turistica: con collegamenti più semplici e diretti tra le due città, è facile ipotizzare che un buon numero di visitatori potrebbe essere invogliato a vedere entrambi gli splendidi scrigni di storia e di arte. Siena e il suo territorio certamente ne beneficerebbero sotto tanti punti di vista, certo più di adesso, senza adeguati collegamenti e con un isolamento quanto mai preoccupante a livello di collegamenti.
Corriere di Arezzo e di Siena, domenica 3 marzo 2024, pagina 11. A cura di Gennaro Groppa
Siena entra nell’era del Blues Attivi i treni ibridi per Chiusi Ipotesi collegamento con Roma. Il mezzo può viaggiare a diesel o sulla linea elettrificata. Potrebbe essere utilizzato per la capitale. La notizia è passata quasi sotto traccia, eppure sarebbe un primo spunto interessante sull’ipotesi di collegamento diretto via treno con Roma in tempi accettabili, in attesa di capire se e come evolverà la partita MedioEtruria. I primi treni Blues hanno collegato Siena con Chiusi. Si tratta del mezzo ibrido che può viaggiare a diesel sulle nostre antiquate linee ma, quando possibile, può alzare il pantografo e immettersi sulla linea elettrificata. In due ore e un quarto circa (considerando l’inserimento sulla direttissima a Orte, prima non appare possibile per evitare sovrapposizioni coi Frecciarossa) si potrebbe arrivare a Roma partendo dalla stazione ferroviaria di Siena. A far notare la novità Stefano Maggi, docente universitario e grande esperto di trasporti, grande sostenitore dello sviluppo della rete ferroviaria come mezzo di trasporto fondamentale. Si tratta peraltro di quel mezzo che potrebbe consentire di ottenere il collegamento rapido con Roma come richiesto ultimamente in particolare da Stefano Scaramelli, vice presidente del Consiglio regionale e capogruppo di Italia Viva, che su questo ha ottenuto l’impegno della Regione. Il tutto mentre lo stesso Scaramelli resta fortemente critico su quanto sta maturando per MedioEtruria. «A oggi dal Governo nessuna decisione – osserva Scaramelli -. La fine del 2023, tra i tanti punti di vista divergenti, ci consegna un’intesa di massima tra le forze di governo del centrosinistra in Consiglio regionale. Potenziare gli scali di Chiusi e di Arezzo con fermate di treni AltaVelocità nelle attuali stazioni toscane. L’ipotesi di costruzione di una nuova stazione AV al momento non sembra essere plausibile. Tanto che il ministro competente, Matteo Salvini, non ha prodotto nessun atto concreto né è stato previsto nulla in merito nella Manovra finanziaria approvata su proposta del Governo». Su questo fronte, dopo l’ultimo passaggio al tavolo tecnico ministeriale nel quale è stata prospettata la possibilità Creti-Farneta come la migliore e in attesa di ulteriori sviluppi romani, si attendono novità anche a livello regionale. II consiglio comunale di Siena ha preso posizione per quella soluzione, la partita deve ora entrare nella fase decisiva.
O.P.
Il momento della verità in Toscana arriverà a fine 2024. Forse già a giugno, quando chi ha una busta paga o una pensione, avrà già pagato alla Regione il doppio delle tasse in ogni mese del primo semestre. La diversa flessibilità dei fattori economici, gli effetti regressivi dell’imposta insieme alla congiuntura internazionale saranno i cardini ineludibili per dare un giudizio compiuto sulla politica di bilancio portata avanti dal Pd. La Toscana si trova in una situazione di “disavanzo sulla sanità”, di “difficoltà finanziarie del sistema sanitario toscano”. L’innalzamento al massimo dell’addizionale regionale Irpef è iniquo e ingiusto. È inciso nella Carta del 1948 dai Padri costituenti che l’imposizione equa è legata all’azione efficace ed efficiente della pubblica amministrazione.
Il momento della verità in Toscana arriverà a fine 2024. Forse già a giugno, quando chi ha una busta paga o una pensione, avrà già pagato alla Regione il doppio delle tasse in ogni mese del primo semestre. La diversa flessibilità dei fattori economici, gli effetti regressivi dell’imposta insieme alla congiuntura internazionale saranno i cardini ineludibili per dare un giudizio compiuto sulla politica di bilancio portata avanti dal Pd. La Toscana si trova in una situazione di “disavanzo sulla sanità”, di “difficoltà finanziarie del sistema sanitario toscano”. L’innalzamento al massimo dell’addizionale regionale Irpef è iniquo e ingiusto. È inciso nella Carta del 1948 dai Padri costituenti che l’imposizione equa è legata all’azione efficace ed efficiente della pubblica amministrazione.
Non abbiamo votato questo assurdo aumento delle tasse per non essere corresponsabili dell’incapacità di gestire il servizio sanitario. Non lo condividiamo nel metodo, nel merito, ma anche nella gradualità. Se non c’è un disavanzo, per il quale vanno assunte responsabilità precise, ma c’è una difficoltà di natura finanziaria a fronte di servizi erogati. Allora la Toscana può e deve migliorare, rivedere, ottimizzare i servizi sanitari. Noi ci siamo per riorganizzare la rete ospedaliera. Nella passata legislatura in commissione Sanità, di cui ero presidente, portammo avanti un controllo minuzioso, dettagliato, puntuale, sul lavoro svolto dalle aziende sanitarie regionali. Avevamo un confronto costante nel merito con le direzioni e le aziende sanitarie, con l’assessorato, con il governatore e insieme affrontammo anche fasi difficili. Non ci nascondemmo quando ci trovammo in una situazione similare, non come importi, ma analoga in difficoltà e questioni da risolvere. Non possiamo esimere questa discussione dalla ricerca di chi ha controllato e gestito la sanità regionale. Non venga mai detto che non avevamo chiesto di prendere il MES sanitario. Quelle risorse oggi sarebbero nella casse del Governo, sarebbero state a vantaggio delle Regioni. Sarebbero servite per la parte corrente dei servizi sanitari, a fare ciò che in molti dicono di voler fare: pagare meglio gli infermieri, i medici, gli operatori sanitari, assumerne di più, dare servizi sanitari. Per un medico in media l’aumento dell’Irpef porterà l’addizionale da 1600 a quasi 3000 euro l’anno. Se lo può permettere? Certo, ma è una categoria, un lavoratore, che vedrà azzerato l’aumento contrattuale ricevuto. Con i medici anche i professionisti della sanità, da eroi della pandemia diventano tutti Pantalone, maschere paga tutto. La pletora delle lavoratrici e dei lavoratori oltre i 28.000 euro lordi è folta. Tante categorie, come operai, impiegati, insegnanti, tanti i pensionati che avranno un incremento del 97,61% sulla fascia da 28 a 50 mila euro lorde l’anno e del 92% nella fascia oltre 50 mila euro. È stata persa la bussola della capacità contributiva. Una percentuale di incremento maggiore sullo scaglione più basso. Portare la Toscana ad un livello maggiore di tassazione, quasi come fosse un precommissariamento automatico, è sbagliato. A chi dice che è giusta perché la fascia più bassa non sarà toccata ricordo che la fascia minima vedrebbe l’incidenza di 30 euro su base annua. Tutti devono concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva, per le proprie possibilità. C’è solo un partito nella storia della Repubblica italiana che ha sostenuto la gratuità, i 5 stelle. La Costituzione quando prevede il livello di progressività non esclude, emancipa. Chi più ha più paga, chi meno ha meno paga. No, non paga. Quella è una visione per cui a un certo punto Conte è sceso sulla Terra e ha detto che potevi non lavorare, perché lo Stato ti dava un sussidio. Una storia finita. È una stagione da incubo terminata.
La Toscana è la Regione che ha fatto storia e cultura del riformismo. Non possiamo oggi scappare dalle responsabilità. Il concetto di tassazione preventiva esonera da una parte le case farmaceutiche sul credito da payback e dall’altra il Governo Meloni ad assumersi la propria responsabilità. Un Governo che evidentemente viene agevolato da questa misura. Non ha senso definire l’aumento delle tasse regionali Meloni Tax. Rifuggo la cultura della colpa agli altri. Oggi governano loro, ieri c’eravamo noi. La posizione di chi dice è “colpa degli altri” non mi appartiene. Oggi l’orizzonte deve essere il livello dei servizi sanitari, la riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera, il miglioramento dei livelli di prenotazione, l’assistenza puntuale e personalizzata ma non impropria, la gestione della cronicità evolutiva ad esito infausto, no l’aumento delle tasse. Abbiamo chiesto alla maggioranza di affrontare questa discussione. La legislatura Giani per cosa passa alla storia? Perché ha aumentato l’addizionale Irpef o perché vuole fare le riforme? Mettiamo in campo una battaglia su questo. Siamo disponibili anche ad assumerci questa responsabilità collegiale, a fare insieme una forte vertenza se vogliamo introitare le risorse del payback. E ad assumerci responsabilità qualora sarà il Governo a chiedere un piano di rientro. La nostra lealtà alla maggioranza e il sostegno al presidente Giani non sono venuti meno. Abbiamo sostenuto Giani anche nelle battaglie più difficili. Dal Piano dei rifiuti, tra i punti dell’accordo siglato nel 2020 in una coalizione composta da sei liste, per arrivare a Giani commissario straordinario per l’energia che ha portato al rigassificatore, al rendere la Toscana indipendente energeticamente dalla Russia.
Stefano Scaramelli
Scaramelli: ‘Treno diretto Siena-Roma, ecco come si può realizzare il progetto”
Da Siena a Roma in due ore coprendo tre fasce orarie giornaliere e una serale. Il Vicepresidente del Consiglio Regionale della Toscana Stefano Scaramelli dalla stazione ferroviaria di Siena lancia l’appello a tutte le forze politiche della città, alle realtà associative, al mondo dell’università, delle categorie economiche, a sentire propria e sostenere questa proposta.
“La proposta è concreta e fattibile, ho avuto modo di parlarne – spiega Scaramelli – anche con l’assessore regionale ai trasporti Baccelli. I tempi di percorrenza di due ore possono essere rispettati se al treno ibrido verrà concesso di entrare in direttissima a Chiusi o a Orte. Il treno Blues ibrido consente di salire in stazione a Siena e senza cambiare mezzo arrivare a Roma in due ore. Con una, massimo due fermate intermedie -continua Scaramelli- questo treno consentirebbe a pendolari, studenti, turisti, di viaggiare comodamente con lo stesso mezzo capace di viaggiare Diesel nella linea non elettrificata e, attraverso la modalità di cui è predisposto, attaccarsi alla linea elettrica all’altezza di Chiusi per poi avere la possibilità di entrare anche nella direttissima”.
Sulle modalità secondo Scaramelli “Con tre fasce orarie e una quarta serale sarebbe possibile garantire alla più ampia utenza possibile di viaggiare attraverso questo convoglio innovativo che è di Regione Toscana”.
Nel dettaglio partendo dalla stazione ferroviaria di Siena alle 6 di mattina alle 8 si potrebbe essere a Roma, la fascia oraria 9-11 per raggiungere dalla Capitale la città di Siena, poi ripartendo da Siena alle 14 l’arrivo a Roma per le 16 e a seguire il ritorno dalla Capitale verso Siena in orario utile per i pendolari. A questo orario si potrebbe aggiungere una coppia in orario notturno.
La prossima settimana partirà la raccolta firme a sostegno del treno ibrido Siena-Roma.
Mercoledì 15 novembre partirà la raccolta firme online, mentre cittadini, ex ferrovieri, militanti di Italia Viva inizieranno a raccogliere firme per la petizione popolare anche in città. Mercoledì 15 novembre in piazza Gramsci dalle ore 9 alle 12, Giovedì alla Stazione ferroviaria dalle 9 alle 12 e Venerdì pomeriggio in centro storico.
Corriere di Siena, intervista di Gennaro Groppa
Il dibattito sull’alta velocità ferroviaria e sulla nuova stazione MedioEtruria che dovrebbe nascere in un luogo ancora non individuato tra Siena, Arezzo e l’Umbria non accelera. O meglio: il confronto c’è. Sono le decisioni che mancano. Si attendono indicazioni da tavoli tecnici e soprattutto scelte e decisioni che dovrebbero o potrebbero arrivare dal governo nazionale e da Ferrovie dello Stato. La questione è sempre la solita: ci sono i numeri per andare a pensare di realizzare un’altra stazione dell’alta velocità tra Firenze e Roma? Ne vale la pena? Soprattutto, c’è la volontà , o la forza politica, per farlo?
Il vicepresidente del consiglio regionale Stefano Scaramelli intanto lancia una nuova idea: quella di andare a realizzare, nel frattempo, una tratta ferroviaria diretta tra Siena e Roma, che oggi non esiste. Chi prende il treno da Siena deve scendere a Chiusi, aspettare la coincidenza e poi salire su un altro mezzo per la capitale. Avere un treno diretto ridurrebbe i tempi di percorrenza: che resterebbero comunque alti, se ragioniamo con i tempi moderni, ma sarebbero più ridotti degli attuali.
Stefano Scaramelli, il dibattito sull’alta velocità non accelera e non si arriva a nessuna decisione…
Ci sono vari scenari possibili, ma prima di tutto va capito se questa infrastruttura verrà realizzata oppure no. Credo che vadano in qualunque modo potenziati i collegamenti che riguardano questo territorio.
E’ fiducioso sulla realizzazione di Medioetruria?
Ho lanciato questo progetto dieci anni fa, quando ero sindaco di Chiusi. Allora ritenevo, e lo ritengo anche oggi, che servisse una connessione con l’alta velocità ferroviaria. Questa è una grande opportunità per Siena, quindi auspico che l’infrastruttura si possa realizzare. E che sia fatta secondo la soluzione tecnica migliore. Siena può e deve reclamare un miglioramento dei suoi collegamenti. Lo stesso discorso vale per l’intero territorio provinciale. Credo che a Chiusi debba tornare la fermata dell’alta velocità. C’è comunque un’altra idea interessante.
Quale sarebbe?
C’è uno studio di fattibilità, realizzato da Ferrovie dello Stato, sulla possibilità di dare vita a un treno diretto da Siena a Roma. Si tratterebbe di un treno ibrido che potrebbe portare nella capitale in meno di due ore. Sarebbe un collegamento importante per i turisti, per i pendolari, per le imprese. Se ci sarà la volontà di dare vita al servizio, si potrebbe creare il collegamento già da gennaio e darebbe più centralità al territorio senese. Il gap infrastrutturale va colmato e questa sarebbe una prima significativa risposta.
Non è che questo sarebbe un contentino per non andare a realizzare la stazione dell’alta velocità?
No, sono due discorsi diversi, che insistono su due piani differenti. Intanto questo collegamento lo si pub attivare da subito, prima di attendere le decisioni sulla stazione dell’alta velocità. Per quella, inoltre, servono le decisioni del governo nazionale, ma mi pare proprio che non ne stiano arrivando.
Corriere di Siena, venerdì 20 ottobre 2023, intervista di Gennaro Groppa, pagina 5
Vicepresidente Scaramelli, lei di recente è tornato ad occuparsi di Sanità. Nostalgia o necessità?
No, nessun rimpianto. L’esperienza acquisita come presidente della Commissione sanità della Regione Toscana e le relazioni costruite, oggi mi sollecitano a occuparmene in funzione del ruolo politico che ricopro in Consiglio regionale.
Allora ci dica. Secondo lei qual è lo stato di salute della sanità regionale?
Vive una fase complessa. Scarsità di risorse, difficoltà a dare risposte celeri ed efficaci, mancanza di programmazione. Resta ferma e valida la qualità altissima dei nostri professionisti e dei nostri manager. Ma non basta. Serve la capacità della politica di assumere scelte innovative. Continuare a gridare contro il governo non è più sufficiente. Bene la richiesta di destinare ogni anno il 7,5% del PIL al Fondo Sanitario Nazionale, ma per garantire l’universalità del Sistema e l’adeguato livello di accesso e di prestazioni sanitarie la Toscana deve tornare a fare la Toscana.
Con quali misure? Quali idee? Sia concreto.
Servono per esempio misure urgenti per sopperire alla mancanza di personale anche in strutture convenzionate oltre che nelle pubbliche. In merito ho presentato un atto, votato all’unanimità, che prevede il riconoscimento in deroga dei titoli di studio di ragazze e ragazzi provenienti da altri Paesi, disponibili a lavorare da domani per il nostro servizio sanitario. Servono quantificazione e programmazione di accesso allo studio di medicina per passare dal numero chiuso al numero programmato. Serve attrattività delle nostre scuole di specializzazione, in merito ho proposto di fare un’analisi puntuale qualitativa e quantitativa delle stesse. Serve capacità di attrarre merito e eccellenze. In passato lo abbiamo fatto. A fare la differenza sono sempre le persone e non solo gli investimenti.
Perché scusi i tanti milioni promessi per le Scotte e le famose case di comunità non vanno bene?
Certo. Sono fondamentali. Gli investimenti sulle Scotte scontano ritardi nell’attuazione e adesso hanno avuto una ottima accelerazione. Furono ipotizzati a suo tempo e mi ha fatto piacere che il Presidente Giani me lo abbia riconosciuto. Nei territori invece serve fare scelte diverse. Case di comunità e piccoli ospedali senza funzioni specifiche rischiano di essere dei doppioni che non ci possiamo permettere. Il territorio si deve relazionare con la medicina generale, deve dare risposte celeri e professionali in emergenza urgenza, consentire degenze e cure pre e post ospedaliere e in primis fare prevenzione. Il resto va accentrato.
Questioni facili a dirsi, difficili da attuare nella Toscana dei campanili?
Sono cose giuste, di buon senso. Per attuarle serve coraggio. Grandi fondi privati investono oggi in residenze sanitarie per trarne rendita. Queste risorse, fosse stato per me, le avrei dirottate verso la riconversione di strutture oggi prive di mission specifica favorendo progetti pubblico/privati.
Il personale? I sindacati sono sul piede di guerra.
Tengo una stretta relazione con loro e ho massimo rispetto delle loro posizioni. Ci siamo confrontati ad un grande evento sulla sanità che ho organizzato alla festa regionale di Italia Viva. Si pub e si deve pagare meglio la qualità professionale che il personale esprime. Serve compensare con misure integrative il disagio di molti per orari massacranti e distanza dal luogo di lavoro. Altrimenti, per restare al territorio senese, e per motivi contrapposti, Nottola e Abbadia da una parte, o Siena dall’altra, faticano a trattenere i giovani che intraprendono le professioni mediche e sanitarie.
Altre proposte concrete?
Credo serva rafforzare di più la prevenzione. Programmare cicli standardizzati di visite in funzione della specificità della popolazione, stile tagliando auto. La prevenzione ad ampio raggio aiuterebbe a spendere oggi per risparmiare domani. Lavorare sull’average, sulla qualità della vita e rafforzare la medicina territoriale. Dobbiamo in sintesi ridurre la domanda di sanità e aumentare la qualità della salute dei cittadini.
Lei ha parlato di recente anche delle scuole di specializzazione di Siena.
Certo. All’inizio del mio mandato da Presidente di Commissione la Regione non integrava nessuna borsa di specializzazione. Alla fine del mandato ne finanziammo oltre cento. Oggi purtroppo molte meno. Ma al di là di questo serve maggiore qualità. E un problema diffuso. E vero. Ma da noi qualcosa non va. Ho depositato un atto formale in merito.
Il Corriere di Siena recentemente ha pubblicato il rapporto sul clima aziendale. I due aspetti sono collegati?
Su questa correlazione non ho elementi certi. Devo verificare. Resta il record negativo di iscrizioni, in particolare in alcune scuole di specializzazione e un clima di relazioni che può e deve migliorare. Mi impegno ad essere parte del sistema per favorire la soluzione di questi problemi.
Cosa servirebbe fare?
Ho depositato un atto in Consiglio regionale per analizzare queste criticità. Serve controllare non con superficialità la situazione della scuola di specializzazione medica di Chirurgia generale di Siena, avvalendosi anche dell’Osservatorio regionale sulla qualità della formazione sanitaria. In sinergia con le aziende e le istituzioni coinvolte serve intraprendere azioni per garantire un adeguato livello di qualità didattica nelle scuole di specializzazione medica e arginare la fuga di giovani specializzandi dai corsi nelle università toscane di Siena, che è maggiormente critica, ma anche di Firenze e Pisa.
Quali soluzioni per le liste d’attesa?
Serve aumentare il numero delle prestazioni erogate e nel contempo ridurre la domanda passando dal fenomeno della richiesta puntuale a quello della programmazione preventiva. Su questo il Mes sanitario avrebbe aiutato.
Toglierebbe l’intramoenia?
L’ho sempre difesa da presidente della Commissione sanità. E lo strumento che serve per far restare nel campo pubblico i migliori professionisti e tenere alto il livello della sanità pubblica.
Allora ci consenta una battuta. Con lei assessore alla sanità quindi le liste di attesa sarebbero sparite?
Non scherziamo. Le liste di attesa sono fisiologiche se non gestite dalla parte della domanda. L’offerta non può rincorrere la domanda altrimenti il prezzo sale. E alla base delle regole economiche. E qui il prezzo coincide con il tempo e la vita delle persone. La risposta sta nella prevenzione e nella programmazione. Forse eliminando l’attuale meccanismo di prenotazione dei CUP già si darebbe una risposta concreta. Presa in carico diretta del professionista previo compenso e il personale dei Cup potrebbe essere assunto e pagato meglio da strutture accreditate in grado di azzerare le attese per esempio sulla diagnostica.
Il Corriere di Siena, 15 ottobre 2023, intervista di Sandro Benetti

